WELCOME AUGUST!

meno dieci.

Per autocitarmi, direttamente dal welcome august dell’anno scorso:

“Se giugno e luglio erano fortemente desiderati, agosto, non hai la minima idea di quanto ho aspettato il tuo arrivo. Tu che mi costringi alla dieta forzata dei mesi che ti precedono, tu che quando arrivi porti con te spensieratezza e libertà, tu che sei sempre legato a un biglietto aereo destinazione mare, tu che sei il mese del suo compleanno, tu che sei strettamente connesso alla mia terza casa, ai cannoli le granite le brioches e gli arancini, tu che mi fai vivere la mia famiglia allargata, tu che mi fai dimenticare lo schifo del lunedì, tu che mi fai scoprire ogni anno di più le bellezze della Sicilia, tu che mi fai svegliare ogni giorno col buonumore ma allo stesso tempo mi fai disperare quando finisci.”

Che poi, perchè dovrebbe rincuorarmi che mancano ANCORA dieci giorni al mio volo verso la libertà? Perchè devo ancora aspettare altri maledetti dieci cavolo di giorni per potermene andare in vacanza quando in realtà mi meriterei di farlo già da domani?
Perchè tutti pensano di avere il diritto di decidere se e quando puoi andartene in ferie e per di più poi farti pesare che non ci sei?
Non mi ero nemmeno svegliata col piede sbagliato oggi, ero stranamente normale e nel bel mezzo dell’organizzazione della mia settimana fatta di post-it attaccati al computer, quando poi come ogni giorno una chiamata deve rovinarmi l’umore e farmi venire la bestemmia easy. Quella seguita da mollo tutto e me ne vado a Honolulu insieme a mago Merlino.

Mentre aspetto ansiosa questo fine settimana di mare e compleanni importanti sono diventata zia per la quinta volta (anche se stavolta acquisita) dell’ennesima patatona che ha fatto disperare la mamma perchè essere incinti con questo caldo dovrebbe essere illegale. E  tutto sommato quando inizi la settimana con una nascita e un fagottino da tenere tra le braccia il mondo dovrebbe sorriderti e dovresti fotografare questa scena e mostrarla a tutti quelli che non sanno nemmeno cos’è la bellezza vera perchè-esiste-solo-lavorare.

Un’ignorantissima playlist degli Offspring, un caldo indecente e un sole che sta per arrivarmi addosso dalla finestra mi accompagnano nella stesura di questo post che in realtà sto scrivendo solo perchè non sto più nella pelle ed esigo necessariamente mostrarvi le foto che ho scattato venerdi pomeriggio in cui sfoggio contentissima un abito tovaglia che ha avuto una storia senza eguali.
Insomma, due settimane fa dopo secoli trovo finalmente un paio di sandali da tutti i giorni da sostituire a quelli che uso normalmente a un prezzo decente, stranamente c’era il mio numero per cui li prendo senza batter ciglio : tre giorni dopo li metto su tutta contenta, arrivo a lavoro dopo 10 minuti di camminata e ho mezza suola rovinata.
Stesso giorno li riporto al negozio, mi effettuano un cambio repentino MA con un altro pezzo perchè i miei sandali erano gli ultimi in negozio e gira che ti rigira dopo venti minuti a spulciare tutto, lo vedo lì tra altri mille vestiti appesi pronto a salvarmi la vita perchè altrimenti avrei fatto chiusura per scegliere qualcos’altro.
Alla fin della fiera però, credo che tutto questo sia avvenuto perchè il Karma ha deciso così tant’è che sabato ho trovato dei sandali bellissimi che non avrei potuto prendere se tutto fosse andato liscio con gli altri.

Processed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with hb2 presetDress : MerryGoRound
Shoes: Pull&Bear

EASTER – CHOCOLATE AND SUN

Il pensiero che sono già passati 7 giorni da quando quel bell’Italo mi ha portato nella mia città, è passata una settimana ma fortunatamente oggi è di nuovo un meraviglioso venerdì. Ha smesso di fare un freddo polare e siamo tornati a temperature oneste -ma non ancora il massimo-, c’è tanto sole e un nuovo weekend lungo ci aspetta.
Dai su, tutto sommato ce poteva andà peggio.

Come avete trascorso le vacanze di Pasqua? Inutile dire che io sono stata con le gambe sotto al tavolo per gran parte del tempo a ingurgitare carboidrati, salami, formaggi, cioccolata e chi più ne ha più ne metta.
Devo dire però che sono riuscita anche a trovare il tempo di passare delle giornate intense con tutti quelli con cui volevo stare per cui, kg in più a parte, direi che sono stati dei giorni produttivi.
Sono persino riuscita finalmente ad andare al mare dopo mesi e mesi che lo desideravo fortemente. I piedi sulla sabbia, il vento tra i capelli, il sole che ti solletica il viso, mi ero quasi dimenticata di quanto fosse bella quella sensazione di libertà che solo il mare sa darti.

Ci sono certe cose che non si possono descrivere e secondo me una di queste è proprio la sensazione di pace che ti trasmette il mare.
Mi sento in vena di romanticherie e mi sembra abbastanza chiaro, ma vi lascio con qualche immagine di questo weekend trascorso mentre mi preparo ad affrontarne un altro nuovo, lungo, altrettanto rilassante, alle porte.

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AH, io domani vado a comprare la maglietta dei Power Rangers, ciao.

S.PATRICK DAY – JAMESON VILLAGE

Per la famosa serie “Tradizioni mondiali a cui noi italiani non possiamo proprio rinunciare” c’è anche il S. Patrick Day. Per noi abitanti del Bel Paese non è altro che l’ennesima scusa per bere birra a fiumi, fare casino, indossare ridicoli copricapo verde folletto e avere una giustificazione per il post-sbronza del giorno successivo.
Ricordo i bei tempi in cui io e il mio stomaco eravamo complici e con enorme nonchalance assorbiva tutto l’alcool che ingurgitavo e in occasione di San Patrizio di un po’ di anni fa diedi il meglio di se scolandomi un paio di litri di una favolosa birra trappista che mi ha rintronato talmente tanto che avevo quasi pensato al rehab come unica soluzione.
Poi sono diventata una pecetta che dopo una media ha già la gastrite ma questo non mi impedisce comunque di far parte di quell’alta percentuale di italian medi che godono delle tradizioni altrui e ogni anno mi diletto a festeggiare sentendomi un pò irlandese anche io.

Quest’anno però a differenza di quelli passati, invece di buttarmi in un qualsiasi pub sul naviglio nella speranza di non dover fare troppa fila per scolarmi la mia pinta, ho partecipato a un evento a cui sono stata gentilmente invitata, e cioè il Jameson Village.
So già che i miei lettori si stanno dividendo in due grandi categorie.
I categoria : “Il che?”
II categoria: “Che c’entra il Whisky?”
Dato che io ora faccio tanto la gagliarda ma in realtà appartengo senza ombra di dubbio a quelli che cosa-che-cosa? farò la parte della saputella e vi illustrerò tutto quello che volete sapere e anche di più. Il Jameson è un irish whiskey (e quindi ha tutto il diritto di esser festeggiato il giorno di San Patrizio) che ho avuto il piacere di assaggiare per la prima volta l’anno scorso in occasione di un evento a cui sono stata invitata in un cocktail buonissimo a base di questo whiskey magico e ginger. Devo dirlo, inizialmente ero super restia a provarlo non essendo una grande fan dei liquori ma mi ci è voluto un millesimo di secondo per farmi ricredere! Dopo aver partecipato più volte ad aperitivi a base di Jameson, non potevo sicuramente rinunciare all’ennesimo assaggio e così, venerdì 17 ore 20.30 mi presento di fronte all’ex spazio Farini aspettandomi di tutto tranne che un vero e proprio villaggio irlandese pronto ad ospitare fiumi di persone che facevano la coda anche in mezzo alla strada.
Le sensazioni che questo evento è riuscito a lasciarti sulla pelle, dopo lo stupore iniziale, sono state in assoluto super positive. Praticamente in un attimo sei a Milano e quello dopo in una vecchia cittadina irlandese con tanto di municipio, chiesa, farmacia, scuola, cimitero e chi più ne ha più ne metta. Ci si poteva sposare, si poteva sostare sdraiandosi ai piedi di una lapide del cimitero a guardare un film muto, si poteva assistere alle lezioni della scuola, si poteva ballare sulle note dei musicisti che si esibivano al teatro, e per tornare alla realtà bastava spostarsi verso la parte esterna del capannone e fare acquisti alle bancarelle vintage dell’east market oppure mangiare ai banchetti dello street food. Il tutto sotto gli occhi di una gigantesca mongolfiera che dominava sul villaggio.
Un’esperienza totalmente diversa che non vedo l’ora di rivivere.

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FRIDAY 17th

La chiamano Eptacaidecafobia , ed è la paura del numero 17, specialmente abbinato al venerdì. Inutile negarlo, il mondo è pieno di persone superstiziose ma l’ Italia è uno dei paesi più sul pezzo a riguardo quindi lancio una sfida a tutti: quante volte avete detto o vi siete sentiti dire una di queste frasi?
“Oddio mi ha appena attraversato la strada un gatto nero, passa tu prima di me”
“Non poggiare il cappello sul letto!”
“Sei pazza a camminare sotto le scale? Vuoi morire adesso?”
“E’ caduto il sale sul tavolo, lancialo subito alle tue spalle!”
“Attenzione allo specchio che se si rompe sono 7 anni di iella eh”

E la cosa bella è che potrei andare avanti per ore, giorni, mesi, a elencare tutte le credenze che contraddistinguono il Bel Paese ma quella della sciagura cosmica associata al 17 è davvero universale..facile da capire poi se pensiamo a tutti i film horror che l’America ha deciso di ambientare proprio in questo giorno.
Ma perchè ce l’hanno tutti con sto 17, poraccio? Sembra che sia capitato nella stessa barca sfortunata del povero San Valentino (non so se vi ricordate il mio post a riguardo) quindi, dato che siamo riusciti a salvarne uno non vedo perchè non provarci anche con lui!

Sembra che già nella Grecia antica alcuni psicopatici seguaci di Pitagora abbiano iniziato a disprezzarlo dal momento in cui s’era beccato sta sciagura di essere tra il 16 e il 18, considerati perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. (Valli a capire i matematici..)
Per non parlare poi del fatto che la Bibbia abbia creato un connubio perfetto di iella dato che nell’Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese e che di venerdì sarebbe morto Gesù.
Non andando invece troppo lontano, nella smorfia napoletana il 17 è sinonimo di “disgrazia” e tra i proverbi che le nonne recitavano a mò di rosario c’era il famigerato”nè di Venere nè di Marte, non si sposa nè si parte”?

È così giunta fino ai nostri giorni la credenza superstiziosa per cui il numero 17 sia un simbolo di sventura soprattutto per coloro che ci credono davvero..ed è pur vero poi che ogni tanto anche il 13 si becca un pò di maledizioni essendo lui stesso un altro povero condannato. (Non avete mai fatto caso che in molti alberghi, aerei, ristoranti, non appaiono mai tali numeri tra i posti a sedere, le camere o i segnatavoli?)

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Ma vogliamo davvero farci influenzare dalle superstizioni, andare in giro con il cornetto scacciaguai e non approfittare della magnifica giornata di sole di questo venerdi 17 marzo per mangiare una brioche con gelato in una delle gelaterie siciliane più buone a Milano che ti fanno rivivere in un attimo un pò di estate e pensando gia al weekend temendo che qualche malaugurio si abbatta su di noi mentre sei li a ingurgitare calorie e grassi saturi like no tomorrow?

Thanksgiving and Black Friday

Anche se siamo in Italia inutile negare che ci sentiamo terribilmente attaccati ai nostri cugini americani sotto qualsiasi punto di vista. Abbiamo iniziato divorando hamburger di McDonalds per diventare schizzinosi e preferirne quelli gourmet, conosciamo più slang americani che nemmeno dialetti italiani, abbiamo deciso di fare nostro persino il bruch e guai a chi ci tocca i pancakes per colazione. Cheesecakes e Red Velvet spopolano tra le pasticcerie e non vediamo l’ora, quando usciamo dall’Italia, di andare da Starbucks per andare in giro col bicchiere fumante pieno di qualche schifezza ben lontana dal nostro caffè con su scritto a pennarello il nostro nome per imitare i newyorkesi dell’Upper East Side. Conosciamo tutti i gossip sulle star di Hollywood e aggrottiamo le sopracciglia quando ci parlano di qualche presunto nome famoso nostrano, le radio sono invase da artisti lontani da noi anni luce e ci dimentichiamo di apprezzare quello che in realtà dovrebbe circondarci quotidianamente e, senza nasconderci dietro un dito, ci siamo dispiaciuti tanto quanto loro per la vittoria di Trump.

Insomma l’America, purtroppo o per fortuna, è ormai la nostra seconda nazionalità.
Ed ecco perchè oggi rivolgiamo ancora di più un grande pensiero oltre ai poveri tacchini, pasto principale della giornata, a tutti gli uazzamerican che, proprio come si vede nei migliori film/serie tv, stanno festeggiando un grande giorno per il paese a stelle e strisce e cioè il Thanksgiving (per italianizzarlo, Giorno del Ringraziamento). So che molti di voi sanno di cosa stiamo parlando ma sono abbastanza certa che altrettanti si staranno ancora chiedendo “ma che cazzo è sto giorno del ringraziamento?”.
Per cui papà, mamma, non temete che ora vi spiego finalmente tutto quanto.

“Ogni quarto giovedì di novembre, sul suolo americano si celebra la festa in assoluto più emblematica per il popolo americano: il giorno del Ringraziamento.
L’origine di questa tradizione risale a quasi 400 anni fa, quando nel 1621 coloni e indiani in Massachusetts si riunirono intorno a un tavolo con l’intento di ringraziare il Signore per il buon raccolto d’autunno. Questa unione di spirito e intenti tra fazioni opposte, lo sforzo di trovare un punto d’incontro per ottenere il bene comune, sono diventati simbolici.
Nel 1863, durante la guerra di secessione, il Presidente Lincoln ne proclamò ufficialmente la celebrazione facendo diventare il Thanksgiving una ricorrenza annuale. Durante il Ringraziamento i commensali non sono solo i parenti, come spesso accade a Natale; ci si riunisce ad amici vicini e lontani, si aprono le porte di casa a colleghi e vicinato.”

Non c’è un vero e proprio corrispondente italiano, soprattutto perchè diciamocelo..noi non siamo abituati a ringraziare quasi mai. Il giorno del Ringraziamento però oltre a essere una vera e propria tradizione in America, è qualcosa da cui dovremmo prendere spunto tutti quanti e anche se noi siamo soliti fare grandi pranzi il sabato o la domenica, impariamo da questa festa a donare grazie.

Un’altra cosa da non sottovalutare è che questa tradizione ne precede un’altra. O meglio, precede un evento che nasce anch’esso in America proprio a seguire il Thanksgiving ma che abbiamo adottato con grande piacere da parte di tutti, soprattutto mio, anche noi abitanti dello stivale. Ebbene si, sto parlando ovviamente del Black Friday. Risultati immagini per black friday
La sua storia ve l’ho già raccontata l’anno scorso e non starò qui a ripeterla da capo ancora una volta ma mi rivolto a tutti gli amanti dello shopping: vi basti sapere che è un giorno a caso della fine di Novembre in cui i negozianti scontano fino al 50% la collezione in vendita. Presente quando fanno le inaugurazioni di qualche attività gastronomica e regalano il cibo e la gente si ammassa pe magna gratis o quando aprono i buffet agli aperitivi? Ecco, le situazioni che si creano fuori dai colossi americani durante il Venerdì Nero (ve l’ho tradotto papale papale eh) sono praticamente casi simili ma estremizzati al massimo e negli ultimi anni tutti si stanno convertendo e partecipando a quest’iniziativa americana proponendoci sconti che vanno dal 20% in su.
Io ho già preparato le wishlist nei miei siti fidati/preferiti quindi dato che oggi mi sento magnanima perchè mancano solo 30 giorni alla Vigilia di Natale, vi elencherò qui qualche sito consigliato dove navigare domani durante questo fiorente giorno di promozioni.

AMAZON : Conosciuto ormai da grandi e piccini, da quando ha deciso di creare il dash button si è conquistato un posto nel cuore di tutti dato che con un solo click su questa macchinetta (senza nemmeno il bisogno di connetterti al sito) puoi comprare dal detersivo della lavatrice ai preservativi. Non offre un codice sconto ma seleziona una serie di prodotti da scontare, nuovi ogni 5 minuti. Per non perdervi nulla rimanete sintonizzati e approfittate di qualcuno di questi per fare bella figura sui regali di Natale!

ZALANDO : preparatevi ad accogliere il corriere tra mille urla proprio come nella pubblicità! Si sono già presi la briga di selezionare tra capi della vecchia e nuova collezione alcuni scontati del 20%. Qui il link diretto alla promozione :
https://www.zalando.it/black-friday/

ASOS : Poi dite che non lo dovrei amare. Con il coupon “gogogo” offrono uno sconto del 20% sia sui prodotti già scontati sia su quelli nuovi. Non fatevelo scappare!

SHEABBIGLIAMENTO : scoperto non da molto ma essenziale per quei capi speciali nel mio guardaroba! Codice sconto : BLACK30

PUBLICDESIRE: Anche lui scoperto non da molto ma ha delle scarpe particolari, comode e a prezzi decisamente nella norma. In più per questa ricorrenza offre uno sconto del 30% inserendo il codice CYBER30. Giusto per sapervi indirizzare, vi dico che il numero corrisponde sempre a quello reale.

FOREVER21: Il 30% sembra essere lo sconto più gettonato! Anche qui ci regalano un bellissimo coupon, EXTRA30 su tutto quanto. E fidatevi, i prezzi sono già parzialmente ridicoli!!

NOPERFECT.EU: Anche loro scelgono il 30% sulla loro collezione. Per quelli un pò punkettari alternativi come me vi basta un solo click!

ANIYEBY: per imitare le sorelle Valli su Instagram e sfoggiare qualche abito precedentemente indossato da loro non lasciatevi scappare a s s o l u t a m e n t e gli sconti del 30%, valido solo per la giornata di domani!

NAKDFASHION: sempre per non essere da meno alle Influencer di Instagram,  scegliete questo weekend per comprare su questo sito super super fashion usando il codice BLACKWEEKEND per avere il 25% di sconto su tutti gli articoli!

E a questo punto non mi resta che dirvi, carte di credito alla mano e buono shopping!!

 

Autumn

Siamo tornati alla routine, ai lunedi che non precedono nessun giorno di festa, al mal di pancia post weekend, alle madonne volanti. Il tutto con l’unica differenza che nonostante si stia iniziando a gelare veramente perchè le temperature hanno ben deciso di fare una calata a picco verso lo zero, il sole oggi illumina la città splendendo alto nel cielo totalmente azzurro! Finalmente direi, dato che le uniche gioie di cui uno può usufruire durante il fine settimana sono totalmente stroncate dalla pioggia che lo contraddistingue sempre e comunque.
Come previsto le vie iniziano a riempirsi di festoni natalizi e la sola idea che tra un mese sono nella mia amata città per un ponte parecchio lungo non può far altro che emozionarmi a tal punto da iniziare l’ennesimo countdown della vita verso tale data ❤

Mentre si progettano viaggi da affrontare nel 2017 inoltrato con mete diversissime l’una dall’altra, il presente è caratterizzato più che altro da wishlist fra scarpe/borse/qualsiasi cosa che occupa spazio nell’armadio ma si sa, tra un pò è Natale quindi potrei iniziare a scrivere la mia letterina nella speranza di ricevere almeno qualcuno dei pezzi che ora di un mese si saranno triplicati, conoscendomi.
E visto che ogni volta vi accenno le cose che compro senza mai mostrarvele tutte, oggi mi sento magnanima e condividerò con voi l’acquisto che ha vinto senza ombra di dubbio il premio come Best Of October, colui che mi ha fatto innamorare al primo sguardo, colui con cui ho avuto il colpo di fulmine più grande della vita, colui che o lo ami o lo odi, LA GIACCA COLLEGE CON LE MANICHE IN PELLICCIA BICOLOR. Ebbene si, non saprei come altro descrivervelo quindi ora ve lo beccate nelle foto che mi ha fatto il buon Paolino venerdì tra una miriade di foglie.

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E-COMMERCE ADDICTED

Prendi un venerdì qualsiasi di ottobre in cui splende il sole e fuori inizia a fare un freddo atomico. Prendi questo venerdì e ringrazialo di essere finalmente arrivato perchè questa settimana sembrava interminabile, abbraccialo e cerca di amarlo anche se sai che non sarà mai bello come il prossimo in cui finalmente tornerai nella città che ti ha fatta nascere e passerai due giorni intensi a mangiare di mozzichi la tua nipotina, passare del tempo con le persone che ami e camminare tra le vie in cui sei cresciuta.

Non sono impazzita giuro! Mi sono svegliata solo un pò così, frastornata da questi continui cambiamenti climatici che mi stanno uccidendo le ossa, il naso che cola e la mente altrove.
Non sarò iperattiva come nei mesi estivi, ma per fortuna ho pur sempre qualche countdown da fare partendo dall’evento più imminente (lunedì!-ma non posso svelarvi niente-) al prossimo fine settimana appunto fino ad arrivare a quello che per ora dista di più e cioè -21, dato che fra tre settimane per la prima volta io e il mio boy ce ne andremo a Berlino! Non vedo l’ora di visitare finalmente questa meravigliosa città di cui tutti mi parlano e nonostante io sia già terrorizzata per il freddo mortale che prevedo di sentire sono elettrizzata al solo pensiero quindi se avete qualche suggerimento di negozi/ristoranti/musei/monumenti/postidanonperdereassolutamente scrivete scrivete scrivete!

Basta coi voli pindarici e torniamo con la mente al presente. Devo mostrarvi un sacco di cose ma di foto ne ho fatte pochissime quindi so già che devo rimediare, non sprecatevi a dirlo, ma per ora faccio ciò che posso!
Ricordate quando vi dissi che avevo fatto il mio primo ordine su Zalando?

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Tadàà! Eccole qui le slip on che esigevo da una vita, che avevo visto da Zara e mi ero lasciata sfuggire e quando meno me l’aspettavo sono comparse di fronte ai miei occhi nella sua purezza e bellezza :D!

Comunque, devo dire che mi sono trovata davvero benissimo. Servizio super veloce ed efficente, packaging idem e qualità del prodotto ottima. Dato che però mi sentivo giusto un attimo in colpa nei confronti di Asos proprio ieri ho fatto un ordine anche da loro ma giusto perchè continuavano a mandarmi mail “tutto al 50% e non solo”, mica per altro eh :D!

Adesso però mi sento in dovere di pubblicare degli scatti fatti una settimana fa proprio qui fuori al parco da Isil  -quando ancora faceva caldo :(- in cui vi farò vedere non solo uno spolverino acquistato da Primark quando andai a Londra ma anche una borsa di cui mi sono follemente innamorata della marca Heimat – Atlantica e che trovate sul nostro sito a questo indirizzo :
http://store.wallpaper.com/travel/luggage-and-bags/%27amor%27-bag-natural-and-reed-HEAT16AMO835RED.html#q=bags&start=1

e già che è arrivata in studio per uno shooting volete che non ne ho approfittato per farci qualche scatto insieme?
Fra l’altro immagini che sul mio instagram hanno già spopolato quindi non capisco cosa stiate aspettando per correre sul mio profilo!

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Shoes: Vans 
Socks: Calzedonia
T-shirt: Zara
Jacket: Primark
Trous: Primark

Can you feel the summer?

v e n t i d u e g i o r n i a l l e f e r i e.

Ho deciso che ogni post che farò fino alla mia partenza inizierà in questo modo, così da condividere con voi la mia angoscia e disperazione pre-volo-di-andata-milano-catania.
Quindi, ricapitolando. Siamo esattamente alla metà di luglio, è un bellissimo venerdi in cui vorrei essere ovunque tranne che qui ma alla fine grazie gesù anche questa settimana è finita e un weekend al mare sta per arrivare, ha finalmente finito di diluviare e fare le tempeste estive che mi lavano mentre rientro a casa da lavoro e dopo mesi mi fanno sentire freddo, mi sono ovviamente raffreddata per colpa di questo clima ballerino e del mio ragazzo che non contento dell’aria fresca che entra dalla finestra decide di accendere anche il ventilatore, e la mia nipotina sta crescendo bellissima e sanissima e non vedo l’ora di vederla e finalmente prenderla in braccio e spupazzarmela tutta.

Riguardo le foto dello scorso weekend e le mie chiappe al mare, oltre ad aver creato scalpore su instagram, mi fanno venir voglia di un tuffo nell’oceano senza mai ritorno.
Fortunatamente però le giornate qui stanno passando decentemente, tra momenti di relax, giornate lavorative finalmente tranquille, qualche click qua e là per acquisti online –silosononpossofarneameno-, persone impazzite per Pokemon Go e appuntamenti fissi di cene fuori al giovedì sera.
Per questo oggi vi parlerò di due posti provati settimana scorsa e ieri, in cui premevo per andare da mesi e finalmente ce l’ho fatta!
Il primo è ITASHI “la cucina tradizionale italiana avvolta in quella giapponese.”
E’ così che loro stessi si definiscono e la particolarità di questo posto è di aver reinventato il famosissimo Temaki giapponese (il cono di riso avvolto nell’alga, per chi non è esperto) ricreando la copertura d’alga con un’impasto a base di farina di manitoba e farina di cereali e sostituendo il riso con materie di prima qualità italiana che variano da carne a pesce a verdure..insomma, una vera prelibatezza per il palato per chi, come me, non è amante della cucina nipponica. Il risultato finale, per darvi un’idea di base, è come mangiare una mini piadina farcita con le primizie italiane. E’ possibile scegliere gli itamaki singoli -si chiamano così proprio per richiamare il posto- oppure optare per dei menù di 5 coni già selezionati per voi dai ristoratori a base di carne o di pesce (per entrambi due crudi più due cotti), e uno  di parmigiana di melanzane.

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Noi abbiamo scelto il menù di carne che conteneva, nell’ordine :
Itamaki con salame, tartare di fassona, carpaccio, nduja e infine, parmigiana.
Io ho mangiato i cotti non essendo amante della carne cruda ma ho dovuto necessariamente assaggiare la tartare di fassona e posso garantirvi che era eccezionale.
Inoltre ci sono anche 4 scelte dessert non male e per gli amanti del cioccolato consiglio il Bueno, ripieno di cioccolato bianco e pezzi di kinder bueno..un’esplosione di grassi saturi ma una meraviglia per il palato. Dovrò sicuramente tornare per provare altri già adocchiati e soprattutto perchè spero di trovare  l’itamaki strudel che l’altra volta era finito.
Qui il link se volete dare un’occhiata alle loro proposte : http://www.itashi.it/ e se siete di Milano correte in via Muratori a provare questa meraviglia e a conoscere i proprietari del locale, gentilissimi e super disponibili ;)!

Ieri invece è stato il turno di Maido, conosciutissimo ristorantino street food giapponese in via Savona. Magari il nome non vi dice nulla ma per tutti quelli nati negli anni 80 come me basterà dare un solo indizio : Kiss me Licia. Ecco, non si tratta di Cristina D’Avena ma, avete presente Marrabbio, il papà di Licia, che continuava a spadellare tutto il giorno quelle cose simili all’omelette di cui Giuliano andava pazzo?
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In quest’angolo nipponico tra le vie della moda milanese lo potete scoprire! Si tratta degli Okonomiyaki, il più popolare piatto street-food di Osaka (un pò tipo i supplì a Roma, gli arancini in Sicilia e gli arrosticini in Abruzzo, per capirci) e non è altro che una frittella salata preparata su una piastra su cui vengono cucinate fettine di foglie di cavolo, farina e uova e a cui poi, a seconda dei gusti, vengono aggiunti ingredienti come carne, formaggio e gamberi.
Ma il menù di Maido, per fortuna degli stomaci problematici come il mio, non offre solo questo..anzi! Qui si possono assaggiare le più tipiche prelibatezze giapponesi che abbiamo visto in qualsiasi cartone animato variando dagli Onighiri -quei triangoloni a base di riso con alga annessa che sembrano l’acconciatura di lady gaga nella sua copertina di The Fame Monster- i più comuni Noodles, e una rivisitazione dell’hamburger in chiave giapponese con il riso al posto del pane e un ripieno a scelta fra pollo e manzo, ed essendo io una delle persone più curiose degli ultimi anni, ho dovuto necessariamente provare lui!

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Eccolo qui, in tutto il suo splendore. Particolare, buono ma leggermente attoppante per colpa di tutto quel riso. Anche stavolta non c’era il dolce che avevo scelto (ma che sfiga ho?) quindi sarò costretta a tornare anche qui e provare qualcos’altro.

Ne approfitto per condividere con voi anche uno scatto in cui indosso uno dei capi acquistati durante i saldi e anche se ve l’avevo già mostrato, ci tengo a farvi vedere come l’ho abbinato!

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Ovviamente si tratta della t-shirt a rete che ho portato a casa alla modica cifra di 8 euro durante quel sabato di follia e afa. L’ho abbinata con uno shorts argento (con dettagli laterali in rete) di Asos, un crop top di Bershka (giusto per non andare in giro propriamente nuda), e dei sandali di H&M datati ormai due anni ma sempre molto fighi con stringhe bianche. Che ne dite?

Ma soprattutto..vi ho fatto venire un pò di acquolina in bocca visto che siamo anche vicini all’ora di pranzo? 😉

Buon weekend a tutti!

WELCOME JULY

Ciao primo luglio, non sai quanto ti ho aspettato! Ti desidero da mesi e finalmente sei qui, col tuo caldo -giustamente- prepotente, e ci accogli con un venerdi di sole pronto a tramutarsi in un paio di ore in uno dei tanti weekend che mi separa dalle mie tanto attese e desiderate ferie.
Ma dato che devo aspettare ancora 37 giorni per partire -e scriverlo è ancora di più un colpo al cuore- nel frattempo mi accontento di queste giornate e ahimè anche di questa città. In fondo il tempo scorre tra una partita dell’Italia, giornate a lavoro che passano con uno schiocco di dita, shooting interminabili e immense voglie di mare, Gardaland, shopping e quant’altro. E a proposito di shopping, mi è quasi parso di capire che i saldi a Milano non iniziano domani e già mi stanno roteando parecchio dato che mi ero fatta un piano infallibile nella testa: unghie al mattino, shopping e gelato al pomeriggio, quindi se qualcuno di voi sa qualcosa a riguardo è gentilmente pregato di riferirmelo all’istante!
Soprattutto dal momento in cui oggi mi aspetta un allenamento intenso a cui farò fatica a sopravvivere visto che la scorsa settimana ho saltato essendo a un passo molto vicino dalla morte..quindi direi che la giornata di domani è più che meritata!

Comunque, mentre rimango in attesa di una conferma, continuo a comprare online e riempire le wishlist di prodotti, sia per me che per lui (anzi, quasi di più per lui), sognando grandi look scontati. Ovviamente il mio punto di riferimento rimane sempre Asos ma ultimamente sto scoprendo nuovi siti di negozietti scovati su Instagram niente male!
E proprio ieri infatti ho approfittato dello sconto del 30% dal sito di “Sheabbigliamento”, un negozio che si trova a Pompei e che è pieno zeppo di pezzi carini ed economici.
Avevo già avuto modo di comprare qualcosa da loro (e come te sbagli?) e dopo la prima esperienza ho continuato imperterrita. Ieri è stato il turno di questi 3 pezzi che vi mostrerò prossimamente in foto e si tratta di un pantalone-culotte con spacchi, un top intrecciato e un abito lungo plissettato color mattone davvero pazzesco e non vedo l’ora mi arrivi tutto!!
Passerò questo weekend di non mare a sperare nel bel tempo domenica così da poter almeno passare una bella giornata in piscina e nel frattempo mi riguardo le foto della scorsa settimana trattenendo a stento una lacrimuccia MA ne approfitto per mostrarvi il mio look di sabato scorso per andare a mangiare una cosa fuori con amici.

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Tralasciando il primo scatto semi romanti/bucolico fatto proprio davanti alla porta di casa e soprattutto non facendo caso al fatto che il mio sguardo è sempre e solo rivolto verso il basso, dovevo necessariamente mostrarvi un mio vecchio acquisto -sempre firmato Asos, per l’appunto- ovvero questa tutina rossa che adoro. Ho scoperto di amare davvero alla follia le tute se non fosse la loro scomodità quando devo andare in bagno..e io vado a far pipì ogni battito di ciglia quindi potete immaginare!

Devo dirvelo, mi è arrivata ora la notizia che domani inizieranno i saldi quindi sarà ancora più facile digerire il mio weekend in città..

A risentirci!:D

Welcome June

Niente meglio di questo può esprimere la mia gioia di vivere in questo lunedi 06-06.
Si, è iniziato giugno e finalmente il conto alla rovescia alle mie spalle è finito..anche se ora segna un altro countdown, il più pesante di tutti, quanto manca alle mie ferie?
Torno ad affrontare dopo un mese una settimana piena di lavoro, 5 fottuti giorni che sembrano già interminabili, e questo monday è stato in assoluto uno dei più difficili da gestire.
Sono reduce da una settimana che, indovinate un pò, è passata senza che io me ne rendessi praticamente conto. Non ricordo nemmeno più cosa sia successo tra lunedi e mercoledi se non quello di essermi lavata sotto al diluvio universale, aver accolto i miei in casa ed essermi allenata con rischio di perdere l’uso delle braccia. Ricordo in maniera offuscata giovedi, passato tra una manicure, un veloce shopping da Zara (si, vi mostrerò anche questi acquisti) e una corsa infinita a cercare delle scarpe d’emergenza da poter indossare sotto il vestito dato che il meteo prevedeva un bel connubio sandalo-diluvio che, onestamente, mi entusiasmava ben poco.
E poi arriva finalmente il fatidico giorno, quello che aspetti da un anno e mezzo, che passi in sbattimento per preparare il matrimonio perfetto, organizzare tutto nei minimi dettagli e poi la giornata passa talmente veloce che arrivi la sera e ti ritrovi con l’anello al dito e pensi, ma quand’è successo?
Ora, fortunatamente non è ancora il mio caso..io mi sono limitata solamente a fare una firma e a “testimoniare” questa unione, ma se la giornata è volata per me che ero solamente una semplice invitata, come l’avranno vissuta gli sposi?
Fortuna vuole comunque che nonostante le pessime previsioni, nonostante gli imprevisti mattutini, la sveglia alle 6 e mezza, il ritardo di noi testimoni causa navigatore, i pianti della sposa, duecentomila fotografie, il mio vestito che più pesante non si può e la sua collana che mi ha praticamente ammaccato le clavicole, la fame che mi distruggeva, le vesciche ai piedi, la fotografa che era paragonabile a due mani che salutavano, la pienezza infinita, i selfie mal riusciti, il bouquet accuratamente schivato grazie a una fantastica flessotorsione..è stata davvero una giornata meravigliosa e indimenticabile. Il nostro progetto di modificare l’abito e renderlo unico è riuscito alla perfezione e tutti i giri fatti durante quest’anno per andare a scovare perline, personalizzare scarpe, trovarci ennemila volte per stabilire come farlo ne sono veramente valsi la pena.

E’ stato tutto bello e davvero memorabile, ma l’emozione di vedere te dall’altra parte degli sposi così bello e teso dentro quell’abito, che facevi di tutto per trattenere le lacrime all’arrivo di tua sorella vestita di bianco non ha prezzo <3.

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“Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.”