WELCOME FEBRUARY

Dopo un interminabile mese che chiaramente è durato molto di più di 31 giorni chiamato INCUBOGENNAIO siamo allo step 2 di 12 di quest’anno.
Non che io ami Febbraio ma devo dire che davvero non vedevo l’ora di finire quel mese infernale che odio con tutta me stessa, e soprattutto per la prima volta dopo tanto tempo finalmente Febbraio ha portato con se delle novità meravigliose di cui però non voglio parlare troppo.
Basti sapere che sono felice, contenta ma soprattutto molto stanca..ma questo era ovvio!

Ho finalmente trovato il cappotto nero che tanto cercavo da una vita e mezzo, ho fatto degli acquisti a dir poco top e pian piano sono sempre più soddisfatta dei miei progressi a pole.

Questo è solo l’inizio, what else?

“Muratore 2.0” – olio su tela

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Salopette: Bershka
T-shirt: Bershka

HAPPY NEW YEAR!

Un cielo limpido, il freddo nelle ossa, l’abbronzatura che se ne va e un sonno devastante è quello che ho portato con me nel nuovo anno. E’ iniziato il 2019, l’anno che tanto temevo e che a prescindere dai miei futuri trenta non mi piace già come suona.

Non ho stilato dei buoni propositi e non ho espresso nessun desiderio perchè ogni volta che l’ho fatto sono rimasta con un pugno di mosche, per cui ho deciso di aspettarmi tutto quello che viene senza star li a dannarmi per volere terribilmente qualcosa che poi non accadrà mai e forse forse, questa volta, qualcosa di buono nell’aria c’è.

Dicembre è passato così velocemente tra un viaggio e l’altro che non ho avuto nemmeno il tempo di realizzare che eravamo agli sgoccioli del 2018 e non mi sono fermata un secondo per pensare a quello che di buono mi aveva portato e a quello che era successo nel corso dei suoi mesi ma alla fine, mentre ero sul divano a creare il mio collage delle mie best 9 per instagram, ho avuto un attimo di lucidità e il pensiero è venuto fuori da solo.

Le foto si sono quasi scelte da sole, mixandosi tra di loro e rievocando solo bei ricordi.
Il mare, tu, i nostri viaggi, stitch, le mie amiche, l’estate.
Alle volte basta poco per essere felici, no?

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DISCOVERING THE WORLD: THAILANDIA

30 e passa giorni che non scrivo, ma cercate di capirmi, ero nel pieno dei preparativi pre-partenza. Quando ti sembra che una cosa non arrivi mai, quando la desideri a tal punto da volerla subito, quando organizzi tutto alla perfezione dicendoti “ma si, tanto c’è tempo” e poi quel tempo arriva e ti coglie semi-impreparato.
Ecco, il mio approccio col tempo a disposizione per la Thailandia è stato più o meno questo. Avevo tra le mani questo biglietto destinazione Bangkok da Giugno e il trascorrere dei mesi è stato un susseguirsi di organizzazione, di prenotazione di aerei, pullman, ostelli e chi più ne ha più ne metta.

Appena atterrati siamo entrati in un universo parallelo con clima 30 gradi al mille per mille di umidità. Ecco, diciamo che la prima sigaretta all’aria aperta dopo un giorno intero di sale fumatori, di aerei, aeroporti e scali non te la immagini proprio dentro un phon acceso ma dopo il primo impatto non proprio piacevole abbiamo capito che avremmo dovuto sopportare quelle temperature per altri dieci giorni.

Avevo ricevuto commenti positivi e negativi da parte di molti sulla Thailandia e i film che mi ero fatta in testa erano milioni ma finchè non la vivi non la puoi capire.
Abbiamo sudato l’inverosimile e camminato un’infinità di km, abbiamo fotografato la qualunque e visto tanti di quei templi che già dopo un’ora ero stufa, ci siamo trovati in situazioni paradossali e in luoghi ancora più assurdi. Abbiamo camminato in strade che a Milano non avrei mai preso, abbiamo respirato per dieci giorni odori di cibo dalla mattina alla sera e abbiamo pensato di non sopravvivere ogni giorno della nostra permanenza. Abbiamo preso otto aerei e un pullman in dieci giorni, abbiamo girato per Bangkok e visitato il Nord, abbiamo dato da mangiare agli elefanti e li abbiamo lavati e abbracciati. Ci siamo fatti prendere dallo shopping compulsivo, abbiamo girato per l’oceano alla scoperta delle Phi Phi Island e visto fondali meravigliosi, ci siamo ustionati e abbiamo preso la pioggia, ci siamo sfondati di frutta, frullati e prelibatezze locali con tutte le conseguenze del caso.

Abbiamo fatto, detto, visto, ma i racconti non bastano, devi viverlo.

 

(NO)VEMBER.

E così uno dei miei incubi più grandi è tornato. Novembre, ci risiamo.
Giorni passati tra un weekend lungo a casa, amiche e famiglia,cibo a profusione, influenze a caso, capsule Moschino x H&M e pioggia, immancabile per definire l’ansia che l’autunno mi mette addosso.
In sostanza non mi sono accorta che l’anno è quasi finito, che tra 19 giorni parto (sorry whaaat?) e che Natale sta arrivando e lo si percepisce ovunque. La città che prende vita con le decorazioni per le strade, i negozi che si riempiono di decorazioni, lucine e il rosso sta diventando il colore dominante. E’ successo un pò tutto troppo in fretta ma per me non ci sono problemi, sono sempre pronta ad accogliere il Natale a braccia aperte, un pò meno quando devo pensare ai regali da fare e che dovrò spicciarmi in 10 giorni.

Tornando alla situazione attuale, ditemi che non sono l’unica a essere costantemente indecisa su cosa indossare dato il clima instabile più del mio umore durante quel periodo del mese. Ho fatto il cambio di stagione e ho scoperto di avere tante cose che il mio cervello aveva rimosso ma questo non mi ha comunque impedito di acquistarne delle altre (ma va?), solo che non so quando metterle dato che penso di gelare e invece poi faccio due passi e mi viene una caldazza infinita.
Ed è stato esattamente quello che è successo -anche- ieri, quando tutta fiera ho sfoggiato un outfit per andare a far merenda da Macha (FINALMENTE OSEREI DIRE!) che è andato bene per la prima mezz’ora e poi sono tornata a casa pezzata.

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Devo dire che in ogni caso, rivedendomi, ne sono ancora molto orgogliosa.
Pezzata ma orgogliosa, con una faccia da minchiona.

Coat: Asos
Shirt: Bershka
Jeans: AAA
Bag: Gucci
Shoes: Fila (maddai?)

DISCOVERING ITALY: TOSCANA pt2

Si sa ormai che io sono una travel victim, e si sa anche che pecunia permettendo prenoto treni, voli e alberghi con la stessa rapidità con cui mangio patatine dal sacchetto -e fidatevi, per me è meglio non aprirle-.
Non ci sono mete che preferisco rispetto ad altre, l’importante per me è andar via da Milano, passare un weekend diverso, scoprire, fotografare, vedere e mangiare cose nuove. E quando si tratta di mangiar bene, mi spiace ma io sono molto-fin-troppo patriottica. Esiste qualche paese migliore dell’ Italia per riempire la panza? (Ni dai)

Esiste poi paese migliore dell’Italia per affrontare delle gite fuori porta in un autunno che promette ancora climi semi estivi e ti permette di girare senza collant, senza maglioni che impacciano i movimenti, bensì con giacca di jeans, occhiali da sole e macchina fotografica al collo? Si, ovvio che si, ma devo spezzare una lancia a favore della nostra penisola. C’è da dire che tra le mille cose che non funzionano almeno di una dobbiamo vantarci, vantiamo milioni di posti incantevoli da visitare e ogni volta è sempre una sorpresa.
E’ pur vero che mi mancano ancora tantissimi posti da vedere ma ho sempre una certezza e si chiama Toscana.
Ammetto di aver visto gran parte di questa magnifica regione ma non mi stufo mai di tornarci per scoprire posti nuovi e così, dopo la zona della Lunigiana, Versilia, Firenze, Siena e dintorni, questo weekend è stata la volta di Lucca, Pisa, Barga e Colonnata.

Lo ammetto, prima mi sono fatta portare al mare. Raga non è colpa mia non lo vedevo da fine agosto, averlo a due minuti e non poterci andare mi stava facendo andare fuori di testa allora il mio amore mi ha gentilmente concesso questa mezz’ora in spiaggia, all’ora del tramonto per di più! -La mia felicità è ben visibile/Nell’ultima foto lui stava rischiando l’osso sacro-

Sognavo di andare a Pisa per vedere Piazza dei Miracoli più o meno dal secondo liceo quando l’ho studiata e all’alba dei 30 anni ce l’ho fatta, ovviamente non ricordando più nemmeno mezza nozione appresa ma ciò non toglie che mi ha lasciata comunque a bocca aperta. Non mi è ancora chiara una cosa però, se la torre pende, perchè in foto sembra sempre dritta?

Lucca è una città molto piccola ma piena di scorci interessanti, a primo impatti mi ha dato l’impressione di essere una Firenze in miniatura con una magia tutta sua ma se possibile è ancora meglio. Si visita tutta tranquillamente a piedi e consiglio la passeggiata sulle mura per ammirarla dall’alto; inutile dire che il duomo di San Michele e la Piazza dell’Anfiteatro sono una cosa che #ciaone e non da meno la cordialità degli abitanti.
La chiamano la città dalle 100 chiese ma io la rinominerei la città dalle 100 gelaterie.

Barga è un borgo (che gioco di parole da 100 punti ho fatto?) piccolissimo in provincia di Lucca che presenta come peculiarità la parte vecchia, arroccata sul cucuzzolo “facilmente” raggiungibile tramite delle salite a ciottoli tipiche medioevali in cui svetta il duomo di San Cristoforo che affaccia nientepopodimeno che sulle colline toscane. Dopo essermi fatta venire le chiappe di marmo, posso dire di aver gioito della pace e della vista offerte. Vi consiglio di andarci se passate di là perchè ne vale davvero la pena, ma al tempo stesso dovete essere allenati di gambe e fiato e soprattutto non dovete aver fatto palestra il giorno prima o l’acido lattico ve lo ricorderete per tutta la vita.

Colonnata è stata la nostra ultima tappa, quella di passaggio per  tornare a Milano.
Se ve lo state chiedendo si, Colonnata è quella del lardo. Anch’essa arroccata su non so quale altezza, è raggiungibile tramite una strada un pò tortuosa in mezzo a cave e cave di marmo infinite che sembrano chiuderti e risucchiarti. Tips: evitate di mangiare prima di andarci o di abbuffarvi lì stesso perchè potreste rimettere anche il pranzo di Capodanno. Siete fortunati se riuscite a trovar posto in macchina perchè è davvero minuscola, ma per fortuna si può parcheggiare anche sulla strada -come abbiamo fatto noi-. Più che visitare la piazzetta col monumento al cavatore e perderci tra le viette di alimentari non abbiamo fatto, ma anche qui la vista è fatale e il lardo..vabbè che ve lo devo dì a fa?

Vi state chiedendo se ho solo mangiato? Si, probabilmente si.

Vi chiedo di dedicare un attimo di tempo alla mia panoramica di piazza dei Miracoli notando la quantità di gente con le mani a caso per sorreggere la torre.
P.s. ovviamente l’ho fatto anche io.

OCTOBER

Ottobre, il mese in cui tutti i buoni propositi del mese prima se ne vanno a quel paese.
Ottobre, il mese in cui non capisci ancora che tempo fa e se è davvero arrivato l’autunno, se è ancora estate o se senza accorgerti devi tirar fuori i piumoni.
Ottobre, il mese in cui la voglia di fare scompare per dar spazio alla noia, al sonno perpetuo, alla voglia di Netflix e plaid.
Ottobre, il mese in cui tre anni fa ho deciso di aprire Theftaste.
Ottobre, il mese in cui le vetrine espongono milioni di cose che vuoi comprare ma di cui chiaramente non hai bisogno.
Ottobre, il mese in cui vuoi o no, devi fare il cambio di stagione.
Ottobre, il mese che ha assunto un risvolto positivo da quando è il mese di Stranger Things e di altre serie con le contropalle.
Ottobre, il mese in cui la città si riempie di foglie con gradazioni di marroni fuori dal comune.
Ottobre, il mese del mio nuovo articolo per Pepite.

Un attimo. Ottobre? Tra meno di due mesi sono in Thailandia e devo ancora finire di organizzare il mio viaggio?

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Dress/shoes/jacket : Zara

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AUTUMN, GO AWAY

Mi fa piacere che anche buttando un occhio agli anni precedenti noto che settembre è sempre stato un mese in cui ho fatto un pò come mi pareva. In preda al bipolarismo del:
scrivo o non scrivo, inizio un post e poi lo cancello, faccio delle foto ma non le posto.
Credo che un fattore indicativo possa essere che il nono mese sul calendario è uno di quelli che senti come un peso sullo stomaco -tipo il cinghiale nella pubblicità del brioschi – quando arriva ma poi non ti accorgi con quanta rapidità passa.
Tipo, oggi è il 27. #SORRYWHAT?
Say What GIF by Midland

D’altronde come potermi dare torto? Il bipolarismo è la base dato che fino a domenica ero in giro in canotta a sudare e da martedì il mio unico desiderio è quello di indossare un montone. Ok si, doveva iniziare l’autunno. Ok si, era da troppo che faceva caldo. Ok si, era pure giunto il momento di iniziare ad avere fresco.

Ma ora vi rivelerò un segreto, nonostante io odi profondamente il freddo, lo shopping autunnale è quello che preferisco in assoluto nella vita. I colori caldi, gli abiti di mezza stagione, le giacche di pelle, le scarpe non ancora troppo chiuse, le gonne longuette da indossare ancora senza collant. Non appena avrò un momento idoneo andrò a svaligiare i negozi in cui ho già adocchiato un sacco di pezzi giusti.

Per non divagare troppo però, mi tocca farvi un breve sunto di cosa è successo nei giorni della mia assenza:

– Sono andata a vedere i 3STM e nonostante Jared fosse vestito in una maniera davvero imbarazzante è sempre bono ed è stato un buon concerto
– La mia migliore amica ha compiuto 30 anni
– a Milangeles ha aperto Starbucks (in cui è ancora impossibile entrare) e ha riaperto Zara in Vittorio Emanuele
– Ho fatto un cambio di look e ora ho i capelli viola
– è finalmente ricominciato uomini e donne e in confronto beautiful è niente
– ho ricominciato pole e sono piena di lividi
– non ho ancora superato il fatto che non rivedrò il mare prima di Dicembre

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AUGUST

E’ tanto che non mi faccio viva, è tanto che non scrivo qualcosa e ancor di più è tanto che aspetto l’ispirazione per farlo.

La mia estate è stata interminabile fino a prima della partenza, poi in uno schiocco di dita è arrivato il 7 agosto, una sveglia all’alba e il mio aereo tanto agoniato.
Ho vissuto 15 giorni meravigliosi nella mia isola preferita, circondata da amore, azzurro, mare, sole e cibo. Ho vissuto con l’ansia di chi ha i giorni contati e ogni giorno mi svegliavo cosciente che era l’ennesimo giorno che portava alla fine delle vacanze e difatti è proprio quello che è successo. E’ finito tutto troppo velocemente e sono stata immediatamente catapultata nella realtà: Milano, lavoro, pioggia, spiacevoli eventi da affrontare, voglia di cambiamento e rivoluzione, voglia di partire e non tornare.

La città è ancora mezza vuota, molte saracinesche dei negozi ancora abbassate e i pochi rientrati camminano a testa bassa ripensando alle loro vacanze. Mi guardo intorno e questo non fa altro che istigarmi a rimuginare, a pensare, a mettere in moto il cervello.
Non so bene a cosa porterà tutto questo mio continuo susseguirsi di idee, ma sono sempre più convinta che fine Agosto è il mio Capodanno, il momento in cui mi faccio tante promesse e spero sempre che non rimarranno solo immaginazioni.

WAITING FOR HOLIDAYS

I giorni che mi separano alle ferie passano tra shooting impegnativi, caldo infernale, weekend al mare, amiche in città, teen dramas, ventilatori puntati addosso, decisioni importanti, momenti di insofferenza verso la società, aperitivi programmati, facce ustionate, compleanni imminenti senza regali in mano, arrivederci significativi, organizzazioni future, carboidrati, e chi più ne ha più ne metta.

So che sono latitante da un pò ma spero che la mia premessa vi abbia fatto capire la mia situazione. I saldi continuano a palesarsi nei negozi e io mi lascio sempre fregare da qualche occasione -mannaggiammè- ma il momento clou è arrivato dato che da Tezenis hanno finalmente messo il 50 sui costumi e io non vedo l’ora di poterlo svaligiare sabato per prepararmi al 100% alle mie tanto agoniate ferie. Il 7 agosto sembra un miraggio ma ce la posso fare, devo resistere solo un’altra settimana mentre mi accompagno le mie giornate con una delle mie canzoni dell’estate, grazie Tommy Paradise, se non ci fossi tu!

Vi lascio con due foto che racchiudono le ultime settimane -non ho la libreria aggiornata, sappiatelo- e in cui sfoggio vittoriosa uno dei miei acquisti con i saldi mentre me la passeggio con la mia BFF in giro per una Milano piovosa.

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Skirt: Stradivarius

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“Quando provi a farti fare delle acconciature per non patire l’afa della città”olio su tela

WELCOME JULY! (and sales)

Il tempo passa veloce, a Milano non si respira e una delle poche gioie è che i saldi sono iniziati e manca meno di un mese alle mie ferie -grazie Signore grazie-.

Le giornate si susseguono tra una sudata e l’altra e birre annesse per sopravvivere al caldo infernale, concerti intensi, il colon che mi provoca disagi infiniti, il countdown delle ferie che sembra interminabile, acquisti importanti -finalmente!-, e shopping da saldi estivi.
C’è da dire che io sono un’eterna combattente in questo e che non mollo un cazzo, il primo giorno di saldi lo affronto sempre, con la speranza che magari almeno il primo giorno qualcosa lo trovo e mai come sabato ho avuto questa fortuna. Sapevo già dove andare, cosa puntare, cosa provare e di conseguenza cosa comprare. Lo sapete che io tanto viaggio sempre negli stessi negozi perchè si sa, squadra vincente non si cambia, e questa è stata la volta di Bershka che mi ha regalato così tante di quelle emozioni che non sto nemmeno qui a raccontarvi.

Mi preparo ad affrontare questa settimana pensando al bottino che mi sono messa in tasca e ne approfitto per invitarvi a leggere il mio ultimo articolo per Pepite in cui do alcuni suggerimenti sul perfetto outfit da spiaggia -e post- e vi saluto mostrandovi uno dei miei acquisti preferiti del weekend che segue sulla scia del wannabe big brands.
Dopo wannabe D&G arriva wannabe Missoni.

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Jumpsuit: Berhska
Bag: Zara