RAINY DAYS ARE GONE

Un Febbraio che sembra Marzo, un mese passato così, tra un lookbook, un evento e vari weekend di dormite.
Questo sentore di primavera con temperature estremamente estive mi sta proiettando in universi paralleli che non voglio lasciare mai nella mia vita. La metereopatia che mi appartiene mi sta facendo vivere tutto senza preoccupazioni, ansie, negatività.
Oddio in effetti un’ansia c’è..i 30 anni tra un mese sono una di quelle cose di cui non vorrei parlare e a cui vorrei pensare, ma preferisco per ora rimanere salda sui miei 29 e vivermeli al meglio per questi ultimi giorni.

Febbraio mi ha regalato finalmente, dopo anni di attesa, la seconda serie di Suburra -che inutile dire che ho terminato in due giorni-, dei progressi inaspettati che comportano dei lividi in più, un matrimonio di una persona speciale, una stanchezza notevole, un risotto da Cracco, una nuova vita.

Non so se devo aggiungere altro, quando si sta bene le parole non servono no?

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Jacket: LaDoubleJ
Shirt: Zara
Skirt: Untitled
Boots: Stradivarius

WELCOME FEBRUARY

Dopo un interminabile mese che chiaramente è durato molto di più di 31 giorni chiamato INCUBOGENNAIO siamo allo step 2 di 12 di quest’anno.
Non che io ami Febbraio ma devo dire che davvero non vedevo l’ora di finire quel mese infernale che odio con tutta me stessa, e soprattutto per la prima volta dopo tanto tempo finalmente Febbraio ha portato con se delle novità meravigliose di cui però non voglio parlare troppo.
Basti sapere che sono felice, contenta ma soprattutto molto stanca..ma questo era ovvio!

Ho finalmente trovato il cappotto nero che tanto cercavo da una vita e mezzo, ho fatto degli acquisti a dir poco top e pian piano sono sempre più soddisfatta dei miei progressi a pole.

Questo è solo l’inizio, what else?

“Muratore 2.0” – olio su tela

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Salopette: Bershka
T-shirt: Bershka

EAST MARKET – one year later

Manco fosse una regola, primo giorno di fashion week qui a Milano e il tempo fa cagare.
Sempre così, la città si ribella alla confusione che vede a capo designer, fotografi, blogger, modelle e quant’altro.
Io mi sono svegliata con un nervoso addosso che nessuno sa, ma soprattutto diciamo che ci ho messo anni ad aprire gli occhi  come praticamente ogni mattina -oltre ad avere lo stomaco in subbuglio-.

Vengo da un weekend passato quasi interamente con mio cugino che è venuto da Lisbona e non potevo non approfittare di questi giorni per trascorrere tantissimo tempo con lui e da una domenica all’East Market.
Vi avevo gia parlato all’incirca un anno fa di questo mercato fighissimo che fanno una volta al mese in zona Lambrate in un grande capannone in cui si mixano bancarelle di ogni tipo: vintage, moderne, oggettistica, abbigliamento e tanti banchetti di streetfood all’esterno. Mi ero ripromessa di tornarci ma per un motivo o per un altro non ero mai più riuscita se non fino a questa domenica, in cui ho approfittato della giornata semi-soleggiata per fare un giro. Ne sono uscita a mani vuote (ogni prezzo che chiedevo non andava sotto i 90 euro, non era propriamente la mia giornata) ma comunque contenta di esserci andata, almeno per passare una giornata diversa!

Vado un pò di fretta quindi lascerò parlare le mille foto che ho fatto e ne approfitto per mostrarvi uno dei miei ultimi acquisti, un felpone giga di Overview Studio, di un arancio particolarmente fluo, ma che amo soprattutto perchè infili lui e via, sei pronta!§
P.s. davanti a questi murales non ho saputo resistere!

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VALENTINE’S DAY

Ebbene si, sembrava impossibile eppure è di nuovo quel giorno dell’anno.
Il mondo è spaccato a metà: gli innamorati non si tollerano e i single sono più acidi degli yogurt scaduti, il web è intasato da frasi d’amore e le vetrine delle panetterie sono piene di biscotti a forma di cuore.
No, non è la fine del mondo. E’ semplicemente San Valentino.
Un martedi come tanti altri in cui stranamente il cielo di Milano ci regala qualche spiraglio di sole dopo settimane di grigiume con l’unica differenza che siamo circondati da rosari spuntano come funghi con rose avvolte in cellofan pieni di cuoricini e che cercano di rifilarti anche mentre tu, donna, cammini per strada da sola.

Ma partiamo dalle origini. Chi cacchio è San Valentino, questo maledetto, che da anni ci perseguita il 14 Febbraio costringendo poveri uomini a regalare necessariamente qualcosa alle proprie donzelle e le zitelle più incallite a incarognirsi verso il mondo intero?
Facendo una rapida ricerca sul web, sembrerebbe che questa tradizione risale a una sbrega d’anni fa.
“(..) nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.
In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo.
Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.”

Quindi in realtà sto poveraccio non ha mai fatto niente di male!
Gli è stato affibbiato sto ruolo infame di proteggere gli innamorati quando anche a lui in realtà gliene fregava ben poco e ogni anno gli tocca sorbirsi milioni di maledizioni e insulti.

I più romantici approfitteranno di questa giornata per regalare spropositati mazzi di fiori, cioccolatini, cene fuori e quant’altro alla propria Valentina, i single passeranno la giornata a lamentarsi e guardare le coppiette in giro incarogniti come non mai, e poi ci sono tutti gli altri, che l’amore se lo dimostrano ogni giorno con uno sguardo, una parola, un messaggio, una carezza.
Diffondete sempre l’amore, qualsiasi esso sia, e cerchiamo di addolcire questo mondo da tutte le cattiverie e atrocità di cui è pieno!

Io comunque nel dubbio, che siamo in montagna o al mare, ti amo ogni giorno ❤
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WELCOME FEBRUARY!

Ebbene si, Gennaio è finito e si è portato con se le belle giornate.
Febbraio è iniziato da tre giorni e :
– stamattina apro gli occhi e intravedo la notizia che Riccardo Tisci lascia Givenchy.
SORRY WHAT?
– l’allenamento di ieri mi ha ucciso la schiena e sono mezza sbilenca.
-non smette piu di fare un tempo indecente a base di pioggerellina fastidiossima, ondate di vento e veri e propri diluvi come quello di stamattina.
Inutile dire che queste condizioni climatiche non aiutano la mia sveglia mattutina e anzi, facilitano il mio sonno profondo sotto il piumone all day long soprattutto quando apri gli occhi, ti giri, e il tuo ragazzo è vicino a te che se la ronfa.
Ben mi sta per tutte le mattine che capita il contrario.

Oltre all’immensa voglia di dormire, mi trascino dietro -in maniera più che costante- quella di viaggiare. Sono abbastanza sicura che dipenda anche dal fatto che 364 giorni fa avevo i bagagli pronti per un’altra avventura a Londra e non ci posso credere che sia passato già un anno da quando ho messo piede di nuovo nella città dei miei sogni.
Una volta tanto però la fortuna è dalla mia parte e devo aspettare solo un altro mesetto all’incirca per poter finalmente cancellare dalla lista un’altra delle città che ho sempre voluto visitare, e cioè Amsterdam.
Vietato pensare che è una meta che bramo da tanto solo per i coffee shop!
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Anzi, più consigli avete su posti da visitare, ristoranti, bar, negozi e quant’altro più li accolgo a braccia aperte!

Ma mentre mi preparo ad affrontare questo venerdi che abbraccia un weekend pieno di ricordi e qualche spiraglio di luce che entra dalle finestre del mio ufficio, vi lascio con degli scatti di una giornata particolarmente soleggiata, un paio di weekend fa, in cui mi stavo cagando sotto dal freddo ma sfoggiavo alcuni acquisti nuovi, qualche furto e un look che è indubbiamente mio al 100%.

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Total look Zara tranne la t-shirt rubata al mio amorevole boyfriend, quando aveva l’indole metallara da Gods Of Metal 😀

Gold is the new black

Finalmente è tornato a splendere il sole alto in cielo e fortunatamente anche dentro di me.
Sono finalmente riuscita a lasciarmi alle spalle le spiacevolezze che mi stavo portando avanti da un pò e con mia grande sorpresa mi sono accorta che negli ultimi anni ho avuto una crescita degna di nota e mi sono trasformata in una donna con la D maiuscola accantonando il mio fare da pischella orgogliosa e cagacazzi che mi ha sempre reso odiosa sia ai miei occhi sia a quelli delle persone che si devono rapportare con me. E’ pur vero che sono in quella fase del mese e quindi ho dei momenti di sclero totale ma il succo della questione è che sono davvero contenta di quello che sono ora, e un grazie speciale va a tutti quelli che hanno contribuito a questo cambiamento ma detto questo, non vi svelerò di più.

Parliamo invece del fatto che oggi sia giovedì, la settimana lavorativa è agli sgoccioli e così anche Febbraio, che si avvicina il mio compleanno (quest’anno sono 27 ci rendiamo conto? manca più di un mese e sono già sciagurata), Pasqua e altre mille cose di cui esser contenti. E’ proprio vero che se affronti le cose in maniera positiva poi tutto sembra più bello, persino affacciarsi alla realtà dei fatti e realizzare che non ho un giorno di ferie manco a pagarlo, che anche se ieri mi hanno annunciato la notizia di un aumento in realtà i soldi in più non sono poi così tanti e che il Fittea non sta facendo l’effetto desiderato e sono gonfia come una mongolfiera (e continuo a dare la colpa a quella fase del mese quando forse in fondo il problema di base e vero è la quantità di carboidrati e patatine ingeriti).
Non vedo l’ora di andare al mare e respirare la salsedine, ma prima di arrivare al fatidico giugno (4 mesi, solo 4) c’è il fantastico ponte del 25 aprile in cui alla fine è stata presa la decisione seguita da prenotazione per un fantastico weekend alla scoperta di Siena (: Ebbene si, tra un’indecisione e un’altra alla fine ha vinto lei. L’ultima volta che sono andata avrò avuto 12 anni quindi mi ricordo bene poco e sono sincera, non vedo l’ora di tornarci!

Maa…veniamo ad oggi! Con queste belle temperature fuori mi è venuta voglia di sfoggiare alcuni dei miei nuovi acquisti e altri che erano stati abbandonati nel dimenticatoio -mannaggiammè e a quante scarpe ho-.
Ecco quindi di seguito alcuni scatti fatti prima, sempre vicino al mio ufficio (che abbiamo notato essere circondato da grandi location per shooting streetstyle) in cui potrete ammirare :
Lo zainetto di LoveMoschino , regalo di Natale dei miei che già vi avevo mostrato un mesetto fa
– Il mio nuovo e stupendo acquisto fatto a Londra (che avrete notato se avete sfogliato la gallery di foto che avevo postato) che desideravo da secoli e super di tendenza..il maxi-coat beige! Inutile dirvi quanto l’ho cercato e quanto mi stavo arrendendo al fatto di non trovarlo e posticipare questa ricerca infinita all’inverno prossimo ma il tutto senza prendere in considerazione il soggiorno britannico che ovviamente ha portato i suoi ottimi risultati e il tutto alla modica cifra di sole 30£.
– Uno dei vecchi regali di natale del mio boy, tanto volute (stranamente) e poco indossate (ancora più strano!). Posso giustificarmi solo dicendo che creano delle vesciche che non avete idea, ed è questo che mi frena dall’indossarle più frequentemente..ma ammiratele in tutto il suo splendore, le mie doc Martens Gold (che si intonano perfettamente agli accessori indossati oggi e soprattutto alla banda oro dello zaino)
– Infine, ma solo in ordine di arrivo nel mio armadio, la Cross T-shirt brandizzata Pikettindie. Uno dei miei ultimi ordini effettuati online (onestamente ho aspettato che gli sconti arrivassero più alti che mai e direi che non potevo aspirare a nulla di più del 60%) e arrivato in casa martedi. Chiaramente non ho preso solo lei, quindi con calma vi mostrerò anche la sorella che ho acquistato insieme 🙂
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Io sono moooolto soddisfatta del mio look di oggi e soprattutto di queste fantastiche foto (grande Diana!) ma la vera domanda è, perchè guardo sempre per terra? Sarò mica convinta di trovare soldi?

Raw Kitchen: Thumbs up or down?

Non starò qui a dilungarmi con grandi discorsi su San valentino e che bel weekend d’amore ho passato perchè non è assolutamente il mio caso dato che quando si sommano gli addendi pioggia più rancori accumulati durante la settimana il risultato non può che essere una vera esplosione di merda la domenica.

Ma comunque, tralasciamo gli stati d’animo non proprio rosa e fiori e parliamo del vero amore, quello che non finirà mai, quello per il cibo.
Come vi ho già detto più e più volte (e come si è capito da quello che scrivo) anche se il mio stomaco non mi permette di sbilanciarmi più di tanto a livello gastronomico, rimango comunque molto curiosa di provare cucine di ogni tipo e per fortuna in questi anni l’evoluzione è notevole e le novità non mancano assolutamente.
Motivo per il quale sabato, dopo aver passato mesi e mesi a ripetere a me stessa “lo devo provare” ho prenotato da Mantra, ristorante crudista che si trova -per chi è a Milano- in via Panfilo Castaldi (zona Porta Venezia) .
Dopo essermi concessa una giornata totalmente dedicata a me stessa con manicure, shopping e pranzi light a base di yogurtone con frutti di bosco ed esser tornata a casa a montare il nuovo mobile con i bancali finalmente pronto (troppo topico, vi mostrerò la foto), ci siamo preparati e siamo andati ad affrontare la cucina Raw.
Entriamo in questo locale super accogliente dall’aspetto minimal con notevoli impronte 60s. (Presente le sedie di plastica colorate che trovate nelle case delle nonne? Loro!)
Un grande spazio con bancone, cucina semi a vista, cassa e grandi recipienti contenenti spezie ed erbe di ogni tipo -che volendo si possono anche acquistare- fanno da ingresso e separano la sala dove far accomodare i commensali da un mini corridoio. Pochi coperti, pochi tavoli da due e molte coppie erano costrette a condividere un 4 posti ma non è stato il nostro caso dato che la parte destra del nostro tavolo era libera. Il servizio (nonostante fossimo appunto in pochissimi) ha lasciato un pò a desiderare per la lentezza e lo sbatti multiplo del cameriere che ci ha portato le liste dopo un quarto d’ora dall’averci fatto accomodare.
Avevo già consultato il menù online quindi sono partita abbastanza decisa con il mio ordine ma la vera sorpresa c’è stata dopo aver scelto il cocktail. Non sono solita accompagnare un pasto con un drink ma dopo aver letto lui non potevo assolutamente non provarlo!
Di seguito le nostre scelte :

ME : Spaghetti di alghe kelp cacio e pepe, olio alle erbe feat. MELOGRAWNO
(Sake, melograno, mandarino, succo d’agave)IMG_6299Giuro che non era solo bello, ma anche molto buono e stranamente abbondante (so che visto così sembrano due forchettate ma giuro che c’era molto di più). Chiaramente niente di paragonabile alla vera cacio e pepe –figuratevi una romana doc cosa può dire a riguardo– ma davvero molto gustosa e soprattutto leggera. (E poi era la prima volta che mangiavo i fiori eduli!)
La decisione del dolce invece è stata un pò costretta dal momento in cui ne erano rimasti pochi..ovviamente avevo anticipato il tutto e già scelto anche questo dal menù, e cosa se non Cheesecake lampone, base all’essenza di rosa e sale dell’Himalaya ? Peccato che, per l’appunto, fosse terminata insieme a molti altri dessert ed ecco che la scelta finale è stata quindi :
Cheesecake al lime, crumble di zenzero, gel al lime, spuma speziata
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Si, lo ammetto, mi ero dimenticata di far la foto e ho addentato la terza fetta mancante ma ho rimediato non appena me ne sono accorta.

HIM: Spaghetti di alghe kelp al curry verde con julienne di verdure, croccante di anacardi, olio al peperoncino feat. BLUEBERRY MOJITO
(Sake, mirtilli, menta fresca, succo d’agave)IMG_6297Ora, so già cosa state pensando. Si vabbè, belli i piatti ma sarà tutto insapore e farà cagare..e invece no!  L’avevo già detto nel post sul flower burger e lo ribadisco qui : ognuno è libero di fare ciò che vuole, avere il suo pensiero e non condividere quello degli altri MA una cosa è certa, bisogna SEMPRE provare prima di dire “si, no, mi piace, non mi piace”.
Una nota sicuramente negativa? Il caffè. Una vera e propria agonia berlo.

Spero di avervi fatto venire un pò di curiosità e languore, ditemi cosa ne pensate e se siete di Milano fatecelo un saltino va! (Valutate anche l’alternativa pranzo dato che presenta un menù differente!) 
Di seguito per chi fosse interessato, il link: http://www.mantrarawvegan.com/

And, next step : Ristorante Danese!
Stay tuned!

Have a break, have a tea

Aspetti per mesi con impazienza che arrivi il fatidico momento di partire per tornare finalmente nella città dei tuoi sogni, 2 giorni ti volano like no tomorrow e in quattro e quattrotto ti ritrovi che di giorni ne sono già passati 6 e ti porti dietro ancora i postumi del freddo preso durante il soggiorno inglese finendo pacchetti di fazzoletti senza pietà.
So di non avervi raccontato molto, ma in questo caso le immagini parlano veramente da sole. Tutti conosciamo Londra e sappiamo quant’è grande la sua bellezza, quanto il suo forte non sia il clima e a quante cose belle da comprare ci sono in giro quindi non starò qui a raccontarvi come ho trascorso le giornate impazzendo contro le bufere di vento che n’altro pò me se portavano via, a quante foto fantastiche avrei fatto se solo avessi avuto una macchina professionale e non un iphone e soprattutto a quante cose avrei comprato se solo avessi avuto abbastanza fondi. Tutto sommato però ho fatto lo shopping necessario di cose che non avrei mai trovato in Italia e mangiato la giusta quantità di schifezze tipiche delle maggiori catene europee di cui purtroppo non possiamo usufruire a Milano per cui grandi colazioni/merende da Starbucks e grandi paste da Wok to Walk, senza tralasciare ovviamente un delicatissimo piatto di fish & chips.

Non vi dico quindi come, in soli due giorni, ho potuto sputtanare i miei buoni propositi stilati a inizio anno sull’alimentazione salutare, la perdita di peso, la forma fisica e quant’altro ma quando ti trovi fuori casa nel bene o nel male rischi sempre di incombere in questo pericolo quindi..amen. Poi con tutto quello che ho camminato direi di non stare nemmeno qui a pentirmente più di tanto ma da oggi si ricomincia con tutti i miei corsi quindi non solo stasera rinnoverò il mio trimestre di yoga, ma domani mi impegnerò al massimo per smaltire almeno una caloria dei muffin ingurgitati senza ritegno tra sabato e domenica. Nel frattempo però, per ricominciare con un minimo di leggerezza questa settimana, ho iniziato il programma Detox di Fitttea.IMG_8378_1Ho effettuato l’ordine su internet a inizio mese incoraggiata dai vari feedback positivi visti online e mi sono detta..tanto cos’ho da perdere? Al massimo se non funziona ho bevuto un thè al giorno per 28 gg e la cosa peggiore che può farmi è fare più pipì del dovuto!
E così, nonostante io non sia per nulla un’amante di infusi etc se non quando mi servono da scaldotto o quando il mio stomaco non consente di ingerire altro, da martedi mi concedo come merenda di metà mattinata in ufficio una buona tazza di thè accompagnata da un cracker, un biscotto, della frutta secca o quello che trovo..e per di più il sapore è ottimo e lo bevo davvero volentieri.
Come dicevo appunto, il tutto dura 28 giorni quindi vi farò sapere se funzionerà o meno!

Prometto che nei prossimi post vi mostrerò qualcuno dei miei acquisti britannici e soprattutto dei miei ordini online, sia quelli arrivati sia quelli che sto aspettando so..stay tuned 😉

Windy/freezy/grey but always amazing

MAINAGIOIA.
Un’emicrania paurosa che stava per compromettere la partenza, un arrivo nella capitale inglese dettato da un vento che stava per portare via me, mamma e i bagagli, un albergo a dir poco terrificante da cui siamo dovute scappare la mattina dopo, la pioggerellina tipica che non ti abbandona mai, incidenti veri in oxford circus, il cambio della guardia nel bel mezzo della passeggiata verso buckingham palace, le vesciche ai piedi dopo nemmeno due ore di camminata tra piccadilly e trafalgar, i crampi ai polpacci e un freddo patito poche volte nella vita, le spalle distrutte dalle borse e la oyster card che improvvisamente ti abbandona, Londra cantiere aperto che nemmeno Milano sotto Expo.

Due giorni lunghi, difficili, gelati e intensi ma Londra, ti amo esattamente come il primo giorno in cui ti ho vista.