RAINY DAYS ARE GONE

Un Febbraio che sembra Marzo, un mese passato così, tra un lookbook, un evento e vari weekend di dormite.
Questo sentore di primavera con temperature estremamente estive mi sta proiettando in universi paralleli che non voglio lasciare mai nella mia vita. La metereopatia che mi appartiene mi sta facendo vivere tutto senza preoccupazioni, ansie, negatività.
Oddio in effetti un’ansia c’è..i 30 anni tra un mese sono una di quelle cose di cui non vorrei parlare e a cui vorrei pensare, ma preferisco per ora rimanere salda sui miei 29 e vivermeli al meglio per questi ultimi giorni.

Febbraio mi ha regalato finalmente, dopo anni di attesa, la seconda serie di Suburra -che inutile dire che ho terminato in due giorni-, dei progressi inaspettati che comportano dei lividi in più, un matrimonio di una persona speciale, una stanchezza notevole, un risotto da Cracco, una nuova vita.

Non so se devo aggiungere altro, quando si sta bene le parole non servono no?

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Jacket: LaDoubleJ
Shirt: Zara
Skirt: Untitled
Boots: Stradivarius

OCTOBER

Ottobre, il mese in cui tutti i buoni propositi del mese prima se ne vanno a quel paese.
Ottobre, il mese in cui non capisci ancora che tempo fa e se è davvero arrivato l’autunno, se è ancora estate o se senza accorgerti devi tirar fuori i piumoni.
Ottobre, il mese in cui la voglia di fare scompare per dar spazio alla noia, al sonno perpetuo, alla voglia di Netflix e plaid.
Ottobre, il mese in cui tre anni fa ho deciso di aprire Theftaste.
Ottobre, il mese in cui le vetrine espongono milioni di cose che vuoi comprare ma di cui chiaramente non hai bisogno.
Ottobre, il mese in cui vuoi o no, devi fare il cambio di stagione.
Ottobre, il mese che ha assunto un risvolto positivo da quando è il mese di Stranger Things e di altre serie con le contropalle.
Ottobre, il mese in cui la città si riempie di foglie con gradazioni di marroni fuori dal comune.
Ottobre, il mese del mio nuovo articolo per Pepite.

Un attimo. Ottobre? Tra meno di due mesi sono in Thailandia e devo ancora finire di organizzare il mio viaggio?

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Dress/shoes/jacket : Zara

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WELCOME JULY! (and sales)

Il tempo passa veloce, a Milano non si respira e una delle poche gioie è che i saldi sono iniziati e manca meno di un mese alle mie ferie -grazie Signore grazie-.

Le giornate si susseguono tra una sudata e l’altra e birre annesse per sopravvivere al caldo infernale, concerti intensi, il colon che mi provoca disagi infiniti, il countdown delle ferie che sembra interminabile, acquisti importanti -finalmente!-, e shopping da saldi estivi.
C’è da dire che io sono un’eterna combattente in questo e che non mollo un cazzo, il primo giorno di saldi lo affronto sempre, con la speranza che magari almeno il primo giorno qualcosa lo trovo e mai come sabato ho avuto questa fortuna. Sapevo già dove andare, cosa puntare, cosa provare e di conseguenza cosa comprare. Lo sapete che io tanto viaggio sempre negli stessi negozi perchè si sa, squadra vincente non si cambia, e questa è stata la volta di Bershka che mi ha regalato così tante di quelle emozioni che non sto nemmeno qui a raccontarvi.

Mi preparo ad affrontare questa settimana pensando al bottino che mi sono messa in tasca e ne approfitto per invitarvi a leggere il mio ultimo articolo per Pepite in cui do alcuni suggerimenti sul perfetto outfit da spiaggia -e post- e vi saluto mostrandovi uno dei miei acquisti preferiti del weekend che segue sulla scia del wannabe big brands.
Dopo wannabe D&G arriva wannabe Missoni.

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Jumpsuit: Berhska
Bag: Zara

FLOWERS AND SPRING

Sono reduce da un weekend che è meglio cancellare dal calendario, una settimana di pioggia che lasciava intendere che fosse un qualsiasi mese dell’anno tranne che Aprile, una primavera lontanissima dalle aspettative e dei giorni un pò così.

Ma oggi è Lunedi, il primo di cui sono contenta dall’inizio dell’anno. Si volta pagina e una nuova settimana è appena iniziata, con un clima degno del 16 Aprile, i capelli nuovamente rosa, e la giacca di pelle di Wonder Woman
-finalmente, di nuovo-. Domani inizia la design week e Milano è pronta e allestita in tutta la sua beltade #sicertocomeno ma fortuna vuole che andrò in giro solamente questo mercoledì mentre sono pronta a evacuare nel fine settimana dato che, finalmente, è giunto il momento di tornare a Londra.
Lo so lo so, ce ne sono di città in Europa e nel mondo ma io sto sempre li. Quest’anno è diverso però perchè in seguito a una promessa, ci torno si per la mia quarta volta ma stavolta col mio boy che strano ma vero, si è convinto a visitare la città dei miei sogni.
Sono pronta a preparare la valigia e a impazzire per decidere cosa portare (qui è appena arrivata la primavera, ma in UK cosa avrà deciso di fare?) ma una cosa è sicura, Polaroid e Mirrorless in una mano, iphone nell’altra, pronti e via.

Vi lascio con due foto, una della scorsa domenica in cui dopo mesi ho rivisto il mio fratello mancato e il mio amore bello mentre l’altra del mio entusiasmo per una giornata decente.

 

“Aloni verdi a caso” – olio su tela

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“Welcome Spring” – olio su telaProcessed with VSCO with f1 preset

WELCOME MARCH!

Dreaming of summer che purtroppo è ancora tanto lontana ma sempre accompagnata da colonne sonore che mi fanno rimpiangere il sole, la spiaggia, le birre all’aperto e i capelli bagnati all day longs.

Marzo, che sia ben chiaro rimane sempre il mio mese preferito, è finalmente arrivato. Puntuale ma un pò sbagliato. E’ iniziato portandosi dietro tanto, troppo freddo e poca parvenza di primavera. La neve è scesa su Milano e su tante altre parti dell’Italia imbiancando parchi, monumenti, strade, cappotti dei viandanti e tanto altro e con lei le temperature che hanno raggiunto freddi epocali costringendomi a rintanarmi solo in luoghi chiusi tipo pizzerie, bar, casa.
In sostanza ho passato gli ultimi dieci giorni tra ufficio, stress, palestre varie (solo grandi risultati per me), letto, forum d’Assago e niente più. Il concerto di Jovanotti contro ogni aspettativa è stato davvero uno di quelli che lascia il segno, pieno di coinvolgimento e calore e mi porto dietro questa consapevolezza: lui a 50 e passa anni non può esser così figo.

La fashion week è finalmente finita, i miei amori non mi hanno deluso e io non mi sono persa una passerella delle mie icone preferite, gli Oscar non hanno dato il meglio di loro (impossibile che Call me by your name non abbia vinto nulla cazzo!) e un anno fa ero pronta a partire per una delle città che mi è piaciuta di tutte quelle viste nel corso del 2017 e io non vedo l’ora di poterci tornare e passo tutti i giorni a spulciare le offerte e le promo per viaggiare. Voglio vedere tanti, troppi posti ma tra poco è il mio compleanno, sia mai che qualcuno pensa bene di farmi un bel regalo? 😀

Due settimane fa ho costretto il mio boy ad accompagnarmi da Zara e inutile dire che mi sono comprata le commesse. Tipo che erano altrettanti giorni che non ci mettevo piede e come sono entrata sono impazzita portandomi a casa di ogni ma desiderando comunque di più..ma non è detto che io non ci torni nel fine settimana!  Peccato solo che era pieno di bellissimi outfit di color pastello ma che non è stato possibile adocchiare nemmeno da lontano visto che fuori c’erano solo -3.
E questo che vi mostro di seguito è il look che ho scelto per questo pomeriggio all’insegna del gelo e dello shopping in cui sfoggio fiera l’ultimo dei miei acquisti fatti con i saldi –inaspettato fra l’altro- e cioè degli stivaletti glitter di Primadonna che erano ben scontati del 50.

“La ragazza dallo shopping compulsivo” – olio su tela

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WELCOME FEBRUARY (ma anche no)

Dopo un’agonia durata -chiaramente- più di 30 giorni chiamata Gennaio, siamo finalmente riusciti ad arrivare al secondo mese di questo 2018.
Non che Febbraio mi faccia venir voglia di ballare la samba eh, con Sanremo, San Valentino, sto cavolo e quell’altro e perchè da quando è iniziato ha praticamente solo piovuto per cui, se queste sono le premesse, direi che non ci siamo per niente..ma almeno dura solo 28 giorni e ce ne siamo già giocati 6, si cazzo!

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Almeno un paio di note positive su questo mese ci sono però dai.
Oggi mi tatuo, venerdì torno a casa per festeggiare il compleanno della mamma e concludo il mese con il concerto di Jova, di cui mi sto anche ascoltando l’ultimo album prima di fare scena muta.
Poi di certo spero anche che nel mentre si aggiunga qualcosa degno di nota e che io non rimanga appesa ai ricordi e le attese di queste 3 cose per tutto il mese, ma per ora direi che non aggiungo altro e che per questo martedì ho già detto troppo.

Vi lascio con delle foto fatte sabato quando il tempo è stato clemente in cui potete ammirare i miei nuovi acquisti e con il link del mio ultimo articolo per pepite, che potete leggere qui. 

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Jacket: Asos
Trousers: Bershka
Bag: Zara

FRIDAY 17TH

No, non è un flashback.
E’ tornato di nuovo il temutissimo venerdì 17, quello che spaventa una cifra di persone, quello che OMIODIONONESCODICASA.
Nel caso in cui vi fosse sfuggito, in questo post intitolato in modo uguale e risalente a marzo ->  FRIDAY 17TH potete trovare un bel pò di info sul perchè tale giorno sia così dannato, ma talmente tanto che persino i gatti neri oggi se la ridono sotto i baffi.serious cat GIF

Maaaa superstizioni a parte.
Dopo la mia bella gitarella fuori porta al Lago di Braies in cui sono morta di freddo, quest’ultimo ha ben deciso di palesarsi -all’alba del 6 Novembre- in tutta la sua forza portandosi appresso temporali, nuvole, vento (a Milano poi, perchè?) e tutti gli agenti atmosferici che odio e che mi fanno venire la depressione in un batter d’occhio perchè parliamoci chiaro, che cazzo fai se diluvia? Si, converrei con voi nel dire che Netflix è l’unica soluzione e risposta a questi mali ma è pur vero che dopo essermi bruciata in meno di una settimana tutto Suburra e in due giorni Stranger Things mi rimane ben poco da fare se non che, mentre rimuginavo su come occupare i miei weekend che precedono una grande partenza, il tempo ha deciso di tornare a essere un minimo clemente con tutti noi e da sabato scorso..tadàà! Il sole torna a splendere in un cielo azzurrissimo che però continua a segnare 8 gradi fissi, che non si smuovono da lì. Decisamente un buon motivo per amare nuovamente la vita, un pò di sole in città.
E cosa può aiutare ad affrontare ancora meglio questo gelido autunno? Sfoggiare dei pezzi comprati l’anno scorso che dopo 10 mesi possono essere presi dall’armadio, sbustati dal cellophane della tintoria e indossati come se fossero nuovi!
Questo è indubbiamente il caso di uno dei miei acquisti preferiti che già vi avevo mostrato con orgoglio l’anno scorso ma che voglio assolutamente riproporre, in un mood un pò differente di cui vado una cifra fiera. Presente quando sperimenti un ouftit, ti piace e poi te lo vorresti mettere sempre? Ecco, è quello che mi è successo sabato.
“Parco Sempione verde e marrone dentro la mia città” – olio su tela

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Bag: 333Hope333
Total look: Zara
Shoes: Public Desirè

ABBONDIO: BIBITE E DESIGN

Mentre negli anni 50 al Sud nascevano le bibite Polara e la sua gazzosa dava sollievo a milioni di Siciliani durante le giornate più calde, esattamente dall’altra parte dell’Italia qualcuno li aveva già preceduti. Si tratta di lui, Angelo Abbondio, che nel 1889 a Tortona fondò la società che fu una delle prime in Italia a produrre bibite energetiche.
Sembra che la gazzosa in quegli anni andasse di moda un po’ come il nostro spritz dato che fu anche per quest’azienda la prima bibita prodotta e ancora oggi il prodotto di punta.

Di sicuro negli anni l’aperitivo per noi si è tramutato in qualcosa di un po’ più strong (chi può darci torto?) ma c’è chi è tuttora ancorato a vecchie tradizioni e il bitter per i nostri genitori è ancora un must da tenere in casa. E cosa c’è di più bello del tenere in frigo qualcosa che ci porti con la mente agli anni di Marlon Brando e di James Dean, di Marilyn e la sua gonna svolazzante, della nascita del rock’n’roll e alle acconciature con la bandana? Qualcosa che ce li faccia rivivere in toto e ci faccia tuffare a pieno nella golden age. Ed ecco che Abbondio rilancia le sue bevande con un nuovo design che fa concorrenza alle case americane più in voga introducendo la linea “VINTAGE”. Bottigliette colorate che raffigurano sulle etichette ragazze in stile pin-up americane con una sfumatura di tipo burlesque, stile prepotentemente alla ribalta nei primi anni del 2000 e che diciamocelo, mette d’accordo un po’tutti.
I disegni sono ripresi dalle pubblicità dei calendari di Gil Ever Green, con un tocco di rivisitazione italiana e come affermano dalla ditta, «La nostra idea vincente è stata far uscire il chinotto e le gazzose dalla polvere dei consumi da dopolavoro puntando sulla tipicità e giocando con ironia sulla memoria».

Figuratevi se questa non è stata una svolta per una collezionista di bottiglie come me tanto che non appena le ho viste nei negozi le ho prese sotto braccio per arricchire la mia mensola con questi pezzi unici e ricordo che uno dei miei pensieri è stato “chissà quando rivedrò tra gli scaffali di un supermercato qualcosa di così figo?”.

E proprio mentre incrementavo il mio assortimento con bottiglie di birra, Abbondio mi lascia di nuovo a bocca aperta e mi obbliga a trovare uno spazio per la sua nuova linea tornando alla riscossa con altre 6 bottiglie che non possono assolutamente mancare sulla mia mensola.
Se con il vintage aveva accontentato i gusti di tutti, la nuova collezione targata “TATTOOS” non solo piace, STRApiace! Ispirata ai tatuaggi old school, sulle bottigliette sono riportati tutti i soggetti più iconici degli scarabocchi “vecchia scuola” che siamo comunemente abituati a vedere impressi sulla pelle o stampati su t-shirt ma mai etichettati su vetro.

Per chi non sapesse quali sono, una breve spiegazione:
La popolarità di questi tatuaggi fu massima intorno agli anni Venti, quando i tatuatori (a stelle e strisce soprattutto) cominciarono a creare disegni aspirati ai vecchi tatuaggi di pirati, marinai e uomini di mare. I temi sono appunto attinti dalla tradizione marinaresca ma non si fermano lì, e nella tradizione old school ormai sono famosissimi anche rose dei venti, rondini,pugnali,dadi,ciliegie,pin up, fiori, velieri e sirene. Si contraddistinguono per i loro colori accesi e le loro linee spesse e nonostante possano sembrare “senza significato”, negli anni 70 svolsero la funzione di riconoscimento di un gruppo ben preciso e furono infatti i più realizzati sulle pelli di motociclisti, punk e skinhead.

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Insomma, in attesa della prossima genialata targata Abbondio che fate, non correte a comprarle?

DISCOVERING THE WORLD: VALENCIA

Dopo giorni e settimane di latitanza eccomi di nuovo qui, pronta a raccontare il mio weekend passato che a dirla tutta, è stato uno dei migliori da un pò di tempo a questa parte. E’ capitato a fagiolo, proprio quando sentivo un bisogno spassionato di staccare da tutto e tutti, proprio quando dopo 20 giorni passati tra un’ulcera, un’emicrania e un magone alla gola non vuoi far altro che staccarti dal mondo andandotene altrove.
Chissà se quando la mia dolce metà ha comprato i biglietti a Marzo aveva una vaga idea di cotanto stress, fatto sta però che un regalo di compleanno non è mai stato così azzeccato. E così pronti via, h 6.30 in macchina, tra uno sbadiglio e una chiacchiera arriviamo a Orio e dopo una lunga fila al check-in l’imbarco apre.
Valencia, stiamo arrivando.
Non sapevo cosa aspettarmi da una delle poche città in voga spagnole che non avevo ancora visitato, ma ero abbastanza certa che mi avrebbe lasciato un’ottima impressione così come tutte le altre e guess what? Le mie aspettative non sono state assolutamente deluse. Valencia ci ha spalancato le sue porte –nel vero senso della parola dato che le metro erano gratis il giorno in cui siamo arrivati- con temperature che sfioravano quelle estive italiane, con persone carine, disponibili e che l’italiano lo sapevano meglio di me.
Ci ha incantato con la sua città dell’arte e della scienza, con un centro storico piccolo ma meraviglioso, con dei mercati pazzeschi pieni di banchi super appetitosi, con delle paelle grandi come me ma sulla carta solo per due persone, con fiumi di birra e costruzioni di sabbia, con spiagge lunghissime e tapas a non finire.
Non avrà qualcosa che ti rimane impressa ma di certo non ha nulla da invidiare alle Ramblas barcellonesi, alla Plaza Mayor di Madrid o alle cittadine dell’Andalusia.
Non necessariamente una città deve lasciarti a bocca aperta per un monumento, una grande costruzione o la sua storia, alle volte è più semplice del previsto.
Bastano un cielo rosa, una birra al tramonto, un bagno al mare inaspettato, una passeggiata mano per mano tra voci e luci diverse da quelle a cui sei abituato per rendere indimenticabile il ricordo di una città e per fartela amare da morire.

WELCOME JULY!

Svegliarsi la mattina con uno strano sentore di vacanze post liceo tipo un throwback di 10 anni ma non del tutto sbagliato dato che FI-NAL-MEN-TE siamo arrivati a Luglio.
Ebbene si, dopo una settimana di tempo incerto, diluvi universali e paradossalmente anche freddo, è finalmente giunto il mese che porta sempre buone nuove.
L’arrivo dei saldi, solo 26 giorni ad Agosto, le tanto desiderate ferie, il primo compleanno della mia nipotina e il probabile arrivo di un’altra a breve, il colon irritabile.
In sostanza si, aspettando l’ispirazione per scrivere il nuovo post il mio colon ha deciso di implodere e di tirarmi fitte lancinanti e gonfiare la mia pancia a mo di palla medica, ragion per cui sabato non riuscivo a vedermi con niente addosso e per fortuna non ho provato nulla durante i miei acquisti dei saldi o non avrei comprato niente.

E a proposito di saldi! Per essere quelli estivi che di solito non mi danno mai troppe soddisfazioni, rispetto all’anno scorso ho avuto davvero piacevoli sorprese e sconti piuttosto sostanziosi. Tutto sommato il clima ha aiutato nel poter girare liberamente in centro senza sudare l’impossibile e non c’era nemmeno il mondo dentro i negozi anche se, come al solito, le persone sono indisciplinate come non mai e buttano tutto alla rinfusa ricreando in un millesimo di secondo il mercato del pesce di piazza Vittorio.
In sostanza loro fanno così, prendono e lanciano, accumulando pile di vestiti sotto occhi sgomenti e infuocati delle commesse che hanno a che fare con queste specie di persone se così si possono chiamare.

Comunque non mi sono data per vinta e visto il budget un pò limitato -prima o poi vi dirò cos’ho combinato e perchè sono super tirata- ho affrontato i miei punti fermi consapevole del fatto che avrei continuato lo shopping online sul mio fidato Asos (per la cronaca non ho ancora ordinato nulla) e con calma sono riuscita a trovare sia qualcosa che avevo già adocchiato prima dei saldi sia altre cose inaspettate che mi hanno comunque dato molte soddisfazioni. Pian piano vi mostrerò tutti i miei acquisti, per ora limitatevi a vedere il mio look di sabato, appunto, pronta a sfidare le mie concorrenti agguerrite in Vittorio Emanuele!Processed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with hb2 preset

T-shirt and pants: Zara
Shoes: Pull&Bear
Bag: Asos
Necklace: Bershka

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“Selfone delle 5 del pomeriggio, olio su tela”