DISCOVERING THE WORLD : MARRAKECH

Nel caso in cui non fosse abbastanza chiaro è quel momento dell’anno in cui voglio vedere posti nuovi, mi sale la voglia di viaggiare e non riesco a star ferma per più di una settimana nello stesso posto. Incentivata anche dal clima totalmente pessimo che l’Italia offre senza pietà, vado alla ricerca del caldo e di colori dappertutto.

Chi l’avrebbe mai detto quando ho comprato i biglietti mesi fa che sarei passata dai quindici gradi ai quaranta in pieno Maggio? Probabilmente nessuno, ma questo weekend passato è capitato a fagiolo per farmi vivere a pieno un’estate che sembra ancora lontana qui nello stivale.

Ricordo perfettamente il momento in cui ho detto “amore, dobbiamo andare a Marrakech”, sarà stato il 2017 e mentre viaggiavo verso altri posti, vengo a scoprire che apre il museo di YSL e i giardini Majorelle. Poi vengo a scoprire che per di più sono posti meravigliosi e questo mi fa pensare che io abbia aspettato fin troppo per andarci.
Ecco quindi che una settimana fa è arrivato il mio momento, il mio weekend a Marrakech. Mi ero fatta un’idea, mille pensieri in testa e immaginavo tutto in maniera molto dettagliata e probabilmente sbagliavo perchè è molto di più.
I colori, gli odori, le strade, il cibo, i souk, le piazze, le persone, i riad, l’atmosfera che si respira. E’ qualcosa che va vissuto per poterlo davvero raccontare.

Mi porto ancora appresso il segno della canottiera che è venuto camminando e le bolle di insetti indefiniti ma per fortuna il ricordo di Marrakech è dentro di me per tantissime cose e mi viene da dire solo che la mia avventura col Marocco non è finita qui.

 

DISCOVERING THE WORLD : ANDALUSIA

Sono tornata da un lungo silenzio fatto di shooting, stress, malanni e viaggi.

Attendevo questo viaggio come “a un concerto si aspetta il ritornello di quella canzone” sin da quando ho comprato i biglietti ma ancor di più da quando avevamo deciso di farlo. Avevo dei ricordi dell’Andalusia di quando ero piccola e avevo intrapreso il primo lungo viaggio coi miei e nella mia mente era tutto molto bello ma adesso che ho avuto la fortuna di riviverla sono sicura di poter dire che i miei ricordi non mentivano.
Il nostro itinerario è partito da una piovosa e fredda Siviglia, passando per una stupenda e temprata Granada fino ad arrivare a una torrida Cordova. Ho vissuto quattro stagioni in una settimana e abbiamo percorso 850 KM guardando intere piantagioni di ulivi e ascoltando playlist indecenti mangiando tortillas e bevendo cervezas a non finire.
Abbiamo comprato felpe pesanti e pantaloncini corti, abbiamo visitato ogni tipo di alcazar e ci siamo già proiettati in quel mondo Marrakechiano -che per intenderci arriverà tra poco!- e che mi confondeva su dove fossi ogni due per tre.

L’Andalusia è colori, vita, allegria, musica, spensieratezza.
La Spagna è uno di quegli stati in cui parti e sai già di avere una certezza o almeno così solitamente vale per me e questa è stata l’ennesima conferma e l’ennesima volta in cui non sarei mai voluta tornare a casa.

 

COMFY WEEKEND

Il clima è ancora instabile, non sempre il sole entra tra le fessure delle tapparelle al mattino e nonostante l’ora legale sia entrata in vigore domenica privandoci di un’ora di sonno e il solstizio ha fatto capolino già da una settimana, Marzo ci sta facendo patire questa maledetta primavera.
Praticamente io dopo Natale non faccio altro che aspettare Marzo per accogliere a braccia aperte tutte le belle cose che porta ma quest’anno no, mi deve far patire le peggiori sofferenze del mondo fino all’ultimo giorno del mese.
Fortuna -o sfortuna- però che il mese sia quasi finito e si, il mio compleanno si avvicina.

Ma come lui, si avvicina finalmente la mia meritata mini-vacanza nella MIA città, che porterà cambiamenti -stay tuned-, anni in più e kg in eccesso dovuti a troppe festività che si accavallano. Ma a me che me frega, fateme magnà..il tempo di piangere per la mia ciccia lo troverò dalla prossima settimana, quando Aprile mi porterà un sacco di cose belle per cui un pianterello per quanta roba me so scofanata ce pò pure sta.

Cambiando argomento per un attimo, vorrei spendere due parole su una persona molto speciale incontrata sabato. Come sapete da un anno e qualcosina collaboro con Pepite divertendomi a scrivere post di moda in cui do il meglio di me stessa e per un motivo o per un altro non c’è mai stata l’occasione di poter partecipare alle colazioni organizzate da Ilaria (praticamente perchè ogni volta che ce n’è una io non sono mai a Milano) e finalmente il weekend passato sono riuscita a incontrarla. Non mi è successo tante volte ma nonostante fosse la prima volta in cui ci vedevamo, sembrava ci conoscessimo da sempre e quasi due ore a parlare di tutto e di niente, a fare gossip e a scambiare chiacchiere da brave comari del centro Italia, sono praticamente volate.
Non capita spesso di tornare da un incontro con qualcuno che non conosci con un sorriso sulle labbra e la sensazione di aver passato un pomeriggio con l’amica di una vita, ma per fortuna ogni tanto questa città qualcosa te la da ❤

E a proposito di Pepite, non so se ricordate il mio ultimo post pubblicato un mesetto fa -ovviamente se non l’avete letto fatelo- ma le foto con cui vi lascerò sono strettamente connesse alle mie parole. Era domenica, ero sveglia da 3 ore e l’unica cosa che volevo era provare il tiramisù di Mascherpa, nuova apertura in via De Amicis.
Quale miglior scelta di una tuta?

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WELCOME (or not?) SEPTEMBER

L’inizio delle scuole, le vetrine che si riempiono di maglioni spolverini e stivali, il costume nel cassetto, i parcheggi davanti casa di nuovo pieni, un sabato accompagnato dal diluvio e 16 gradi e una pesantissima dose di depressione addosso.
Ah si, ciao Settembre.
Alzi la mano chi come me sente di non essere mai partito per le ferie.
Alzi la mano chi come me non si è ancora abituato al rientro, al lavoro, alla routine, alla stessa solita vita senza mare tutti i giorni.
Alzi la mano chi come me sta già progettando altri viaggi.
Non ce n’è, nonostante siano parecchi anni ormai che subisco questo trauma non riesco mai a riabituarmi immediatamente al rientro dalle vacanze.
La mia mente continua a vagare tra le spiagge, il mare e il cibo della Sicilia e i miei pensieri sono sempre rivolti a quelle giornate spensierate vissute nel relax più totale.
Peccato che sooner or later bisogna tornare alla realtà, per cui ora siamo qui.
Milano mi ha accolta tendenzialmente bene nonostante un attacco dai piccioni e un sabato che sembrava Dicembre che non mi lasciava altre soluzioni se non un bel giro da Zara con shopping annesso per riprendermi dalla disperazione del rientro.

Nell’attesa del prossimo weekend fuori porta che mi aspetta -finalmente il mio desideratissimo regalo di compleanno- continuo a pensare che in fondo Settembre è il mese in cui tutti hanno il cervello che frulla.
O almeno, il mio frulla un sacco.
Ogni volta che rientro dalle vacanze spero sempre in un cambiamento, una svolta, e continuo a pensare come fare per ottenerlo e confidare in un anno migliore perchè alla fine si sa, l’anno inizia a Settembre..non solo quello scolastico o universitario, l’anno mentale inizia il nono mese su dodici.

E allora non posso fare altro che rimboccarmi le maniche e darmi da fare mentre aspetto una manna dal cielo e mentre riguardo con un sorriso e una lacrima le foto del mese passato.

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JAPAN INVASION

Presente qui giorni in cui hai voglia di mangiare qualcosa di diverso e programmi pranzi o cene ad hoc?
Presente quando non vai pazzo per quella cucina particolare ma poi tutto sommato una volta tanto ti piace mangiare questi sapori diversi dai nostri e li apprezzi comunque?
Presente quando hai un rapporto contrastante con qualcosa?
Ecco, tutto questo è la sintesi del connubio Francesca – Giapponese.
La premessa che mi sento di fare è che non mangio pesce crudo e questo è uno dei veri grandi motivi per cui sono sempre stata parecchio restia nei confronti della cucina giappica, aggiungendo poi il fatto che tre-quarti delle volte che la mangio mi sento male et voilà, finisco per avere questo rapporto di odio/amore nei suoi riguardi.
Ci sono dei giorni che la rinnego a prescindere e tanti altri che invece mi sveglio con la voglia di roll e bacchette. Mercoledì, ad esempio, è successa una cosa paradossale :ho mangiato giapponese sia a pranzo sia a cena (direi che ora siamo apposto per un pò).

Uno dei posti preferiti dove mangiare roll e temaki di un certo tipo nei dintorni del mio ufficio (e un pò dappertutto a Milano in realtà dato che fioccano aperture come rosari con ombrelli quando piove inaspettatamente) e’ Temakinho. Un ristorante giappo/brasiliano che ha la peculiarità di mixare le ricette dei due continenti creando un connubio perfetto tra sapori esotici e retrogusti orientali, con delle presentazioni meravigliose e delle novità sempre presenti in menù. Si può partire dall’antipasto, passando per i piatti principali senza dimenticare tartare e cheviche e poi concludere con dolci meravigliosi che hanno tutto tranne che un sapore asiatico.

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Pro : puoi accompagnare la tua portata con delle Capirinhe al mango pazzesche.
Contro : bisogna (quasi) sempre prenotare e solo tramite sito.
Dove : a Milano c’è stata recentemente la terza apertura, e come dicevo prima stanno spuntando nuove location dappertutto non solo in Italia ma anche in Europa.
Se comunque siete di Milano, lo trovate in :

  • Corso Garibaldi, 59 (Brera)
  • Via Boccaccio, 4 (Cadorna-Magenta)
  • Ripa di Porta Ticinese, 37 (Navigli)

Stessa sera, dopo aver finalmente convinto il mio ragazzo, abbiamo provato Ryukishin Ramen , una nuova apertura proprio sotto casa nostra, in cui non sto nemmno a elencare le specialità del posto. Per chi non lo sapesse, il ramen sostanzialmente è un piatto tipico della cucina giapponese a base di spaghetti o tagliatelle all’uovo serviti con brodo di carne o di pesce.15a82cce-273e-4516-87c7-712c7979e713-1 Ma la cosa bella di questo posto è non solo l’atmosfera tipicamente zen e orientale che si percepisce già dall’entrata grazie all’arredo e alla mise en place. Oltre ad essere molto accogliente, è senza dubbio un riuscitissimo incontro tra il moderno gusto occidentale e le calde atmosfere del Giappone, e un nuovo punto di riferimento in città per gli appassionati di ramen e dei piatti della tradizione giapponese.

Non allarmatevi se non andate matti per gli spaghetti in brodo, il menù riesce a offrire anche altre sfiziosità orientali senza dimenticare i classiconi con riso.
Prezzi assolutamente nella norma e tiramisù al tè verde squisito.

E visto che si avvicina il weekend e oggi è venerdi 17, tiratevi su di morale con un po di cibo e provate queste due bontà asiatiche!

XMAS HOLIDAYS

E ora che il piu’ bel periodo dell’anno e’ finito io come dovrei comportarmi? Che altro countdown dovrei inventarmi per avere un qualche obiettivo che completi questo 2016? E non accetto suggerimenti del tipo “quello per Capodanno” perche’ e’ in assoluto una delle festivita’ -se poi cosi si puo chiamare- che odio piu al mondo (potrei pero’ iniziare quello verso il giorno dei saldi)
Ho passato un mese e passa a fare il conto alla rovescia per Natale e questi giorni di festa sono passati mangiando al punto che il cervello e il tempo sono stati tappati dal cibo che si riversava a fiumi su qualsiasi tavola ho avuto modo di vedere. Sono stati giorni brevi ma intensi, nella mia citta’, con le persone che piu amo al mondo (mancavi solo tu :|) circondata dall’amore e dalla gioia di vivere dei miei piccoli nipotini ❤
Sono appena tornata ed e’ gia’ quasi il momento di ripartire, ho appena disfatto una valigia e devo gia’ farne un’altra per questo weekend e non vedo l’ora di passare degli altri giorni sereni lontana dal trambusto della citta’ con altre persone belle.

Ok, lo devo ammettere. In realta’ vorrei essere ovunque tranne che a Milano ora come ora..anzi, probabilmente mi sto immaginando spalmata sulla spiaggia a prendere il sole e sorseggiare centrifughe e il solo pensiero che devo aspettare altri 6 mesi prima di poter rivedere il mare mi fa venire il male di vivere ma confido che quest’anno alle porte sia nettamente migliore di questo passato e che la vera svolta arrivi.

Spero abbiate passato anche voi dei giorni magnifici circondati di persone che vi vogliono bene e ricevuto quello che tanto avete desiderato durante l’anno ma ora mi congedo, augurandovi ancora buone feste e tutte le altre cose belle che di solito si augurano a Natale e ricordate fino all’Epifania che da due teglie a due taglie e’ un attimo.

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Dress: Primark

ONE YEAR LATER

Tra una sofferenza, un gelo polare, giornate di sole e diluvi che si alternano, mal di pancia, Fedez e la Ferragni che si fidanzano e diventano insostenibili sui social, ottobre che è già arrivato a metà e il weekend che si avvicina, tra un cambio di stagione improvvisato e il desiderio di avvolgersi in un pleid pesantissimo, uno shopping online e un altro…ragazzi miei, è passato un anno dal mio primo articolo sul blog!

Sembra ieri che ho deciso di aprire Theftaste, che non sapevo come comportarmi, cosa scrivere, che dire, se avrei continuato o meno e invece contro ogni previsione dopo trecentosessantasei giorni sono ancora qui (:
Inziare a scrivere e a raccontarmi sembrava un’impresa difficilissima e invece col passare del tempo è venuto sempre più naturale e le dita sulla tastiera si muovono da sole senza troppi pensieri ed esitazioni. Mi è servito per capire molto di più di questo mondo ma soprattutto di me stessa, è stato molte volte una valvola di sfogo ma tante altre una  bacheca in cui scrivere di tutto. Mi ha aiutato a credere di più in quella che sono, a farmi conoscere alle persone che di me non sapevano poi così tanto e ho ricevuto tanti complimenti e il tutto ha portato mille soddisfazioni quindi un enorme, gigante GRAZIE a tutti quelli che mi aiutano a portare avanti questo progetto, a tutti quelli a cui rompo le palle per fotografarmi, a te ❤ che continui a credere in me, ai magazine che mi hanno intervistata e a chiunque dedichi un attimo del suo tempo per leggere le cagate che scrivo!

Ma dopo questo flashback se così lo possiamo chiamare, torniamo al presente!
Chiedo perdono se mi degno di tornare solo oggi che è mercoledi ma sono stati giorni intensi pieni di trasferte, cibo a volontà e novità -dovrete aspettare per sapere di cosa si tratta però!-.
Venerdì sera, dopo essermi fatta compagnia con questa balenottera durante il corso della giornatabalenaho finalmente provato Pescaria, un risto/fastfood che ha aperto da un mesetto all’incirca a Milano in zona Corso Como ma che è famoso da una vita a Polignano a Mare, uno degli angoli più incantevoli della Puglia che non ho ancora avuto il piacere di visitare ma che è quasi in top sulla mia lista di viaggi da fare il prossimo anno. Effettivamente le recensioni, per una volta erano più che giuste e non sono rimasta assolutamente delusa dalla qualità del pesce che offrono. I prezzi sono nella norma dato che si tratta di tutte cose fresche e l’unica pecca è che bisogna fare un pò di fila e avere abbastanza culo per conquistare un posto a sedere ma sapete che c’è? Se pò fa, soprattutto perchè finisci di mangiare e ti senti sazio ma non pieno, gusti degli abbinamenti nuovi e un morso ti fa rivivere un pò d’estate quindi fidatevi, ne vale la pena!

Qui sotto invece vi farò vedere degli scatti fatti sabato mentre ero a Tirano, un paese in piena valtellina in cui siamo andati chiaramente a prenderci di freddo e abbuffarci di pizzoccheri e altre prelibatezze ciccionissime.
Ovviamente queste foto risalgono a prima di morire male tra carboidrati e grassi saturi e non potevo fare a meno di indossare e immortalare le meraviglie che vi avevo mostrato venerdi acquistate su Zalando che oltre ad essere stupende sono caldissime -praticamente i piedi erano l’unica cosa calda a fine giornata- e sembra di indossare delle pantofole per la loro comodità!
L’ho abbinate a un look total Zara per cui aspetto che il signor Inditex mi stenda un tappeto rosso la prossima volta che varcherò un loro negozio..

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White Dress and tapas

Ebbene si, settembre è iniziato da otto giorni e io continuo a pensare imperterrita al mare e al desiderio di partire ma per fortuna non manca molto a un’altra weekend fuori porta.
L’abbronzatura sta pian piano svanendo e non sono assolutamente d’accordo con questa presa di posizione della mia pelle che decide di schiarirsi per conto suo senza interperllarmi, passo le mie giornate tra momenti di gioia a momenti di baratro il tutto progettando continuamente i mesi futuri.
Ho in mente grandi progetti ma non ve li svelo, mai sia che poi mi venite a dire “eh ma l’avevi scritto poi non l’hai fatto” 😉 quindi per ora li tengo per me e per quei pochi che ne sono a conoscenza e vedremo se mai riuscirò a realizzarli.

Ho passato il weekend a camminare, camminare e camminare e non ho potuto fare a meno di girare per negozi i quali, ovviamente, non mi hanno delusa..anzi! Vi mostrerò le meraviglie acquistate prossimamente e per darvi un indizio vi dico che non vedo l’ora mi passino queste immense vesciche ai piedi per poterne sfoggiare uno..(: Si, incorreggibile credo sia il termine giusto per definirmi.
Se c’è un mese che adoro per fare shopping è senza dubbio settembre, quando ancora si trova qualcosa di estivo ma iniziano a spuntare i primi capi autunnali che svelano le tendenze invernali e ci preparano psicologicamente ai mesi che verranno.
Il vero problema, però, è che io non sarò psicologicamente pronta finchè ci sarà questo sole che mi sveglia al mattino e che mi accompagna tutto il dì quindi dovrò semplicemente aspettare il momento giusto e realizzare che “l’estate sta finendo e un anno se ne va”.

Anche se effettivamente questo è il pensiero a cui dovrò arrendermi fra non molti giorni, per ora continuo a vivermi l’estate a pieno e lo si può intuire facilmente da quello che indosso. Ieri ad esempio non ho potuto fare a meno di sfoggiare questo meraviglioso vestito acquistato un anno fa su Asos e utilizzato solo da poco e la cosa che più mi piace di questo abito è la sua versatilità. La prima volta infatti l’ho abbinato a dei sandali mediamente alti, ieri invece ho scelto delle semplicissime Converse -che ho da 10 anni che ci crediate o meno e che sono praticamente nuove- e vi dirò, mi è piaciuto ancora di più nonostante sia ancora indecisa se fa più sposina anni 40 o prima comunione 😀
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Non posso lasciarvi però senza raccontarvi la mia esperienza di ieri sera da “Gesto“, locale scoperto per caso girovagando per internet situato vicino Viale Piave che offre, oltre a una location davvero suggestiva, un menù a base di tapas.
Con un’ispirazione spagnola, gesto propone i così detti stuzzichini iberici, un pò rivisti e italianizzati con abbinamenti davvero sfiziosi e la scelta è fra tapas a base di carne, pesce o verdure senza dimenticare i dessert. Altra sfiziosità, si ordina scrivendo by yourself su una lavagnetta che verrà consegnata al cameriere, peccato che ieri la nostra si sia, non so come, persa e abbiamo aspettato un’ora e passa per ricevere i nostri piatti. Attesa a parte però, sicuramente da riprovare. Come convincervi? Cocktail buonissimi (è difficile che mi piacciano le proposte dei barman, ma questo era davvero pazzesco) e prezzi stracciati che variano dai 3.50€  un massimo di 5€ a piattino.

Ah, dimenticavo! Ho scoperto una nuova app fighissima che is chiama 21 buttons in cui condividere i propri outfit, taggare i brand, salvare i preferiti degli altri e volendo anche comprare ciò che ti piace grazie ai tag di chi segui perciò cosa aspettate? Se l’avete anche voi cercatemi! Mi trovate sotto il nome di “fraisastar”, ovviamente 😉

Can you feel the summer?

v e n t i d u e g i o r n i a l l e f e r i e.

Ho deciso che ogni post che farò fino alla mia partenza inizierà in questo modo, così da condividere con voi la mia angoscia e disperazione pre-volo-di-andata-milano-catania.
Quindi, ricapitolando. Siamo esattamente alla metà di luglio, è un bellissimo venerdi in cui vorrei essere ovunque tranne che qui ma alla fine grazie gesù anche questa settimana è finita e un weekend al mare sta per arrivare, ha finalmente finito di diluviare e fare le tempeste estive che mi lavano mentre rientro a casa da lavoro e dopo mesi mi fanno sentire freddo, mi sono ovviamente raffreddata per colpa di questo clima ballerino e del mio ragazzo che non contento dell’aria fresca che entra dalla finestra decide di accendere anche il ventilatore, e la mia nipotina sta crescendo bellissima e sanissima e non vedo l’ora di vederla e finalmente prenderla in braccio e spupazzarmela tutta.

Riguardo le foto dello scorso weekend e le mie chiappe al mare, oltre ad aver creato scalpore su instagram, mi fanno venir voglia di un tuffo nell’oceano senza mai ritorno.
Fortunatamente però le giornate qui stanno passando decentemente, tra momenti di relax, giornate lavorative finalmente tranquille, qualche click qua e là per acquisti online –silosononpossofarneameno-, persone impazzite per Pokemon Go e appuntamenti fissi di cene fuori al giovedì sera.
Per questo oggi vi parlerò di due posti provati settimana scorsa e ieri, in cui premevo per andare da mesi e finalmente ce l’ho fatta!
Il primo è ITASHI “la cucina tradizionale italiana avvolta in quella giapponese.”
E’ così che loro stessi si definiscono e la particolarità di questo posto è di aver reinventato il famosissimo Temaki giapponese (il cono di riso avvolto nell’alga, per chi non è esperto) ricreando la copertura d’alga con un’impasto a base di farina di manitoba e farina di cereali e sostituendo il riso con materie di prima qualità italiana che variano da carne a pesce a verdure..insomma, una vera prelibatezza per il palato per chi, come me, non è amante della cucina nipponica. Il risultato finale, per darvi un’idea di base, è come mangiare una mini piadina farcita con le primizie italiane. E’ possibile scegliere gli itamaki singoli -si chiamano così proprio per richiamare il posto- oppure optare per dei menù di 5 coni già selezionati per voi dai ristoratori a base di carne o di pesce (per entrambi due crudi più due cotti), e uno  di parmigiana di melanzane.

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Noi abbiamo scelto il menù di carne che conteneva, nell’ordine :
Itamaki con salame, tartare di fassona, carpaccio, nduja e infine, parmigiana.
Io ho mangiato i cotti non essendo amante della carne cruda ma ho dovuto necessariamente assaggiare la tartare di fassona e posso garantirvi che era eccezionale.
Inoltre ci sono anche 4 scelte dessert non male e per gli amanti del cioccolato consiglio il Bueno, ripieno di cioccolato bianco e pezzi di kinder bueno..un’esplosione di grassi saturi ma una meraviglia per il palato. Dovrò sicuramente tornare per provare altri già adocchiati e soprattutto perchè spero di trovare  l’itamaki strudel che l’altra volta era finito.
Qui il link se volete dare un’occhiata alle loro proposte : http://www.itashi.it/ e se siete di Milano correte in via Muratori a provare questa meraviglia e a conoscere i proprietari del locale, gentilissimi e super disponibili ;)!

Ieri invece è stato il turno di Maido, conosciutissimo ristorantino street food giapponese in via Savona. Magari il nome non vi dice nulla ma per tutti quelli nati negli anni 80 come me basterà dare un solo indizio : Kiss me Licia. Ecco, non si tratta di Cristina D’Avena ma, avete presente Marrabbio, il papà di Licia, che continuava a spadellare tutto il giorno quelle cose simili all’omelette di cui Giuliano andava pazzo?
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In quest’angolo nipponico tra le vie della moda milanese lo potete scoprire! Si tratta degli Okonomiyaki, il più popolare piatto street-food di Osaka (un pò tipo i supplì a Roma, gli arancini in Sicilia e gli arrosticini in Abruzzo, per capirci) e non è altro che una frittella salata preparata su una piastra su cui vengono cucinate fettine di foglie di cavolo, farina e uova e a cui poi, a seconda dei gusti, vengono aggiunti ingredienti come carne, formaggio e gamberi.
Ma il menù di Maido, per fortuna degli stomaci problematici come il mio, non offre solo questo..anzi! Qui si possono assaggiare le più tipiche prelibatezze giapponesi che abbiamo visto in qualsiasi cartone animato variando dagli Onighiri -quei triangoloni a base di riso con alga annessa che sembrano l’acconciatura di lady gaga nella sua copertina di The Fame Monster- i più comuni Noodles, e una rivisitazione dell’hamburger in chiave giapponese con il riso al posto del pane e un ripieno a scelta fra pollo e manzo, ed essendo io una delle persone più curiose degli ultimi anni, ho dovuto necessariamente provare lui!

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Eccolo qui, in tutto il suo splendore. Particolare, buono ma leggermente attoppante per colpa di tutto quel riso. Anche stavolta non c’era il dolce che avevo scelto (ma che sfiga ho?) quindi sarò costretta a tornare anche qui e provare qualcos’altro.

Ne approfitto per condividere con voi anche uno scatto in cui indosso uno dei capi acquistati durante i saldi e anche se ve l’avevo già mostrato, ci tengo a farvi vedere come l’ho abbinato!

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Ovviamente si tratta della t-shirt a rete che ho portato a casa alla modica cifra di 8 euro durante quel sabato di follia e afa. L’ho abbinata con uno shorts argento (con dettagli laterali in rete) di Asos, un crop top di Bershka (giusto per non andare in giro propriamente nuda), e dei sandali di H&M datati ormai due anni ma sempre molto fighi con stringhe bianche. Che ne dite?

Ma soprattutto..vi ho fatto venire un pò di acquolina in bocca visto che siamo anche vicini all’ora di pranzo? 😉

Buon weekend a tutti!

Food clothes and sun

E per l’ennesimo lunedì di fila non sono riuscita ad alzarmi dal letto in orario e sono arrivata in ritardo in ufficio, quindi rassicuratemi col dirmi che non sono l’unica ad avere questo genere di problemi con la sveglia ma che è un problema che accomuna tutti specialmente nel giorno che segue il weekend (peccato che a me capita ogni giorno però).

E a proposito di weekend, come è andato il vostro?
Devo dire che il mio è stato uno dei migliori delle ultime settimane e soprattutto il tempo ha contribuito dando il meglio di sè con un sole e un caldo fuori da ogni temperatura a cui siamo abituati a Milano soprattutto a Febbraio. Ieri ad esempio sembrava di aver fatto un salto temporale in avanti di almeno un mese e di vivere la primavera inoltrata, non vi dico con che umore a mille e voglia d’estate mi sono svegliata ❤
So di avervi accennato che avrei provato un ristorante danese sabato sera, ma dopo aver chiesto consiglio ed essere stata insultata per il posto che avevo scelto ho cambiato totalmente genere scegliendo uno degli ultimi locali adocchiati in una puntata di “Quattro Ristoranti“, il programma condotto da Alessandro Borghese che trasmettono su Sky in cui si sceglie un tema della serata e per l’appunto 4 ristoranti si sfidano per contendersi il premio di vincitore. Nonostante non fosse stata sua la nomina, ho deciso comunque di provarlo dato che mi aveva colpito per vari aspetti e quindi questo sabato è stato il turno di “Capra e Cavoli”. Per chi si trova a Milano, è situato in zona Isola ma un pò nascosto rispetto agli altri locali che stanno spuntando come funghi nel nuovo quartiere di Garibaldi. Devo dire la verità, oltre a conoscere già parzialmente il menù avendolo visto in tv, l’ho sfogliato per bene venerdì per arrivare preparata sulle portate che avrei ordinato (si lo so lo faccio spesso ma almeno so già quanto spazio devo tenermi nel pancino durante il giorno :D) ed ero rimasta estasiata nel vedere quanta cura dedicano nella ricerca degli ingredienti ma soprattutto nell’impiattamento di questi stessi. Una delle cose che colpisce di più del ristorante è, innanzitutto, il locale stesso. (La foto è presa dal sito) Senza titolo-1Pieno di verde e arredato come una veranda di una qualsiasi località marittima, non offre molti coperti e ha quel giusto equilibrio tra silenzio e rumore che permette di parlarsi a toni medi senza il bisogno nè di urlare nè di bisbigliare (cosa che non posso sopportare).
Purtroppo ho fatto le foto solo ai primi piatti, non sono andata avanti un pò perchè scoraggiata dalla pessima luce che c’era all’interno del locale che non faceva risaltare al meglio le portate, un pò perchè era tutto troppo invitante e buono che non potevo perdere tempo a fotografare :D! I piatti comunque sono tornati in cucina praticamente puliti, dai primi ai dolci.

So che non sono il massimo, ma se questi scatti non riescono a convincervi a provarlo oppure al contrario vi incuriosiscono a tal punto da chiedervi cosa sono, vi invito ad andare sul sito www.capraecavolimilano.it e sfogliare il menù per vedere cosa offre e soprattutto per farvi venire l’acquolina in bocca.

Ma sorvoliamo per un attimo il discorso cibo (anche se con me è altamente impossibile) e passiamo alla fantastica sorpresa che ho avuto nell’andare ieri all’East Market, un mercatino che fanno una volta al mese in zona Lambrate dentro un enorme capannone che mischia vintage e contemporaneo il tutto contornato da mille banchetti di street food posizionati all’esterno. Non ero mai riuscita a organizzarmi per andare ma ieri me l’ero imposta a tutti i costi e quindi alla fine ce l’abbiamo fatta.
Sono un’amante di bancarelle di ogni tipo ormai dovreste averlo capito, ma senza ombra di dubbio questo è stato uno dei migliori in cui sono andata ultimamente. Affollato al punto giusto, una giusta organizzazione e soprattutto un’ottima varietà di prodotti al suo interno. Inutile dirvi che ho comprato qualcosa, ma come potevo lasciargli lì due paia di pantaloncini vintage a soli 10 euro l’uno, una stampa di vogue a soli 3 e un paio di occhiali da sole spaziali a 20 euro?
Una giornata bellissima, un sole pazzesco e delle occasioni irripetibili il tutto guarnito da un cono di olive ascolane e arrosticini da sgranocchiare camminando.

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Per la giornata ho scelto un look soprattutto comodo qualora avessi dovuto provare qualcosa (e meno male!) in cui ho abbinato perfettamente una t-shirt che è stato uno dei miei acquisti con i saldi da Zara (che amo da moriiiire).
C’è sia la versione con che senza pellicciotto che è uno dei regali ricevuti nel lontano Natale 2014 dal mio boy e che ogni volta non vedo l’ora di mettere ma faccio una fatica mondiale in questa città dal clima ballerino.

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Direi che mi sono dilungata abbastanza per oggi quindi vi saluto e torno a lavoro ma rimanete sintonizzati perchè grandi cose arriveranno nei prossimi giorni 🙂
E dato che siamo a lunedi ed è molto difficile per tutti…buon inizio di settimana!!