FONDAZIONE PRADA

Ok, fortunatamente siamo arrivati a giovedì e fortunatamente rispetto a questa mattina guardando fuori dalla finestra vedo dei raggi di sole niente male che però mi fanno comunque tirar giù un paio di santi visto che ho intelligentemente lasciato gli occhiali da sole a casa dato che questa mattina guardando fuori nella migliore delle ipotesi pensavo a un probabile disastro imminente.
Spero vivamente di non essere l’unica al mondo a terrorizzarsi per lampi e tuoni ma per questo ieri sera ho passato una delle peggiori nottate ever continuamente accecata da bagliori che continuavano a intravedersi dalle tende. E ora, quando meno te l’aspetti, esce fuori il sole. Continuo a non capire il motivo di questa continua ribellione del cielo e di conseguenza continuo ad avere l’umore altalenante causa instabilità climatica e mi chiedo come arriveremo ad Agosto se un giorno piove e l’altro pure e grazie al tempo mestruato non posso nemmeno partire il weekend e concedermi un pò di mare, abbronzature, aperitivi al tramonto e quant’altro.

Comuunque, tralasciando questa premessa -che si lo so è ripetitiva e mi lamento sempre del tempo e di questa città- siamo a un passo dal weekend e io non ho la più pallida idea di quello che andrò a fare, quindi vi parlerò di quello passato, trascorso molto velocemente tra soggiorni in albergo, rientri e scoperte in città.
Abbiamo infatti consumato la mattinata di sabato insieme agli altri testimoni e agli sposi in un bellissimo hotel vicino Bergamo, location del matrimonio, a tentare di riprenderci dopo la giornata super impegnativa di venerdì spiaggiati sui lettini della piscina al coperto che l’albergo gentilmente offriva per tutti quegli sfigati come noi che non hanno potuto usufruire di quella esterna causa tempesta.
Domenica invece, grazie alla giornata soleggiata che Milano ci ha gentilmente concesso e dato anche la nostra parziale ripresa dai giorni prima, dopo un anno e qualcosa mi sono finalmente decisa ad avventurarmi alla scoperta della Fondazione Prada.
Premetto che avevo altissime aspettative e quindi forse è anche per questo che sono rimasta un pò delusa dalle esposizioni attualmente in corso (Molto interessante la parte della mostra dedicata a Thomas Demand, un pò meno le altre..) ma devo dire che per quanto riguarda invece la struttura è stato fatto veramente un lavoro ad hoc, soprattutto nella realizzazione del Bar Luce che dopo aver visto e rivisto su Instagram e tutti i social ho finalmente avuto l’occasione di visitare.
Probabilmente ve lo consiglio con qualche altra mostra in corso, ma vale veramente la pena di andare, anche solo per bere uno Spritz in un’atmosfera vintage.

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Occhiatacce al bambino Corn Flakesolio su tela.
Jacket: Vintage Levi’s. La storia di questa giacca jeans è lunga e risale ad anni fa ma ve la voglio comunque raccontare. Apparteneva a mio fratello quando era un adolescente quindi si tratta all’incirca della metà anni 90..l’ho sempre vista appesa nell’armadio e un bell’anno, 2010 circa, quando le giacche jeans erano lontano anni luce e tutti mi guardavano come se fossi una sfigata, ho deciso di darla in mano alla sarta e farla modificare secondo le mie direttive. L’ho fatta quindi accorciare a mo di bomber, ho fatto inserire delle spalline et voilà, come nuova! Ultimamente poi ho attaccato anche delle toppe comprate da Bershka per darle quel tocco in più e così mi piace ancora di più, se possibile! Anche se uno dei veri motivi per cui io AMO questa giacca è perchè è unica e solo mia 😀
Shirt: Sheabbigliamento
Trousers: Primark
Shoes: H&M
Necklace: Cheap Monday

Rising Up

Lo so sono diventata una latitante, da che son sempre qui a che non ci sono mai.

E’ stata una settimana di riscoperte e novità, di risalite e -speriamo- mai più discese, di influenze che speriamo di troncare sul nascere, di esperimenti culinari, di foto, di sole, di sorrisi e carezze, di primavera VERA, di biciclettate e litigi coi passanti, di stress causati dall’Inail (ma ora basta, li sfanculo e via), di mercatini sui navigli, di gelati, di maniche corte e tatuaggi in bella vista, di shopping online, di progetti futuri, di voglia di mare, di fiori, di risate -finalmente-, di risvegli positivi, d’amore.

E’ lunedi mattina e nonostante questo invece di aprire gli occhi col broncio e i nervi a fior di pelle mi sono svegliata piena di buoni propositi e di gioia. Si che non respiro e ho la gola in fiamme, si che questi 27 anni mi stanno portando sciagure su sciagure e si che ho già consumato un pacchetto di fazzoletti, ma siamo a metà Aprile e i colori da cui siamo circondati non fanno altro che aiutarmi ad affrontare le giornate con uno spirito in più.
Inoltre questa è la settimana del fuorisalone a Milano, la città sarà ricca di eventi, feste da ogni dove e serate spaziali ma posso affermare con certezza che non parteciperò a nessuna di queste e che è uno dei periodi che odio di più insieme alle fashion week. La storia è sempre la stessa, la città è piena di persone invasate che sfoggiano look improbabili in giro per Milano, mille foto agli eventi con prosecchi e spritz e djset anche nei cessi di casa vostra. Fortuna che questo weekend, proprio quando ci sarà il pienone di party all night long, non sarò qui ma in un’altra città incantevole.

Comunque, per chi volesse, domani sera c’è un’esposizione di Wallpaper Store, uno dei marchi che tratta la mia azienda, in via San Gregorio.
Invece se bazzicate più la zona Navigli, trovate sempre per WallpaperStore un allestimento che durerà fino al 16 Aprile nei nostri HeadQuarter in piazza Arcole 4.

Vi lascio con degli scatti fatti questo weekend around the city e prometto che proverò ad essere un pochino più sul pezzo questa settimana!

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Up :
Il mio look scelto ieri per una bella passeggiata al mercato dei fiori sui navigli.
Finalmente gambe di fuori, la mia amata t-shirt Cheap Monday che vi avevo già mostrato feat gonna ecopelle a ruota, giacca jeans Levi’s Vintage e un tocco di rosa dato dalla mini bag che mi ha regalato il mio papino.
Down:
Che ce frega a noi di essere giudicati se andiamo in giro con le scarpe uguali, anzi!

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Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere. Provaci per una volta“. (Mordecai Richler)

Is it almost Easter?

Affronto questo venerdì che precede pasqua con un clima di serenità assoluta a lavoro (quant’è bello essere in pochi e tenere la musica a tutto volume?) , il mio fittea che emana il suo odore speziato sotto il mio naso e in bocca il sapore della pastiera di mamma (giuro ho mangiato un pezzetto piccolissimo! il grande l’ho spazzolato ieri sera :D) e la consapevolezza che tra un’ora e mezza me ne vado e affronto un bel pomeriggio pre allenamento a passeggiare con i miei alla ricerca di uova di Pasqua e a ritirare la mia bici!
Si si avete letto bene, finalmente ho una bici anche io! Sembra impossibile eppure è giunto anche questo momento, misà che i prossimi 27 anni mi stanno facendo davvero male!
Un big thank you a chi ha permesso questo miracolo ❤

Comunque, siete pronti a rimpinzarvi lo stomaco di prelibatezze pasquali, cioccolato, pastiere -per l’appunto-, colombe e chi più ne ha più ne metta?
Io ho iniziato già da domenica con la colomba che per me è una droga quasi quanto il panettone, le frappe e quant’altro. Sono diventata da un paio d’anni una golosona infinita di dolci e questo non può che peggiorare la mia situazione pre-estate ma non è colpa mia se devo necessariamente approfittare dei periodi dell’anno in cui trovo quel determinato ammasso di zuccheri e grassi saturi di cui ogni festa (o regione – vedi sicilia e cannoli e granite e brioches col gelato) è piena!
Non so se io e la mia pancia siamo psicologicamente pronti ad affrontare questa situazione ma ci proveremo uscendone vincitori -o almeno spero- e dato che sto gia iniziando a sentirmi in colpa per la quantità di kilocalorie che andrò ad assumere nei prossimi giorni, stasera non mi lamenterò per niente del culo che mi faranno fare all’allenamento, promise.

Mentre qui si fantastica programmando una grande gita tra colleghi al concerto di Sean Paul a Giugno, vi lascio con delle foto scattate l’altro dì in pausa pranzo sempre vicino l’ufficio, tra navigli e mercato metropolitano, mostrandovi uno degli acquisti fatti a Londra ovvero una t-shirt over Cheap Monday che ho pagato la bellezza di 10 sterline.
Sono davvero fortunata ad essere circondata di posti fighissimi dove scattare sia nei dintorni di casa sia del lavoro senza dovermi allontanare e arrivare chissà dove e sono davvero fortunata ad avere colleghe fotografe che mi colgono nel mio lato migliore :D!

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L’ho abbinata con dei leggins di ecopelle e gli stivaletti argento che vi avevo mostrato in uno dei miei primi post e un bel maglione peloso rosa di h&m.
Sto facendo una scorta di maglie over da indossare con i leggins o jeans skinny che non avete idea, ma sono il miglior compromesso quando o non hai voglia di pensare a cosa mettere oppure vuoi mettere in risalto proprio quel capo d’abbigliamento!
Secondo me un abbinamento super versatile, comodo e perchè no, fighissimo anche con gli shorts sotto d’estate che fa effetto super nude!

Ci risentiamo prossima settimana e intanto vi auguro una Buona Pasqua!!

Sunny/Coldy/Grungy Thursday

Il tempo scorre veloce, le giornate sono dominate da un sole spaziale ma il freddo mi sta devastando qualsiasi arto io possegga, mancano due settimane alla mia partenza per Londra e strano ma vero lì le temperature sono molto più alte che qui.
Tendenzialmente non c’è nulla che non va se non il fatto che ho capito stamattina di aver terminato le mie capacità intellettive settimanali flashando dalla telecamera dello studio una persona con annessa valigia davanti al cancello mentre era solamente una pianta dentro un vaso molto grande (che per di più è sempre stata lì da due anni che lavoro qua) e che ho appena fatto una figuraccia urlando “alla faccia del cazzo” che ha rimbombato per tutto l’ufficio con annessa presenza di clienti.

In questi giorni la mia mente è in viaggio verso l’estate, prossimi viaggi e spiaggie accaldate mentre invece devo affrontare la realtà ovvero contare quanti mesi mi separano dalla prima tintarella. Ad aiutarmi in questo sono le continue mail che ricevo da Italo e Easyjet che mi invitano a esplorare luoghi ad offerte vantaggiosissime (a detta loro) che poi si rivelano un buco nell’acqua enorme perchè tanto a meno di 200 euro non ci si muove e quindi mi faccio andare bene anche Milano. Sono talmente col pepe al culo, come si direbbe a Roma, e desiderosa di partenze che perfino la decisione di dove andare domenica si sta rivelando più difficile del solito tant’è che ieri ho gentilmente lasciato la scelta al mio ragazzo che mi farà una sorpresa mettendomi in macchina e portandomi lui somewhere. Siamo vicini al weekend, quasi alla fine di uno dei mesi che odio di più al mondo e si avvicinano i giorni della merla (sicuri che non volessero chiamarli in un altro modo?) che in linea di massima dovrebbero essere le giornate più fredde dell’anno -io non posso immaginare come possa esserci più freddo di questo che già c’è fuori- e la mia volontà di arrivare all’estate senza dover affrontare mesi di digiuno prima del bikini si sta pian piano avverando! Non che io mi senti ancora fisicamente apposto, ma mi sto aiutando con una corretta alimentazione (si, tralasciamo l’hamburger di ieri), esercizio fisico a manetta (questa e la prossima settimana addirittura doppia lezione di yoga) e soprattutto alcool ridotto ai minimi storici. Già da quando non bevo più come una volta mi sento 1000 volte meglio ma sto cercando di usufruirne solo quando ho quel desiderio di qualcosa di particolare o di birra, di cui purtroppo non riesco proprio a farne a meno. In più è arrivato finalmente a casa il mio pacchetto “weight loss” che inizierò dalla prossima settimana e di cui vi parlerò sicuramente.

Vi lascio ad alcuni scatti fatti prima durante una pausa sigaretta con indosso una giacca di una ragazza che lavora con me di cui mi sono innamorata dal primo giorno in cui gliel’ho vista e che esigo di trovare uguale nel mio soggiorno britannico. Si tratta di un capospalla vintage in suede con uno degli elementi più di tendenza dell’anno cioè le frange, di cui è ricoperto -non vi dico quanto adoro quelle che pendono dalle maniche-.

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Jacket: Unsigned but vintage
Denim: Cheap Monday
Hat & Neckalce: H&M
Shoes: My beloved Doc. Martens platform (cche pesano 100 kg a piede)
E finalmente ho trovato l’anello con la mia iniziale in corsivo su sfondo nero che tanto cercavo!

Si ringraziano per gli scatti Isil e lo special guest Pinocchio!

Shopping Troubles

Vi capita mai di comprare tantissime cose e poi sentirvi in colpa? Di solito a me MAI, ma oggi analizzando le volte in cui il mio conto è stato prosciugato, misà che un sentore di rimorso ce l’ho.
Come vi avevo anticipato -e soprattutto come sa tutto il mondo visto quanta pubblicità è stata fatta attorno a quest’evento- oggi c’è stato il lancio della collaborazione Balmain per H&M. Normalmente non me ne frega davvero nulla di queste partnership ma quando a Luglio avevo appreso la notizia sono davvero impazzita! Non è un caso infatti che sia stato fatto tutto questo marketing attorno a Oliver Rousteing e la sua Balmanation, ma poche volte al mondo capita una collaborazione così. La scelta di uno dei brand più influenti nel sistema fashion infatti è stata un’ottima strategia per attirare ancora più acquirenti del solito che hanno fatto file kilometriche e notturne.
Ora, tranquillizzatevi perchè non sono stata una di quelle folli invasate in coda sotto la madunina dalle 2 di notte…MA.
Si, c’è un ma. La novità di quest’anno è che si poteva acquistare la collezione anche online! Appena l’ho scoperto ho pensato : vabbè, ho svoltato..stupidi voi che passate ore in fila al freddo. Questa mattina tutto sembrava andare nel verso giusto, fuori c’era il sole e io ero pronta a sintonizzarmi sul sito e aggiungere ogni cosa nel carrello, valutare ciò che mi piaceva di più ed effettuare l’acquisto più desiderato degli ultimi mesi. E INVECE.
Metto piede in ufficio, levo il cappotto e nel mentre accendo la mezza carretta che ho come computer, apro chrome, digito http://www.h&m.com e..tadadadà!
Mi si apre una schermata che avrebbe destabilizzato l’umore di chiunque :

“A causa dell’altissimo interesse nelle nostre ultime collezioni, la tua richiesta è stata messa in coda. Stiamo lavorando per darti l’accesso al più presto possibile. Prova di nuovo!”

Forse scherzi, ho pensato.
Non scherzava manco per il cazzo! Non credo di aver mai cliccato così tante volte refresh su un sito fino a che, con l’umore sottoterra e senza più speranze stavo per abbandonare. Ebbene si. Io, che millanto di avere più determinazione di chiunque altro, stavo per premere quella X in alto a destra fino a quando nel momento in cui meno me l’aspettavo, tra un “FRAAAA” e un altro in studio, si apre di fronte a me la listing page dei prodotti e un messaggio che mi invitava a muovermi nell’acquisto perchè nonostante i pezzi scelti fossero nel carrello non era sufficiente a sperare che fossero già miei. Ecco, ho passato i 15 minuti più stressanti della mia vita, forse paragonabili solo alla sala da parto quando non sei abbastanza dilatata per sfornare un pargolo ma ti si sono rotte le acque da tre ore e non vogliono farti l’epidurale.
Ogni volta che provavo a completare l’acquisto della mia selezione uno dei prodotti scelti non era più disponibile. Il tutto per S E I V O L T E.
Era un continuo :
Seleziona il prodotto, clicca sopra, acquista, taglia s.
Non è stato possibile aggiungere questo prodotto al tuo carrello.
FUCK OFF!
Ma alla fine ce la faccio, porto a termine il mio acquisto, svuoto il mio carrello contenente due prodotti. Sudati, amati, voluti e soprattutto contornati di bestemmie.
Uno di loro è qui, bramato dal primo momento in cui l’ho visto. (Non ve lo dirò finchè non mi arriva a casa! Nel frattempo cercate di indovinare 😉 )

Vabbè, ma tutto questo che c’entra con l’inizio del post? Dov’è il rimorso, chiederete voi. Il rimorso c’è dal momento in cui dopo aver superato di 20 euro il budget prestabilito ed essermi imposta di non sganciare più nemmeno un cent nei giorni, se non mesi a venire -almeno per vestiti- ho passato una pausa pranzo chiusa in una svendita di vari brand tra cui Cheap Monday.
“Vi accompagno ma non compro niente”, dico ai miei colleghi..e fu così alla fine ne uscii con un sacchettino anche io. Nulla paragonato a quanto speso questa mattina ma sufficiente per farmi dire “Forse oggi ho esagerato”.

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Ecco i miei acquisti, che ne dite ne è valsa la pena?
La foto l’abbiamo realizzata nello studio dove lavoro e lo styling è direttamente by Isil ❤ (su instagram la trovate come @isilgun)