WELCOME 30!

Niente più capelli colorati, un mese di fatica con la schiena a pezzi e una lenta ripresa, non avere tempo di fare niente e mille giri tra negozi per trovare cosa mettermi che alla fine non ho nemmeno comprato niente. Non mi sarei mai aspettata di dirlo, ma eccoci qua, è Aprile e questo vuol dire una cosa sola. #WELCOME30.

E’ stato meno peggio di quanto pensassi, è stato improbabile, è stato strano ed è volato tutto stravelocemente. Ho spento quelle fatidiche candeline che tanto temevo e in un batter d’occhio mi sono risvegliata trentenne. Ma cosa vuol dire esattamente avere 30 anni? L’ho scoperto solo pochi giorni fa dopo averlo vissuto. Tremate tremate…non vuol dire niente di diverso! Ho gli stessi vestiti, la stessa faccia, gli stessi tatuaggi.
Ho lo stesso carattere, la stessa voglia di fare e soprattutto la stessa ansia addosso.
Non ho le rughe ma probabilmente la pancia più piena di prima -non vi dico che ho mangiato in 3 giorni- e riesco ancora ad arrampicarmi sul palo e fare cose a testa in giù. Ho ancora una voglia incredibile di viaggiare e il cuore che mi batte per le stesse cose, tipo un pranzo in riva al mare a fine Marzo.

Probabilmente ho molte meno cose di molte altre mie coetanee ma allo stesso tempo sono convinta di averne molte altre in più. Ho una testa sulle spalle, ho delle aspirazioni, ho mille interessi, ho un fidanzato che amo e un gatto che mi fa le fusa senza nemmeno toccarlo e un sacco di persone che mi vogliono bene.

30 anni, what else?

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ALTERNATIVE S.PATRICK DAY

Un altro weekend che precede il mio compleanno è appena passato, tra undici giorni devo accogliere l’ultimo anno col 2 davanti e sento i 30 incombere sulla mia gioventù.

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Fortuna che mi sento ancora young wild e free dentro e ve dirò, pure fuori.
Mentre penso a quello che mi spetta, piuttosto che iniziare delle nuove serie -che poi ne ho tipo mille suggerite da altrettante persone- ho deciso che è il momento giusto per riviviere la mia fiorente adolescenza e così ho iniziato a vedere per l’ennesima volta SKINS. Sotto occhi diversi rispetto a quando ero una pischelletta ma pur sempre una delle mie preferite ❤

E come se non bastasse questo throwback to 2007, il weekend appena trascorso mi ha tuffato in un mare di ricordi. Siamo partiti sabato mattina per una giornata all’insegna del cibo, di una gita fuori porta, e Bologna ci ha accolto -di nuovo- ma stavolta per un motivo diverso. Ebbene si, per quanto le tagliatelle del pranzo fossero divine e nonostante io mi ricordassi esattamente dove fosse allocato il negozio in cui due anni fa ho comprato mezzo kilo di tortellini -ovviamente comprati di nuovo- il reale motivo di questa scarpinata è stato solo uno, il concerto dei 30 seconds to mars.
Bella Bologna, sempre bella. Bello girarla di nuovo, bello diventare mezza ceca per cercare di vedere le 3 frecce della leggenda (che poi se ne vedono solo due ma vabbè), bello non riuscire a capire se la seconda torre è davvero storta o no, bello cercare l’angolazione giusta per vedere se Nettuno poteva veramente essere dotato o meno.
Bello tutto, ma non come Jared Leto.

Un anno fa ero entusiasta di esser stata al Jameson Village, che hanno riproposto anche quest’anno e a cui ero stata gentilmente invitata di nuovo, ma ora la mia testa ripensa solamente allo spettacolo di ieri sera. Vero, non così entusiasmante come me lo aspettavo, ma sufficientemente convincente per farmi comprare il nuovo biglietto per Settembre. Jared, stavolta io mi butto sul palco con te e non me ne vado finchè non sarà gravida di nostro figlio.Schermata 2018-03-18 alle 20.39.06

E ora che vi ho avvertiti, vi lascio con un paio di foto scattate in giro per la città, riassunto di una giornata veramente piacevole in compagnia della mia roomy, del mio lui e nuove amiche!
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Jacket: Asos
Bag: Stradivarius
Trousers: Bershka (finalmente un paio di panta a scacchi come si deve!)

WELCOME APRIL!

E’ finito Marzo, è iniziato il Fuorisalone e come ogni anno Milano per non farsi parlare dietro è in completa rivoluzione per la settimana del design. Allestimenti, eventi, deejay-set, tutti amici di tutti, grandi saluti e grandi bevute.
Peccato però che io sia intollerante alle persone durante la design week come ogni cosa che riguarda eventi organizzati per settimane di tanta falsità e poca notorietà quindi mi riprometto di rimanere estranea a tutto ciò se non per l’aperitivo organizzato ieri dalla mia azienda per Wallpaper e La Double J.

Ma parlando di cose serie.
Come tutti sappiamo dato che sto rompendo da inizio Marzo con questo discorso, la scorsa settimana è stata la settimana del MIO compleanno.
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Giovedi sono arrivati i fatidici 28, che non so se accusare o ignorare.
Sono arrivati gli auguri di tutti, anche di chi non mi sarei mai aspettata.
Sono arrivati pensieri, regali bellissimi e ovviamente kili in più (che fai, non mangi ogni tipo di dolce per festeggiare?).
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E poi, dopo aver passato 24 ore incantevoli, ne sono seguite altrettante di nervoso, rotture di palle, impicci e imbrogli e sonno, tanto sonno.
Si da il caso che mi sia dovuta svegliare all’alba per andare in ospedale e aver speso la bellezza di 120 euro entro le 9 del mattino -gran bel regalo di compleanno no?- e come se non bastassero queste ore di agonia post risveglio aggiungiamoci pure che è stata una delle giornate più stancanti e snervanti lavorativamente parlando e non vedevo l’ora delle 18.30 di venerdi per potermi finalmente lasciare lo stress alle spalle e affrontare il primo weekend di aprile.
Fortunatamente sabato è stata ancora una di quelle giornate in cui ti svegli tardi col sole che filtra dalla finestra, passeggi godendoti ogni singolo istante di relax con la previsione di mangiare una bella brioche ripiena nella gelateria che tanto ti ricorda l’estate, il mare e la tua Sicilia finchè, come va di moda ormai da un pò di settimane a questa parte, si scatena il diluvio universale.
Ma va bene così, cerchi di non pensare nemmeno a quello pur di non farti tornare il nervoso ma in un attimo è già domenica e quindi l’unica cosa che rimane è fare shopping per sollevarti il morale perchè un’altra settimana lunga ti aspetta e non c’è niente di positivo nell’aspettare ancora prima delle vacanze di Pasqua.

FRIDAY 17th

La chiamano Eptacaidecafobia , ed è la paura del numero 17, specialmente abbinato al venerdì. Inutile negarlo, il mondo è pieno di persone superstiziose ma l’ Italia è uno dei paesi più sul pezzo a riguardo quindi lancio una sfida a tutti: quante volte avete detto o vi siete sentiti dire una di queste frasi?
“Oddio mi ha appena attraversato la strada un gatto nero, passa tu prima di me”
“Non poggiare il cappello sul letto!”
“Sei pazza a camminare sotto le scale? Vuoi morire adesso?”
“E’ caduto il sale sul tavolo, lancialo subito alle tue spalle!”
“Attenzione allo specchio che se si rompe sono 7 anni di iella eh”

E la cosa bella è che potrei andare avanti per ore, giorni, mesi, a elencare tutte le credenze che contraddistinguono il Bel Paese ma quella della sciagura cosmica associata al 17 è davvero universale..facile da capire poi se pensiamo a tutti i film horror che l’America ha deciso di ambientare proprio in questo giorno.
Ma perchè ce l’hanno tutti con sto 17, poraccio? Sembra che sia capitato nella stessa barca sfortunata del povero San Valentino (non so se vi ricordate il mio post a riguardo) quindi, dato che siamo riusciti a salvarne uno non vedo perchè non provarci anche con lui!

Sembra che già nella Grecia antica alcuni psicopatici seguaci di Pitagora abbiano iniziato a disprezzarlo dal momento in cui s’era beccato sta sciagura di essere tra il 16 e il 18, considerati perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. (Valli a capire i matematici..)
Per non parlare poi del fatto che la Bibbia abbia creato un connubio perfetto di iella dato che nell’Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese e che di venerdì sarebbe morto Gesù.
Non andando invece troppo lontano, nella smorfia napoletana il 17 è sinonimo di “disgrazia” e tra i proverbi che le nonne recitavano a mò di rosario c’era il famigerato”nè di Venere nè di Marte, non si sposa nè si parte”?

È così giunta fino ai nostri giorni la credenza superstiziosa per cui il numero 17 sia un simbolo di sventura soprattutto per coloro che ci credono davvero..ed è pur vero poi che ogni tanto anche il 13 si becca un pò di maledizioni essendo lui stesso un altro povero condannato. (Non avete mai fatto caso che in molti alberghi, aerei, ristoranti, non appaiono mai tali numeri tra i posti a sedere, le camere o i segnatavoli?)

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Ma vogliamo davvero farci influenzare dalle superstizioni, andare in giro con il cornetto scacciaguai e non approfittare della magnifica giornata di sole di questo venerdi 17 marzo per mangiare una brioche con gelato in una delle gelaterie siciliane più buone a Milano che ti fanno rivivere in un attimo un pò di estate e pensando gia al weekend temendo che qualche malaugurio si abbatta su di noi mentre sei li a ingurgitare calorie e grassi saturi like no tomorrow?

DISCOVERING THE WORLD: AMSTERDAM

Capita sempre così: organizzi con mesi e mesi di anticipo googlando come una forsennata tutte le compagnie aeree, booking, air b&b, trivago e chi più ne ha più ne metta, prenoti finalmente il weekend che vuoi da un sacco di tempo e poi in due giorni finisce il sogno.
Ed ecco qui che è successo per l’ennesima volta, nella destinazione che bramavo da un sacco di tempo e che mi ha ospitato in questo fine settimana e a cui ho dovuto già dire un immenso “ci vedremo di nuovo e spero presto, Amsterdam“.

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Diversamente da come mi aspettavo sarebbe andata -vedi Giucas Casella e il suo bong- ho passato due giorni meravigliosi in una città estrema ma bellissima.

Sembra di essere ancora lì. Tra i canali, le case storte, l’odore di Maria che ricopre tutti gli altri tranne quello degli ormoni maschili nel quartiere a luci rosse, le bici che non smettevano di suonare il loro fucking campanello trecento volte al secondo perchè la città è solo loro, i parcheggi delle macchine a un pelo dal margine del fiume, abitazioni che non solo sembravano caderti addosso ma ti rendono anche più fatto di quelli appena usciti dai coffee shop perchè -sono storte loro o sono storto io?-, le mille scale, i tram che corrono come Ferrari e sticavoliseseiinmezzoallastradaperchèiotiseccosevoglio, Van Gogh e il suo museo, i tulipani e chi più ne ha più ne metta.

Una città simbolo di follia e trasgressione, ma anche eleganza e magia.
Una città forte ma al momento stesso romantica.
Una città bella, di quelle che devi necessariamente vedere almeno una volta nella vita, e in cui devi tornare perchè la prima volta la giri, la guardi e ti ingozzi di patatine, la seconda ti fai come le mine e non ti ricordi nemmeno di esser partito.

 

HELLO MARCH!

Si si si si ce l’abbiamo fatta!
Ciao Febbraio ciao, portati dietro i miei malumori, i miei stati d’animo bipolari, il freddo, il pieno dell’inverno, le giornate di merda e boh, per ora non mi viene in mente nient’altro e ci vediamo tra 12 fucking mesi, lascia lo spazio a chi si merita di stare qui più di te e diamo tutti un caloroso benvenuto al migliore dei mesi.
Bentornato Marzo, i missed you so much!

Sembrerebbe che il cielo si sia svegliato e abbia deciso di farci un regalo non solo presentandoci un nuovo mese che porta con se la primavera, ma anche anticipandola con una meravigliosa, incantevole, speranzosa, profumata, spensierata giornata di sole.
Presente quando ti svegli al mattino e nel pieno del sonno, ancora incosciente, un po di pensieri si accavallano e non sai se stai davvero pensando, sognando, avendo visioni o quant’altro ma inizi piano piano a idealizzare la realtà che ti circonda e capire?
Capire che non è immaginazione e che la luce filtra filtra davvero tra i buchi delle tapparelle, che vorresti non doverti alzare presto per andare a lavoro bensì vorresti goderti quelle coccole mattutine che la giornata ti offre magari con un buon caffè a letto.
Poi però capisci che è ancora mercoledi ma con questo sole non puoi affrontare la giornata con un bad mood e allora ti alzi, inali quell’ottimo profumo di caffeina e sfoggi il tuo outfit migliore, il sorriso, e una giacca di pelle gialla perchè quando fuori sembra primavera non puoi far altro che gioirne e dimostrarlo al mondo intero.

Bentornato Marzo, mi hai reso persino romantica e profonda.
E auguri papà, siamo lontani ma ti penso tutto il giorno ❤

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Dreaming of Summer

E poi niente. E’ mattina, la sveglia suona imperterrita e tu con una difficoltà assurda, mentre sei lì che ti rotoli nel letto mugugnando lamenti, scorgi con un occhio semi aperto dei raggi di sole potentissimi entrare dalla finestra e a quel punto non puoi fare altro che tirarti su con fatica. Stropicciandoti gli occhi e stiracchiandoti ti alzi e quei pochi istanti che si susseguono alle abitudini post letto bastano a farti realizzare che è venerdì e mentre dai fornelli il caffè sta per uscire emanando il suo aroma per tutta la sala ti chiedi : ma quanto devo aspettare ancora per portare i cappotti in tintoria e riporli nelle loro buste di plastica fino al loro prossimo utilizzo?

Questo è un pò il mood che ho vissuto tra le 8.20 e le 8.30. Dopodichè mi sono risposta da sola e fiduciosa mi sono detta, vedrai Fra, arriverà questo momento prima che tu te ne accorga quindi inizia a pensare al cambio di stagione e a come muovere tutto il guardaroba invernalissimo fatto di lana e pellicce da Milano a Roma e il gioco è fatto.
Mentre venivo circondata da questi bei pensieri sorseggiando il mio buon caffè però, un flashback al gelo polare di ieri sera post birre di St Patrick mi ha portata alla realtà dei fatti e mi sono detta che forse è il caso di aspettare a fare grandi progetti e vivere day by day quello che il clima ci offre, ma questo non mi vieta di sognare no?

Ecco perchè sono 3 ore che la mia mente è proiettata al mare, alla mia sicilia, all’abbronzatura, alle canzoni estive che ti lasciano il segno e, ovviamente, ai costumi adocchiati in giro che pretendo di avere entro giugno. E’ pur vero però che devo necessariamente mettermi d’impegno e mangiare meno schifezze o l’unica cosa che posso sfoggiare in spiaggia sarà un kaftano largo, lungo e coprente in grado di nascondere ogni cm di grasso accumulato. That’s why continuo a pentirmi continuamente dopo aver esagerato con carboidrati e zuccheri, cosa che già succede ogni giorno ma questa settimana in special modo dopo aver provato finalmente 100 montaditos. Non avendo avuto modo di provarlo nè in Spagna nelle nmila volte in cui sono andata a Barça nè a Roma da quando ha aperto, non potevo lasciarmelo sfuggire anche qui a Milano, per di più davvero a 10 minuti a piedi da casa. E così, spinta dai sensi di colpa e dalla promo che offre il mercoledi di tutto a 1€, ho sperimentato anche lui. Buono, carino, tipicamente spagnolo. Pecca, il girare fra i tavoli per trovarne uno dove poterti sedere. Se sei fortunato ci metti un attimo, se sei sfigato puoi fare il giro del locale anche 10 volte..ma l’attesa ne vale la pena anche solo per provare il panino con crema di cioccolato e oreo. Praticamente trovi la goduria in un cumulo di farina e grassi saturi larga 10 cm.

E comunque per rimediare a tutti i miei sgarri sto continuando il mio percorso con Fittea che per assurdo, con mia grande incredulità iniziale, ha portato risultati inaspettati. Ecco perchè ho deciso di riordinarlo e con il pacco detox anche la bottiglia termica così da poterlo preparare a casa e portarlo con me e assicurarmi di prenderlo tutti i giorni!
Confido nel mio buon senso (e nel mio colon che sono sicura che a breve mi abbandonerà) che riuscirò nel mio intento prima della prova costume.
E a proposito di beachwear, ecco di seguito i miei must-have! (per ora)
Ovviamente sono tutti pezzi che io vorrei con tutto il cuore ma che sicuramente non posso permettermi con le mie poche tette e i miei molti fianchi soprattutto nei costumi interi, per i quali con mio grande stupore dall’anno scorso è rinato un amore infinito. Ne ho comprato uno a luglio con i saldi sul my beloved Asos abbastanza osè e l’ho messo pochissime volte, ma suppongo che l’accoppiata stampa leopardata più scollo fino all’ombelico per essere la prima volta che indosso un costume simile fosse un pò too much. Promesso che ci riprovo quest’anno! E magari gli farà compagnia uno di loro che ne possiamo sapere?

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E poi quest’anno lo devo finalmente fare. L’ho sempre voluto e mai comprato, ma giuro che mi metto di impegno questa volta per prendere un bikini a culotte proprio come le mie amate pin-up! Ecco alcuni modelli che mi hanno rubato il cuore :
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E mentre i miei pensieri continuano ad andare al mare cristallino, domani mi aspetta una gita a Bologna :)! Can’t wait!

A Saturday with Barbie

Tra una settimana è primavera, facendo un conteggio rapido da qui al 3 giugno ho si e no due weekend senza impegni, sabato si va a Bologna e tutto sembra andare per il verso giusto. Si, ditelo al mio colon che stamattina era gonfio come na zampogna e aveva delle fitte talmente forti che sembrava mi stessero accoltellando..e io che pensavo che sarebbe stato l’allenamento di venerdì a uccidermi!

Siamo a metà Marzo e non posso smettere di pensare all’estate, soprattutto quando ci sono giornate come quelle di sabato scorso che sembrava pieno Maggio, un sole devastante sopra le nostre teste e come potevo non pranzare con un gelatone? Non solo grazie a questo ma specialmente per la mostra di cui vi avevo parlato, sabato è stata veramente una giornata stupenda!
Il Mudec era affollatissimo, pieno di mocciose e mamme accompagnatrici entusiaste di entrare e padri devastati dalla vita che aspettavano agli angoli delle stanze.
Non potevano chiamare una mostra in modo migliore, Barbie The Icon. E’ proprio vero che nonostante siano passati anni dalla creazione della prima biondona internazionale, questa bambolina riesce ancora a far sognare generazioni intere di femmine, dalle più nostalgiche alle bambine dei giorni d’oggi. Nel corso degli anni sono stati realizzati sempre più personaggi e gadget e indovinate un pò? Li ho sempre chiesti tutti a Babbo Natale ma poche volte sono stata accontentata 😦  Conoscevo qualcosina riguardo la sua nascita e le sue origini ma non l’intera storia, che ho invece avuto l’opportunità di leggere tra le pareti del museo. Ve la riporto qui di seguito trovata su Wikipedia, che vi piaccia o no leggetevela perchè è davvero pazzesca!

Mentre Ruth Handler guardava sua figlia giocare con bambole di carta, si rese conto che spesso le piaceva dare alle bambole ruoli da adulti. All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Realizzando che poteva trattarsi di una ottima scelta di mercato, Ruth suggerì l’idea di una linea di bambole dall’aspetto adulto a suo marito Elliot, il cofondatore della casa di giocattoli Mattel. Inizialmente l’idea non sembrò entusiasmarlo molto. Rielaborando l’idea di una bambola simile all’idea che aveva in mente, commercializzata inGermania, (la Bild Lilli[1]), Ruth, aiutata dall’ingegnere Jack Ryan, creò la prima Barbie, a cui fu dato il nome della figlia degli Handler, Barbara appunto. Barbie fece la sua apparizione nei negozi il 9 marzo 1959, vestita con un costume zebrato, la pelle chiara e i capelli neri legati con una lunga coda: successivamente però sarebbe apparsa quasi sempre bionda. Costruita in Giappone, nel primo anno di “vita” furono venduti 350.000 suoi esemplari. Mentre Barbie si rivelava uno dei giocattoli più venduti al mondo, Mattel ne accresceva il mito, inventando una vera e propria biografia. Alla bambola venne assegnato un nome completo, Barbara Millicent Roberts, oltre ad una famiglia e ad amici, che costituivano un nuovo sistema di personaggi e accessori da vendere a ragazzine e collezionisti. Per molti anni il fidanzato di Barbie è stato Ken (nome ottenuto dall’elisione del nome Kenneth, altro figlio degli Handler), col quale non si è mai sposata. Il loro amore sarebbe nato nel 1961 su un set televisivo. Il 13 febbraio 2004, dopo 43 anni di fidanzamento, Barbie e Ken hanno deciso di separarsi. Secondo la biografia scritta in questi lunghi anni da Mattel, Barbie è stata poi single per un periodo, nonostante un breve flirt con il surfista australiano Blaine, biondo come Ken (il fidanzato storico è però apparso anche coi capelli castani o neri). Nel febbraio 2006, la coppia è tornata insieme.”

Queste solo alcune delle notizie riportate, quindi direi che è il momento di far parlare le immagini e vedrete quante foto ho fatto durante il mio tour all’interno del Mudec! Sembravo un’invasata folle, ma era impossibile non immortalare tutto. Dalle prime creazioni alle ultime, dagli anni 60 ai giorni d’oggi e la sua evoluzione non solo fisica ma anche concettuale, quelle da collezione e quelle realizzate appositamente per cantanti e/o film e addirittura gli abiti fatti appositamente dai maggiori designer! C’era perfino una stanza realizzata come l’interno di una delle sue case che ho sempre desiderato e mai avuto, ma come si faceva a non impazzire?

FASHION WEEK BESTIES PT.4

Ve l’avevo detto, lo faccio.
Sono tornata con i miei preferiti di questa Paris Fashion Week (che è interminabile fra l’altro, ma non posso aspettare le 15.30 per Miu Miu quindi avrà un post a sè :D) e stavolta ce ne sono davvero tantiiissimi nonostante la mia selezione sia stata molto accurata. Non vi dico infatti, a furia di scorrere tra le passerelle, che voglia infinita di shopping -e di disegnare- mi sia venuta ma visto che tra poco si avvicina il mio compleanno, direi che qualcuno si può anche iniziare a muovere per regalarmi qualcosa della mia wishlist no?
Prima di mostrarvi tutte le foto salvate però, vorrei approfittare per fare -anche se in ritardo- un augurio enorme a tutte le donne per la giornata di ieri.
Inutile star qui a dire quanto siamo magnifiche,formidabili,versatili,forti e soprattutto multitasking. Piuttosto fermiamoci un attimo a pensare al fatto che siamo il motore del mondo e che questo purtroppo non sempre viene apprezzato nel modo giusto e che sempre più spesso ci sono donne maltrattate, non rispettate, menate, stuprate, uccise.
Lungi da me fare moralismi ma inviterei tutti questi emeriti coglioni a farsi un esame di coscienza e realizzare quanto fanno schifo e soprattutto inviterei tutte le donne ad amarsi, a non concedersi con la facilità con cui presti un fazzoletto a qualcuno e ad avere un minimo di amor proprio e di rispetto verso sè stesse.

Quindi smettiamola di infamarci a vicenda e anzi, uniamoci contro il mondo intero e facciamo sentire la nostra voce a tutti quei poveracci che con 37 sono a letto agonizzanti in prossimità di morte e ricordiamogli che noi patiamo le sofferenze del mondo ogni giorno del mese senza dire a!

Ma ora veniamo a noi, siete curiosi di vedere la mia selezione di queste ultime sfilate?
Premetto che di alcuni avrei scelto tutto e che come al solito ho avuto grandi sorprese da alcuni designer e parecchie delusioni da altre, ma rimane comunque il fatto che i miei pilastri non mi deludono mai 😀

Acne: (li voglio tutti e 3!)

 

Hussein Chalayan: (vogliamo parlare della genialata di mettere le extension come orecchini? ho amato dal primo istante!)

Junya Watanabe:

Yohji Yamamoto: (best make up ever)

Giambattista Valli: (completamente diversa da Giamba ma bellissima anche questa!)

Kenzo:

Elie Saab: (mai calcolato, questa passerella è stata una piacevolissima novità. Avrei salvato tutte le uscite ma mi sono trattenuta. Inutile dire che metterei tutto <3)

Stella McCartney:

Louis Vuitton:

Christian Dior:

Valentino:

Chanel: (senza Cara non è più la stessa cosa ma Karl, come posso non amarti?)

E ora veniamo con la mia top three nella quale non mi sento di mettere nessuno più in alto dell’altro quindi viaggiano a pari merito le mie icone con la I maiuscola della moda.

Haider Hackermann:

Givenchy: (stavolta un pò troppo “stamposo” per i miei gusti, ma impeccabile come sempre)

Saint Laurent: (giuro dovevano bloccarmi la mano perchè stavo salvando ogni immagine come una forsennata! Trovo incredibile quanto pur essendo totalmente 80’s sia così attuale e moderno.)

Credo di non aver tralasciato nulla! Anche grazie a questi post sarete riusciti a capire qualcosina in più di me e dei miei gusti, chi mi conosce invece probabilmente avrà avuto un qualche scompenso perchè da me non si sarebbe sicuramente aspettato qualcosa dei look scelti ma che devo dirvi? Dovreste saperlo che sono una novità continua :D!

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Quiiiiiiiiiindi siamo a venerdì e a Parigi stanno sfilando i designer più fighi e ogni sfilata che vedo è un colpo al cuore e non è ancora nemmeno finita?
Quindi siamo a Marzo, la primavera è alle porte, il mio compleanno idem, Pasqua pure ma ha ben deciso di fare un freddo cane?
Quindi pensavo di aver risolto tutti i miei problemi al collo e invece mi fa ancora malissimo soprattutto stando davanti al pc all day long?
Quindi mi aspetta un meeting generale oggi pomeriggio in cui chissà che cosa ci diranno e che mi farà perdere mezza giornata di lavoro e mi sono dovuta fare un mazzo enorme fino ad ora e non ho nemmeno mangiato?
Quindi è da stamattina che smadonno per enne motivi ripetendomi che se invecchiando divento rincoglionita vi prego rinchiudetemi somewhere?
Quindi ho aspettato con angoscia tutta settimana per la finale di Masterchef e poi scoprire alla fine che vince la più pippa di tutte?
Si, la conclusione di tutto è si e questo era il resoconto delle mie giornate passate, raccontato a modo mio.

Ma tornando al primo punto, che belle non sono le ultime passerelle?
Ogni volta che vogue runway mi avvisa di una nuova sfilata mi prende una sorta di coccolone per le creazioni disumane che alcuni riescono a fare e non vi dico ieri! Il top del top dato che era la giornata dei miei preferiti, Rick Owens (mon amour<3) e Balmain, seguito da Ann Demeulemeester e Lanvin -giustounpaiodinomicosì-.
Inutile dire che sono rimasta incantata da tutte le uscite ma anche qui mi sono sentita di fare una selezione dei miei preferiti ed è stata davvero ma davvero dura!
Comunque, prima di mostrarvi i capolavori che sono usciti dalle loro mani, vi riporto di seguito altri look di cui mi sono innamorata:

Dries Van Noten:

Antony Vaccarello:

H&M: (che ho trovato F A V O L O S A e per cui ho avuto veramente paura di selezionare tutto!)

Maison Margiela: (ovviamente un must per me, ma stavolta troppa impronta gallianesca che solitamente o piace o fa cagare, io ho trovato qualcosa da salvare!)

E ORA…THE BEST OF:

Lanvin:

Ann Demeulemeester: (total black..ciaone!)

Balmain:

Rick Owens: (the one and only,  l’unico per cui non necessitano parole <3)

A M O!
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Non so se posso sopravvivere andando avanti di questo passo, non credo arriverò alla fine di questa fashion week! Fortuna che ne sto fuori e partecipo solo guardando su internet 😀

Voi che fate questo fine settimana? Io finalmente una cosa che aspetto da due mesi a questa parte ma non posso riverlarlo..quindi vi racconterò tutto nei prossimi giorni!!!
Buon weekend!! 😉