FUORISALONE – ONE WEEK LATER

Una settimana piena di promesse e di “in pausa pranzo scrivo il post” e invece ti trovi sommersa da mail, ansie, telefonate, meeting, sfacchinate tra un ufficio e l’altro e improvvisamente realizzi che è mercoledì e non hai ancora preparato uno straccio di valigia e l’indomani hai un treno che ti aspetta e probabilmente le ore a tua disposizione non bastano per finire le mille cose che devi ancora fare.
Senza togliere poi che tutto il sonno che accumuli durante il giorno improvvisamente svanisce quando poggi la testa sul cuscino.
Ok, tutto apposto.
L’importante è che siamo arrivati al fatidico giorno in cui posso salutare tutti con un bel ciaone gigante e cancellare ogni tipo di preoccupazione dalla testa, salire su un treno direzione casa e rilassarmi per quattro giorni.

Parlando invece di ciò che è successo la scorsa settimana, nonostante mi fossi ripromessa di essere asociale come tutti gli anni e non partecipare ANZI evitare come la peste tutti gli eventi proposti dal fuorisalone, mi sono lasciata trascinare dalla movida e ho fatto un bel giro fra le cinque vie mercoledi sera e un salto al toiletpaper bar domenica pomeriggio in zona Moscova.

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E contrariamente a ciò che pensavo, sono persino stata contenta di ciò che ho visto: installazioni, creazioni, art & design, colori, stampe.

E dopo una full immersion nella real life da vera milanese imbruttita, sono pronta ad affrontare le vacanze che ho tanto desiderato, voluto, di cui ho tanto bisogno ma che soprattutto tanto mi spettano.

Buona Pasqua a tutti!

Design week i don’t care

Tanto sole quanto raffreddore, la tosse che mi fa soffocare e il fuorisalone che blocca le strade della città. Resoconto da lunedi a questa parte con aggiunta di voglia di partire, di mare, di libertà e di voglia di trovare qualcosa che ti piace fare, ma ti piace davvero.
Qualcosa per cui la mattina ti svegli con il sorriso perchè non vedi l’ora di affrontare la giornata, non importa quanti scazzi potranno esserci con gli altri ma è il lavoro che ami fare. Qualcosa per cui non ti pesano le ore durante la giornata ma volano, qualcosa per cui conosci tante persone e sei fiero di ciò che fai, qualcosa per cui sai che anche se ti spacchi la schiena verrai ripagato dalle soddisfazioni che avrai.
Ma queste per ora sono solo parole, parole parole. Aspetto sempre con ansia che arrivi la botta di culo tanto desiderata ma dato che la fortuna da me non arriva mai, rimarranno sogni.
Desideri di vita a parte, si avvicinano inesorabilmente i weekend di fuoco, le settimane in cui prepari la valigia,stai fuori,rientri,il tempo di due lavatrici ed è di nuovo già ora di rifarla, e così diventa come un circolo vizioso. E’ passato un anno da quando aspettavo il rinnovo del mio contratto e mi trovavo momentaneamente disoccupata e esattamente 12 mesi fa mi trovavo nelle stesse condizioni di ora, a organizzare weekend e gite fuori porta, a sperare nella botta di culo, a promettermi che sarebbe cambiato qualcosa e invece siamo sempre qui. L’unica differenza è che ad aprile 2015 ero reduce da una gastroscopia e ora invece sono qui a consumare pacchi di fazzoletti e a scrivere su un blog, quindi tutto sommato, seppur per piccole cose, qualcosina in fondo è cambiata. E anche se aggiornare questo blog e dare a tutti l’opportunità di conoscermi non mi sta portando da nessuna parte, continuerò imperterrita perchè sono brava in quello che faccio e soprattutto vi dirò, mi piace che la gente si faccia una bella padellata di affari miei 😀

Bando alle ciance, rendiamo utile questo mercoledi che scollina la settimana e mettiamoci a produrre qualcosa, e soprattutto mettetevi qui davanti a leggere i miei scleri settimanali e a guardare che fighe questi scatti che mi ha fatto Diana -ormai assunta come fotografa personale anche se mi dice che ho quasi sempre l’espressione da serial killer ma in fondo perchè negarlo, faccio la finta seria perchè quando devo forzare un sorriso non mi piaccio, oh-

Per l’occasione di queste foto ho riesumato dall’armadio -nemmeno il mio, ma quello di Roma- una felpa acetata Adidas comprata nel lontano 2008 e indossata una volta. L’avevo accantonata e sopratutto dimenticata fino a quando, da un pò d tempo, mi è tornato l’amore per il marchio dal logo a trifoglio e quindi, voilà! come nuova in tutto il suo splendore e tamarraggine ❤
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T-shirt: H&M
Jeans: ASOS
Necklace: Mango
Shoes: Vans