(NO)VEMBER.

E così uno dei miei incubi più grandi è tornato. Novembre, ci risiamo.
Giorni passati tra un weekend lungo a casa, amiche e famiglia,cibo a profusione, influenze a caso, capsule Moschino x H&M e pioggia, immancabile per definire l’ansia che l’autunno mi mette addosso.
In sostanza non mi sono accorta che l’anno è quasi finito, che tra 19 giorni parto (sorry whaaat?) e che Natale sta arrivando e lo si percepisce ovunque. La città che prende vita con le decorazioni per le strade, i negozi che si riempiono di decorazioni, lucine e il rosso sta diventando il colore dominante. E’ successo un pò tutto troppo in fretta ma per me non ci sono problemi, sono sempre pronta ad accogliere il Natale a braccia aperte, un pò meno quando devo pensare ai regali da fare e che dovrò spicciarmi in 10 giorni.

Tornando alla situazione attuale, ditemi che non sono l’unica a essere costantemente indecisa su cosa indossare dato il clima instabile più del mio umore durante quel periodo del mese. Ho fatto il cambio di stagione e ho scoperto di avere tante cose che il mio cervello aveva rimosso ma questo non mi ha comunque impedito di acquistarne delle altre (ma va?), solo che non so quando metterle dato che penso di gelare e invece poi faccio due passi e mi viene una caldazza infinita.
Ed è stato esattamente quello che è successo -anche- ieri, quando tutta fiera ho sfoggiato un outfit per andare a far merenda da Macha (FINALMENTE OSEREI DIRE!) che è andato bene per la prima mezz’ora e poi sono tornata a casa pezzata.

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Devo dire che in ogni caso, rivedendomi, ne sono ancora molto orgogliosa.
Pezzata ma orgogliosa, con una faccia da minchiona.

Coat: Asos
Shirt: Bershka
Jeans: AAA
Bag: Gucci
Shoes: Fila (maddai?)

TRIP ON THE LAKE

E’ l’ultimo giorno di Maggio è domani è finalmente il mese il cui countdown è segnato sulla lavagna alle mie spalle da Gennaio e il caldo, l’afa, la pressione bassa, la stanchezza, lo stomaco contorto e i mille pensieri sono all’ordine del giorno.
Ho promesso di non lamentarmi per le temperature visto quanto freddo ho patito durante l’inverno e ho promesso di non dire A durante la mia sudorazione giornaliera perchè tutta la pioggia che c’è stata mi ha ucciso l’anima quindi continuerò su questa strada fino al momento in cui però non sverrò per strada -cosa che rischia di succedere da un pò, in primis durante gli allenamenti-.

Sta iniziando l’estate e riesco a percepirla in ogni sua sfumatura, dal sole appena apro gli occhi, ai pantaloncini usati come pigiama, alle lenzuola in fondo al letto, alle gambe abbronzate col segno delle converse, al mare che non vedo l’ora di vedere.
MA visto che in questa città non sanno nemmeno come si scriva mare, devo approfittare di tutti i weekend a disposizione pur di vederne un pò! E mentre sono qui che aspetto impazientemente questo bel ponte che accorcia la settimana lavorativa che mi porterà in nuove destinazioni, mi accontento di riguardare le immagini del weekend passato per cui devo ringraziare un addio al nubilato che ci ha fatto evadere dalla città super calda alla scoperta di luoghi magici in quel del Garda. Non che fosse la prima volta per me a Desenzano o giù di li, ma sicuramente la prima volta di una gita su un motoscafo!
Devo aggiungere anche l’aperitivo a bordo, la bella vita con la musica a cannone e solo noi in giro per il lago a sorseggiare spumante, ballare e prendersi tutto il sole?
Na, ve lo potete immaginare guardando le foto no?

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COMFY SUNDAY

Non so come ma siamo arrivati all’ultima settimana di Marzo.
Il mio compleanno si avvicina incutendomi una cifra di angoscia e facendomi gia percepire le prime rughe di decadenza verso i 30 ma al tempo stesso si avvicina anche Pasqua e io non vedo l’ora di poter finalmente partire e mettere piede a casa, nell’unica e sola.

So che sono stata un pò latitante ultimamente ma ogni volta che mi riprometto di scrivere un post, subentrano centomila complicazioni, urgenze o come piace tanto chiamarle PRIORITA’ e io non ho nemmeno il tempo di respirare, figuriamoci di sedermi davanti a un computer. Per di più aggiungiamoci che l’arrivo della primavera invece che scatenarmi gli ormoni mi ha solo provocato un grande disagio, un enorme sonno e una stanchezza a cui non posso porre rimedio e diventa tutto molto facile da capire: mi passa la fantasia.

Oggi però, a ridosso della fine del mio mese preferito, mi sento in dovere di spendere un paio di parole su quello che è successo nelle ultime settimane.
Scazzi e imprecazioni varie le mie giornate sono andate avanti nella solita routine, con l’aggiunta che il mio stomaco è tornato a farsi vivo causa nervoso/stress, che ho comprato un sacco di cose dal mio amato Zara, che stiamo organizzando un viaggione per Dicembre, che non vedo l’ora di andare dal parrucchiere per dare una sistemata ai miei capelli di ormai cinque colori differenti, che la scorsa settimana ho visto lo spettacolo di Conti, Pieraccioni e Panariello e ho rischiato una paresi facciale causa troppe risate, che sto improvvisando countdown con termini sempre più lunghi, che vorrei acquistare centomila cose e invece devo solo che tenermi i soldi in tasca. E poi è successo che sabato, dovendo usufruire di un buono regalo del mio compleanno dell’anno scorso, per la prima volta nella mia vita ho fatto un massaggio da QC terme. Inutile dire che mentre cercavo di non pensare a nulla e rilassarmi contemporaneamente stavo perdendo le staffe perchè venivo cosparsa di olio che nemmeno un arrosto, ma salamoia a parte è stata un’esperienza divina e mi sono ripromessa che dovrò usufruire più spesso delle terme per evadere allo stress cittadino.
E come ultima news posso dirvi che ieri, dopo due anni, ho finalmente ottenuto il mio balcone. E’ arrivata così quando meno me l’aspettavo, la decisione da parte sua di dirmi “Andiamo a comprare le piante che sistemo i vasi in balcone” e io non ho potuto far altro che acconsentire e correre con lui dal vivaio, dando il mio contributo scegliendo le piante dai fiori che mi ispiravano di più. Presente però quando la domenica ti alzi tardi, vorresti fare tutto tranne che uscire e anzi, passare la giornata a poltrire sul divano in pigiama spaccandoti di tv? Ecco, ieri era una di quelle domeniche. Fatto sta però che uscire in pigiama non è etico ed ecco perchè sono felice di dirvi che ho potuto sfruttare il migliore acquisto degli ultimi mesi, LA TUTA. Già lo so che chi mi conosce starà sbarrando gli occhi davanti allo schermo nel leggere che io sia uscita in tuta o soprattutto che io ne abbia comprata una ma qui lo dico e qui lo nego, la stavo cercando da tantissimo tempo fin quando, un mesetto fa all’incirca, Mr. Zara ha decido di esporre proprio il modello che avrei voluto nel mio armadio e così è stata acquistata all’istante, senza ripensamenti, senza se e senza ma.

Devo dire che ieri non è stata la prima volta che l’ho indossata ma rispetto alle altre occasioni, sono stata davvero contenta dell’abbinamento comfortable ma allo stesso tempo cool che sono riuscita a creare e così mi sono fatta immortalare tutta fiera del mio outfit e dei miei codini palline alla topolino mentre stavo gelando tra le folate di vento in porta genova.

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Bomber: Pimkie
T-shirt and Trousers: Zara

EAST MARKET – one year later

Manco fosse una regola, primo giorno di fashion week qui a Milano e il tempo fa cagare.
Sempre così, la città si ribella alla confusione che vede a capo designer, fotografi, blogger, modelle e quant’altro.
Io mi sono svegliata con un nervoso addosso che nessuno sa, ma soprattutto diciamo che ci ho messo anni ad aprire gli occhi  come praticamente ogni mattina -oltre ad avere lo stomaco in subbuglio-.

Vengo da un weekend passato quasi interamente con mio cugino che è venuto da Lisbona e non potevo non approfittare di questi giorni per trascorrere tantissimo tempo con lui e da una domenica all’East Market.
Vi avevo gia parlato all’incirca un anno fa di questo mercato fighissimo che fanno una volta al mese in zona Lambrate in un grande capannone in cui si mixano bancarelle di ogni tipo: vintage, moderne, oggettistica, abbigliamento e tanti banchetti di streetfood all’esterno. Mi ero ripromessa di tornarci ma per un motivo o per un altro non ero mai più riuscita se non fino a questa domenica, in cui ho approfittato della giornata semi-soleggiata per fare un giro. Ne sono uscita a mani vuote (ogni prezzo che chiedevo non andava sotto i 90 euro, non era propriamente la mia giornata) ma comunque contenta di esserci andata, almeno per passare una giornata diversa!

Vado un pò di fretta quindi lascerò parlare le mille foto che ho fatto e ne approfitto per mostrarvi uno dei miei ultimi acquisti, un felpone giga di Overview Studio, di un arancio particolarmente fluo, ma che amo soprattutto perchè infili lui e via, sei pronta!§
P.s. davanti a questi murales non ho saputo resistere!

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VALENTINE’S DAY

Ebbene si, sembrava impossibile eppure è di nuovo quel giorno dell’anno.
Il mondo è spaccato a metà: gli innamorati non si tollerano e i single sono più acidi degli yogurt scaduti, il web è intasato da frasi d’amore e le vetrine delle panetterie sono piene di biscotti a forma di cuore.
No, non è la fine del mondo. E’ semplicemente San Valentino.
Un martedi come tanti altri in cui stranamente il cielo di Milano ci regala qualche spiraglio di sole dopo settimane di grigiume con l’unica differenza che siamo circondati da rosari spuntano come funghi con rose avvolte in cellofan pieni di cuoricini e che cercano di rifilarti anche mentre tu, donna, cammini per strada da sola.

Ma partiamo dalle origini. Chi cacchio è San Valentino, questo maledetto, che da anni ci perseguita il 14 Febbraio costringendo poveri uomini a regalare necessariamente qualcosa alle proprie donzelle e le zitelle più incallite a incarognirsi verso il mondo intero?
Facendo una rapida ricerca sul web, sembrerebbe che questa tradizione risale a una sbrega d’anni fa.
“(..) nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.
In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo.
Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.”

Quindi in realtà sto poveraccio non ha mai fatto niente di male!
Gli è stato affibbiato sto ruolo infame di proteggere gli innamorati quando anche a lui in realtà gliene fregava ben poco e ogni anno gli tocca sorbirsi milioni di maledizioni e insulti.

I più romantici approfitteranno di questa giornata per regalare spropositati mazzi di fiori, cioccolatini, cene fuori e quant’altro alla propria Valentina, i single passeranno la giornata a lamentarsi e guardare le coppiette in giro incarogniti come non mai, e poi ci sono tutti gli altri, che l’amore se lo dimostrano ogni giorno con uno sguardo, una parola, un messaggio, una carezza.
Diffondete sempre l’amore, qualsiasi esso sia, e cerchiamo di addolcire questo mondo da tutte le cattiverie e atrocità di cui è pieno!

Io comunque nel dubbio, che siamo in montagna o al mare, ti amo ogni giorno ❤
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WALKING AROUND MILAN

E’ un  giovedì strano, in uno studio desolato, in una Milano coperta e grigia.
E’ passata una settimana dal mio ultimo post lo so, ma quando sei sopraffatta dagli impegni, dai weekend fuori porta, dal sonno e dalle emozioni diventa complicatissimo buttare due parole su un foglio bianco.
Sono ancora sconvolta dal finale di Split, su cui avevo davvero grandissime aspettative e che come ogni volta che entro al cinema carica a pallettoni per un film finisco per uscirne stradelusa, ma almeno gli ho lasciato solo due euro –grazie mercoledi– e ne ho approfittato per mangiare un kg di pop corn.
Sono ancora più sconvolta dalla notizia ricevuta ieri nel tardo pomeriggio e mi sto scervellando per capire che fine ha fatto uno dei miei bracciali preferiti che tengo sempre al polso e che mi sono accorta solo ieri sera di non aver più. -questo lascia intendere quanto io sia sul pezzo ultimamente-
Sono reduce da un weekend intensissimo, di sorprese -che mo però basta davero- di compleanni e di cibo. Finalmente sono tornata a casa, a farmi avvolgere dal calore della mia città e da quello degli abbracci di tutti coloro che mi circondavano.
Ho passato due giorni interi a spupazzare quell’amore di nipotina che mi ritrovo e a riempire il cuore d’amore cercando di non pensare a tutto il resto che mi circonda.

Ora sono qui a contare i giorni che mi separano dal prossimo viaggio, a monitorare il mio pacco di Asos che è su qualche camion rosso BRT verso casa mia, a mangiare fragole fuori stagione, a vedere l’esibizione della Gaga al Super Bowl, a fremere per la seconda stagione di Stranger Things e desiderare che arrivi velocemente sabato per rivedere amici che non vedo da tanto, mangiare una pizza come si comanda e fare un bel giro in centro per provare finalmente Frankly: Un Bubble tea and coffee che dopo anni di sogni per Starbucks & friends riesce ad arrivare in Italia facendoci sentire tutti un po piu whatsamericanguys.

Ma dato che manca ancora un giorno e mezzo a tutto questo, mi rifaccio gli occhi guardando le novità di Zara e vi lascio con degli scatti fatti una decina di giorni fa, in pieno mercatino del vintage dei navigli in una domenica di sole.

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WELCOME FEBRUARY!

Ebbene si, Gennaio è finito e si è portato con se le belle giornate.
Febbraio è iniziato da tre giorni e :
– stamattina apro gli occhi e intravedo la notizia che Riccardo Tisci lascia Givenchy.
SORRY WHAT?
– l’allenamento di ieri mi ha ucciso la schiena e sono mezza sbilenca.
-non smette piu di fare un tempo indecente a base di pioggerellina fastidiossima, ondate di vento e veri e propri diluvi come quello di stamattina.
Inutile dire che queste condizioni climatiche non aiutano la mia sveglia mattutina e anzi, facilitano il mio sonno profondo sotto il piumone all day long soprattutto quando apri gli occhi, ti giri, e il tuo ragazzo è vicino a te che se la ronfa.
Ben mi sta per tutte le mattine che capita il contrario.

Oltre all’immensa voglia di dormire, mi trascino dietro -in maniera più che costante- quella di viaggiare. Sono abbastanza sicura che dipenda anche dal fatto che 364 giorni fa avevo i bagagli pronti per un’altra avventura a Londra e non ci posso credere che sia passato già un anno da quando ho messo piede di nuovo nella città dei miei sogni.
Una volta tanto però la fortuna è dalla mia parte e devo aspettare solo un altro mesetto all’incirca per poter finalmente cancellare dalla lista un’altra delle città che ho sempre voluto visitare, e cioè Amsterdam.
Vietato pensare che è una meta che bramo da tanto solo per i coffee shop!
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Anzi, più consigli avete su posti da visitare, ristoranti, bar, negozi e quant’altro più li accolgo a braccia aperte!

Ma mentre mi preparo ad affrontare questo venerdi che abbraccia un weekend pieno di ricordi e qualche spiraglio di luce che entra dalle finestre del mio ufficio, vi lascio con degli scatti di una giornata particolarmente soleggiata, un paio di weekend fa, in cui mi stavo cagando sotto dal freddo ma sfoggiavo alcuni acquisti nuovi, qualche furto e un look che è indubbiamente mio al 100%.

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Total look Zara tranne la t-shirt rubata al mio amorevole boyfriend, quando aveva l’indole metallara da Gods Of Metal 😀

“NO”

Non c’è nulla di più adatto di questo titolo per iniziare il post.
Settimana di impegni, sbatti e sciagura pura, non trovo nemmeno il tempo di respirare e tutto d’un tratto è già giovedì. Ok che voglio che gennaio finisca ma a quanto pare non mi bastano più 24 ore, ne servirebbero 36 di cui 12 solo di sonno.
Dopo un weekend passato tra stanchezza, freddo, mercato, nuovi acquisti (niente raga, finalmente ho un nuovo mac, non ci avrei mai piu sperato!), inizio della fashion week, arriva lunedì. E credetemi se vi dico che ero talmente impegnata e stanca che non ho nemmeno accusato i sintomi di tristezza e depressione che avrebbe dovuto portare questo fatidico “blue monday“. Si perchè a quanto pare agli americani piace na cifra dare i colori ai giorni quindi dopo il black friday mo è venuta fuori sta storia del lunedì blu. E che è?
Pare che il terzo lunedì di gennaio sia il giorno più triste dell’anno in cui ci si mette a riflettere sull’anno appena iniziato, si fanno due conti in tasca e si realizza che non c’abbiamo na lira e boh insomma, a parer mio nulla di diverso da un qualsiasi lunedì.
Sarà che l’unico sentimento che riesco ad accusare da una settimana a questa parte è solo la stanchezza il letto è la cosa che più desidero al mondo, ma a me sto blue monday m’è passato con uno schiocco di dita.

Comunque, tornando al presente, ci tenevo fin troppo a mostrarvi un pò dei nuovi acquisti fatti durante i saldi che come avevo gia accennato mi hanno dato grandi soddisfazioni.
E proprio ricollegandomi a questo saggio titolo sono fiera di farvi vedere finalmente la borsa che tanto bramavo ma che non riuscivo a trovare nel mio amato Zara. Poi di punto in bianco eccola lì, scontata fino a 12 euro. Botta di culo? Ogni tanto dai!

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Skirt: Stradivarius
Shirt: Zara
Cardigan: H&M
Accessories: H&M
Bag: Zara

Elliphant Bag

-2 giorni alla Vigilia, cazzo si!

Sembrava non arrivare mai e invece eccolo qui, il giorno della partenza per le vacanze di Natale! Anche se stamattina a stento trovavo la strada per raggiungere gli studi -dato che “No ma a Milano la nebbia non c’è da un sacco” e poi ti trovi li a camminare per inerzia perchè ormai conosci la strada a memoria ma non vedi aldilà del tuo naso- e fa molto freddo la gioia mi attraversa le vene perchè finalmente, si, finalmente, è quel momento dell’anno! Io sono più felice, tutti sono più felici -grinch a parte, ma come fate?- e il mondo dovrebbe riempirsi di bontà anche se non sempre è così perchè di persone cattive, ma cattive davvero, al mondo ce n’è eccome.
Arriva il momento in cui inizi a mangiare a mezzogiorno e finisci due giorni dopo e le ore passano tra mandarini pandori e panettoni come se piovessero e amore è la parola d’ordine.
Un anno fa ero qui a vantarmi di aver fatto la foto con GioSada e anche se è passato già un anno rivedere quella foto fa sempre un certo effetto e purtroppo mi spiace di non essere entusiasta in egual modo per i vincitori di questo XF16 (io sono team Rochelle, voi?). E rivedendo i miei post di un anno fa noto che alla fine sono sempre la stessa lunatica, scema, incazzosa, golosa, affettuosa, malata di shopping di sempre.
Proprio a proposito di affetto ieri ho rivisto il mio amore di cugino che non vedevo da agosto e spero di non dover attendere così tanto tempo ancora per poterlo rivedere ma già lo sa che quando meno se lo aspetta imbocco a Lisbona da lui, stay ready honey.

Vi lascio con delle foto scattate domenica, prima di passeggiare per la città e ibernarmi (o probabilmente già ero surgelata ma non me n’ero accorta) in cui vi mostro uno dei regali più amorevoli che mi è stato fatto ever. E’ pur vero che non è stato del tutto spontaneo bensì sotto continue richieste ma ciò non toglie che è bellissimo e io lo adoro ❤
Grazie amore, come farei senza di te?

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Mantella: Frav
Shoes: Zara (riesumate dopo anni!)
Bag: Zara

June/Between

Giugno passa così..tra una mattina grigia e un pomeriggio soleggiato, tra un book di sketch e uno shooting indossato, tra un magnum personalizzato e un gelato stecco, tra infiniti acquisti di biglietti di treni e organizzazioni dell’ultimo secondo, tra una serata in cui Albertino, Fargetta, Prezioso e Molella mixano nel migliore dei modi le grandi hit anni 90 -e tu salti e balli dimenandoti ma incosciente del fatto che la sera prima hai fatto uno degli allenamenti più tosti degli ultimi mesi e le tue gambe ne risentono ancora oggi- e la prima partita dell’Italia -per cui le aspettative di vincita erano piu’ basse delle mie di dimagrire prima di agosto- in cui la vittoria contro il Belgio ha unito tutti indistintamente da età sesso e razza. Tra un’attesa che ti chiedi quando finirà e una continua voglia di andare al mare ed evadere da questa città che d’estate ti soffoca ancora di più, tra film che ti fanno riflettere e colonne sonore meravigliose, tra una ciliegia e un biscotto, tra una voglia infinita di fare shopping e il trattenersi perchè manca meno di un mese ai saldi, tra il desiderio di mantenersi in linea e gli aperitivi dell’ultimo secondo in cui il carboidrato fa da padrone, tra una passeggiata alla scoperta di angoli dimenticati di Milano e compleanni tutti allo stesso giorno, tra giorni che non vedi l’ora che arrivino e altri che non vedi l’ora finiscano. Rimpiango i mesi da studentessa in cui Giugno segnava l’inizio delle vacanze e per almeno 2 mesi e mezzo non volevo saperne di nulla, in cui facevi il famoso countdown per l’ultimo giorno di scuola da passare a tirarti gavettoni -anche se poi ti arrivava addosso di tutto- e finito quello trascorrevi le giornate all’insegna della nullafacenza, del ventilatore puntato addosso, delle uscite random, della spiaggia o della piscina. Erano gli anni in cui aspettavi il Festivalbar che poi ti lasciava addosso quel doppiosenso di libertà e malinconia, in cui era un continuo rimandare ai mesi successivi.
E ora, a 27 anni, Giugno non è altro che il mese di mezzo. Quello che aspetti con ansia più o meno dal rientro delle vacanze di Natale, quello che non vedi l’ora che arrivi perchè puoi iniziare a usare finalmente in weekend in modo produttivo e non chiuso in casa, quello che porta le zanzare assassine, quello che ti levi la giacca di pelle e senza accorgertene indossi il costume, quello che ogni scusa è buona per fare un aperitivo e star fuori fino a tardi perchè di giorno lavori come uno schiavo, quello in cui l’estetista diventa la tua seconda casa perchè di roba lunga non vuoi proprio saperne, quello che ti sembra di respirare aria di libertà ma in realtà sei recluso fino al giorno delle tue ferie che sembrano lontanissime, quello che “ah, come vorrei ritornare indietro nel tempo”.
Ora, a 27 anni, Giugno fa praticamente schifo paragonato a prima, ma almeno condividi la stessa agonia con un sacco di persone, fai con loro gli stessi countdown e soprattutto passi la tua vita con una persona che tutto questo te lo fa completamente dimenticare, anche se scatta foto all’impazzata con l’asta selfie in mezzo alle colonne di domenica alle 2 di pomeriggio.

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Processed with VSCO with hb2 preset“Between Napoleone and Giuseppe Verdi”, olio su tela.
Tra Piazza Vetra e le Colonne di San Lorenzo domenica pomeriggio, città completamente deserta, tatuaggi in bella vista e acquisti nuovi pure.
Crop Top: Zara (uno dei nuovi acquisti che vi dicevo, è stato amore a prima vista! Il tessuto è un cotone un pò spesso a costine, con tre linee colorate in fondo e una zip nel mezzo che lo rende ancora più speciale!)
Bermuda: Asos (ricordate il post in cui vi elencavo gli acquisti che avrei voluto fare su Asos? Si chiamava “Contrasting details”. Ecco, lui è uno dei prodotti che alla fine è entrato a far parte delle mie grinfie! L’ho dovuto purtroppo far modificare un pò dalla sarta per via della taglia che non fittava a dovere ma ora sono perfetti e bellissimi!)
Shoes: H&M (Una copia spudorata di quelli che ha lanciato Dr Martens nell’estate 2015 ma comprati l’anno scorso alla modica cifra di 20€, il che li rende ancora più belli e adatti per ogni caldo)