DISCOVERING ITALY : TRENTO

Praticamente è metà gennaio e non sono ben sicura di quello che stia succedendo intorno a me, ma il 2019 è iniziato da quattordici giorni e sono già successe parecchie cose. La prima, fondamentale, quella che aspetto tutto l’anno. I saldi. 
Ebbene, il primo giorno mi sono avventurata ad Arese come una vera pazzerella per lo shopping e inutile dire che cercavo tre cose, ne ho trovata una ma ne ho comprate altre cento. Non è colpa mia se c’erano degli sconti degni di esser chiamati tali!

Quindi tra pantaloni, salopette, stivali, t-shirt di ogni colore e stampa, mutande e tanto altro ancora sono sopravvissuta a questo primo giorno di saldi (che comunque fa rima con soldi eh) uscendone con sacchetti, sacchettini e sacchettoni e vi mostrerò tutto nei post a venire.

Il weekend scorso invece i miei dindi sono stati spesi per un weekend fuori porta, quelli che piacciono tanto a me, nel ridente Trentino.
Ora, diciamo che sarebbe dovuto andare diversamente e che la meta del nostro viaggio era ben definita nella nostra testa ma un pò meno nella realtà dato che la strada che porta al lago di Tovel è chiusa da ottobre ad aprile e noi siamo rimasti come i babbi.
Vabbè, non lo potevate sapere, non era scritto da nessuna parte.” E invece no! Era scritto dappertutto e io ho prenotato ad Ottobre, devo dire che il tempo di informarsi c’era eccome ma si sa, a noi ce piace fa le cose a caso.

Detto questo quindi, abbiamo ripiegato la giornata di sabato su Trento, e tutto sommato non è stato un dispiacere. Avevo già avuto modo di vedere Bolzano, Bressanone e paesini vari del Trentino senza mai però esser riuscita a passare da Trento e così abbiamo cercato di mettere una pezza alla nostra incompetenza visitando una città che ci mancava. E’ più piccola di Bolzano -si visita in un’ora stando larghi- ma ha quell’aria tutta speciale da paese di montagna che comunque ti lascia un qualcosa dentro che non sai esprimere.
E se ci abbiamo messo un’ora a girarla, cos’avremo fatto nelle restanti della giornata?
Ebbene si, siamo andati a fare shopping di cibo e ovviamente se semo sfonnati.

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DISCOVERING ITALY: TOSCANA pt2

Si sa ormai che io sono una travel victim, e si sa anche che pecunia permettendo prenoto treni, voli e alberghi con la stessa rapidità con cui mangio patatine dal sacchetto -e fidatevi, per me è meglio non aprirle-.
Non ci sono mete che preferisco rispetto ad altre, l’importante per me è andar via da Milano, passare un weekend diverso, scoprire, fotografare, vedere e mangiare cose nuove. E quando si tratta di mangiar bene, mi spiace ma io sono molto-fin-troppo patriottica. Esiste qualche paese migliore dell’ Italia per riempire la panza? (Ni dai)

Esiste poi paese migliore dell’Italia per affrontare delle gite fuori porta in un autunno che promette ancora climi semi estivi e ti permette di girare senza collant, senza maglioni che impacciano i movimenti, bensì con giacca di jeans, occhiali da sole e macchina fotografica al collo? Si, ovvio che si, ma devo spezzare una lancia a favore della nostra penisola. C’è da dire che tra le mille cose che non funzionano almeno di una dobbiamo vantarci, vantiamo milioni di posti incantevoli da visitare e ogni volta è sempre una sorpresa.
E’ pur vero che mi mancano ancora tantissimi posti da vedere ma ho sempre una certezza e si chiama Toscana.
Ammetto di aver visto gran parte di questa magnifica regione ma non mi stufo mai di tornarci per scoprire posti nuovi e così, dopo la zona della Lunigiana, Versilia, Firenze, Siena e dintorni, questo weekend è stata la volta di Lucca, Pisa, Barga e Colonnata.

Lo ammetto, prima mi sono fatta portare al mare. Raga non è colpa mia non lo vedevo da fine agosto, averlo a due minuti e non poterci andare mi stava facendo andare fuori di testa allora il mio amore mi ha gentilmente concesso questa mezz’ora in spiaggia, all’ora del tramonto per di più! -La mia felicità è ben visibile/Nell’ultima foto lui stava rischiando l’osso sacro-

Sognavo di andare a Pisa per vedere Piazza dei Miracoli più o meno dal secondo liceo quando l’ho studiata e all’alba dei 30 anni ce l’ho fatta, ovviamente non ricordando più nemmeno mezza nozione appresa ma ciò non toglie che mi ha lasciata comunque a bocca aperta. Non mi è ancora chiara una cosa però, se la torre pende, perchè in foto sembra sempre dritta?

Lucca è una città molto piccola ma piena di scorci interessanti, a primo impatti mi ha dato l’impressione di essere una Firenze in miniatura con una magia tutta sua ma se possibile è ancora meglio. Si visita tutta tranquillamente a piedi e consiglio la passeggiata sulle mura per ammirarla dall’alto; inutile dire che il duomo di San Michele e la Piazza dell’Anfiteatro sono una cosa che #ciaone e non da meno la cordialità degli abitanti.
La chiamano la città dalle 100 chiese ma io la rinominerei la città dalle 100 gelaterie.

Barga è un borgo (che gioco di parole da 100 punti ho fatto?) piccolissimo in provincia di Lucca che presenta come peculiarità la parte vecchia, arroccata sul cucuzzolo “facilmente” raggiungibile tramite delle salite a ciottoli tipiche medioevali in cui svetta il duomo di San Cristoforo che affaccia nientepopodimeno che sulle colline toscane. Dopo essermi fatta venire le chiappe di marmo, posso dire di aver gioito della pace e della vista offerte. Vi consiglio di andarci se passate di là perchè ne vale davvero la pena, ma al tempo stesso dovete essere allenati di gambe e fiato e soprattutto non dovete aver fatto palestra il giorno prima o l’acido lattico ve lo ricorderete per tutta la vita.

Colonnata è stata la nostra ultima tappa, quella di passaggio per  tornare a Milano.
Se ve lo state chiedendo si, Colonnata è quella del lardo. Anch’essa arroccata su non so quale altezza, è raggiungibile tramite una strada un pò tortuosa in mezzo a cave e cave di marmo infinite che sembrano chiuderti e risucchiarti. Tips: evitate di mangiare prima di andarci o di abbuffarvi lì stesso perchè potreste rimettere anche il pranzo di Capodanno. Siete fortunati se riuscite a trovar posto in macchina perchè è davvero minuscola, ma per fortuna si può parcheggiare anche sulla strada -come abbiamo fatto noi-. Più che visitare la piazzetta col monumento al cavatore e perderci tra le viette di alimentari non abbiamo fatto, ma anche qui la vista è fatale e il lardo..vabbè che ve lo devo dì a fa?

Vi state chiedendo se ho solo mangiato? Si, probabilmente si.

Vi chiedo di dedicare un attimo di tempo alla mia panoramica di piazza dei Miracoli notando la quantità di gente con le mani a caso per sorreggere la torre.
P.s. ovviamente l’ho fatto anche io.

OH, MAY!

E’ successo di nuovo, metà mese è trascorso con un battito di ciglia e il tempo non sa più che deve fa. Passiamo da 28 a 13 gradi come se fosse tutto apposto, ma mi pare abbastanza chiaro che tutto apposto non è dato che continuo a mettere e togliere la canotta della salute perchè non so dove andare a parare.

Spero solo che la mia speranza di andare al mare questo weekend sia ancora valida -cioè se pure Malta mi tradisce io non so più a chi affidare la mia sorte- e soprattutto spero di poter sfoggiare il mio nuovo costume intero acquistato un paio di settimane fa da pull&bear con cui è stato amore a prima vista, e che vi mostro di seguito:

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Ovviamente non sono così ottimista da pensare che mi stia bene come alla modella, ma sono abbastanza sicura del colore che potrò raggiungere a fine estate e che si avvicinerà molto al suo.
Oltre a essere double face e quindi “praticamente co 20 euro me ne so presa due” (cosa che non mi stancherò mai di dire) è stato uno dei pochi costumi interi che ho provato da un anno a questa parte a fittare perfettamente addosso a me tanto da non lasciarmi nemmeno un barlume di indecisione sull’acquistarlo o meno.

Insomma, se non riesco a sfoggiarlo rosico. Questo è il succo della questione.

Ma dato che il clima instabile non mi aiuta nella scelta di una categoria da acquistare, questi prime due settimane sono state caratterizzate da uno shopping variopinto. Sono passata dai costumi alle felpe chiaramente passando per le scarpe (perchè quelle non mancano mai). No ora, non fraintendiamo. Sono andata all’outlet dell’adidas e mi sono trovata davanti un paio di stan smith edizione speciale scontate del 30% e premetto che erano secoli che le volevo ma mi ero sempre trattenuta. Cioè alla fine che fai, le vedi scontate, per una volta c’è il tuo numero e non te le prendi? Se me le fossi fatte sfuggire mi sarei meritata di andare in giro con un cappello d’asino come la peggiore della classe.
E dato che sono sempre stata una di quelle che si portava tutte le materie fino ad Aprile e poi tentava il recupero finale non me lo meritavo assolutamente.

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Detto ciò vi farò sapere se tornerò con quella gradazione di colore in più ma intanto vi lascio con le foto fatte domenica a Verona, quando sono andata a incontrare le mie amichette ❤

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ALTERNATIVE S.PATRICK DAY

Un altro weekend che precede il mio compleanno è appena passato, tra undici giorni devo accogliere l’ultimo anno col 2 davanti e sento i 30 incombere sulla mia gioventù.

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Fortuna che mi sento ancora young wild e free dentro e ve dirò, pure fuori.
Mentre penso a quello che mi spetta, piuttosto che iniziare delle nuove serie -che poi ne ho tipo mille suggerite da altrettante persone- ho deciso che è il momento giusto per riviviere la mia fiorente adolescenza e così ho iniziato a vedere per l’ennesima volta SKINS. Sotto occhi diversi rispetto a quando ero una pischelletta ma pur sempre una delle mie preferite ❤

E come se non bastasse questo throwback to 2007, il weekend appena trascorso mi ha tuffato in un mare di ricordi. Siamo partiti sabato mattina per una giornata all’insegna del cibo, di una gita fuori porta, e Bologna ci ha accolto -di nuovo- ma stavolta per un motivo diverso. Ebbene si, per quanto le tagliatelle del pranzo fossero divine e nonostante io mi ricordassi esattamente dove fosse allocato il negozio in cui due anni fa ho comprato mezzo kilo di tortellini -ovviamente comprati di nuovo- il reale motivo di questa scarpinata è stato solo uno, il concerto dei 30 seconds to mars.
Bella Bologna, sempre bella. Bello girarla di nuovo, bello diventare mezza ceca per cercare di vedere le 3 frecce della leggenda (che poi se ne vedono solo due ma vabbè), bello non riuscire a capire se la seconda torre è davvero storta o no, bello cercare l’angolazione giusta per vedere se Nettuno poteva veramente essere dotato o meno.
Bello tutto, ma non come Jared Leto.

Un anno fa ero entusiasta di esser stata al Jameson Village, che hanno riproposto anche quest’anno e a cui ero stata gentilmente invitata di nuovo, ma ora la mia testa ripensa solamente allo spettacolo di ieri sera. Vero, non così entusiasmante come me lo aspettavo, ma sufficientemente convincente per farmi comprare il nuovo biglietto per Settembre. Jared, stavolta io mi butto sul palco con te e non me ne vado finchè non sarà gravida di nostro figlio.Schermata 2018-03-18 alle 20.39.06

E ora che vi ho avvertiti, vi lascio con un paio di foto scattate in giro per la città, riassunto di una giornata veramente piacevole in compagnia della mia roomy, del mio lui e nuove amiche!
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Jacket: Asos
Bag: Stradivarius
Trousers: Bershka (finalmente un paio di panta a scacchi come si deve!)

DISCOVERING ITALY : LAGO DI BRAIES

Un’assenza ingiustificata ma sono stati mesi complessi, questi appena passati.
Non racconterò perchè e per come ma tra una gita al mare, weekend a casa, giorni volati senza accorgersene, l’autunno che è iniziato come tale e poi si è trasformato in primavera, in estate, è tornato autunno e improvvisamente è diventato inverno, organizzazioni per viaggi, film, serie tv e grandi ritorni, ora legale che sostituisce quella solare, siamo arrivati all’8 novembre. 8 NOVEMBRE? 8 novembre.
E se ottobre è passato così, con uno schioccare di dita, non so come passerà uno dei mesi che odio di più al mondo e in men che non si dica sarà Natale, io già lo so.

Ma concentriamoci su questo weekend appena passato, anche se fondamentalmente sembrerebbe quasi che ci sia stato un weekend lunghissimo dato che il 1° novembre mi ha un pò destabilizzato senza farmi capire effettivamente cosa stesse succedendo.
Per la seconda volta nella mia vita ho esplicitamente chiesto al mio boy di portarmi in montagna. Ebbene si, IN MONTAGNA. IO.
Non ero sotto effetto di droghe, mi sono solo lasciata convincere dalle foto incantevoli di paesaggi mozzafiato visti nel web e fatta convincere da tutti coloro che me ne parlavano e credetemi, ne è valsa la pena.
Nonostante non si possa definire tale, sabato ho fatto la mia prima scarpinata in montagna e malgrado le dottor Martens, il gelo, il training psicologico per le vertigini di cui soffro, ho ancora tutti i ricordi ben impressi nella mia mente e difficilmente dimenticherò le cromie che riflettevano sul Lago di Braies.

Un pò twin peaks, un pò Italia, un pò creepy e un pò no, arrivati lì la prima cosa che lascia a bocca aperta è l’atmosfera. E non parlo di respirare aria pulitissima, dell’emozione di trovarsi tra le cime parzialmente innevate o della chiesetta che lo affianca. L’atmosfera di un posto quasi finto, a tratti magico, immersi nel silenzio più totale al cospetto di uno specchio che sembra uscito dalla tavolozza di un pittore.
Non so se abbiamo scelto la giornata migliore per vederlo e tantomeno la stagione ideale, ma sono abbastanza certa di poter dire che i colori autunnali sono di certo i più belli per potersi godere al meglio un paesaggio così e le mille sfumature che assumono non si possono raccontare.

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ABBONDIO: BIBITE E DESIGN

Mentre negli anni 50 al Sud nascevano le bibite Polara e la sua gazzosa dava sollievo a milioni di Siciliani durante le giornate più calde, esattamente dall’altra parte dell’Italia qualcuno li aveva già preceduti. Si tratta di lui, Angelo Abbondio, che nel 1889 a Tortona fondò la società che fu una delle prime in Italia a produrre bibite energetiche.
Sembra che la gazzosa in quegli anni andasse di moda un po’ come il nostro spritz dato che fu anche per quest’azienda la prima bibita prodotta e ancora oggi il prodotto di punta.

Di sicuro negli anni l’aperitivo per noi si è tramutato in qualcosa di un po’ più strong (chi può darci torto?) ma c’è chi è tuttora ancorato a vecchie tradizioni e il bitter per i nostri genitori è ancora un must da tenere in casa. E cosa c’è di più bello del tenere in frigo qualcosa che ci porti con la mente agli anni di Marlon Brando e di James Dean, di Marilyn e la sua gonna svolazzante, della nascita del rock’n’roll e alle acconciature con la bandana? Qualcosa che ce li faccia rivivere in toto e ci faccia tuffare a pieno nella golden age. Ed ecco che Abbondio rilancia le sue bevande con un nuovo design che fa concorrenza alle case americane più in voga introducendo la linea “VINTAGE”. Bottigliette colorate che raffigurano sulle etichette ragazze in stile pin-up americane con una sfumatura di tipo burlesque, stile prepotentemente alla ribalta nei primi anni del 2000 e che diciamocelo, mette d’accordo un po’tutti.
I disegni sono ripresi dalle pubblicità dei calendari di Gil Ever Green, con un tocco di rivisitazione italiana e come affermano dalla ditta, «La nostra idea vincente è stata far uscire il chinotto e le gazzose dalla polvere dei consumi da dopolavoro puntando sulla tipicità e giocando con ironia sulla memoria».

Figuratevi se questa non è stata una svolta per una collezionista di bottiglie come me tanto che non appena le ho viste nei negozi le ho prese sotto braccio per arricchire la mia mensola con questi pezzi unici e ricordo che uno dei miei pensieri è stato “chissà quando rivedrò tra gli scaffali di un supermercato qualcosa di così figo?”.

E proprio mentre incrementavo il mio assortimento con bottiglie di birra, Abbondio mi lascia di nuovo a bocca aperta e mi obbliga a trovare uno spazio per la sua nuova linea tornando alla riscossa con altre 6 bottiglie che non possono assolutamente mancare sulla mia mensola.
Se con il vintage aveva accontentato i gusti di tutti, la nuova collezione targata “TATTOOS” non solo piace, STRApiace! Ispirata ai tatuaggi old school, sulle bottigliette sono riportati tutti i soggetti più iconici degli scarabocchi “vecchia scuola” che siamo comunemente abituati a vedere impressi sulla pelle o stampati su t-shirt ma mai etichettati su vetro.

Per chi non sapesse quali sono, una breve spiegazione:
La popolarità di questi tatuaggi fu massima intorno agli anni Venti, quando i tatuatori (a stelle e strisce soprattutto) cominciarono a creare disegni aspirati ai vecchi tatuaggi di pirati, marinai e uomini di mare. I temi sono appunto attinti dalla tradizione marinaresca ma non si fermano lì, e nella tradizione old school ormai sono famosissimi anche rose dei venti, rondini,pugnali,dadi,ciliegie,pin up, fiori, velieri e sirene. Si contraddistinguono per i loro colori accesi e le loro linee spesse e nonostante possano sembrare “senza significato”, negli anni 70 svolsero la funzione di riconoscimento di un gruppo ben preciso e furono infatti i più realizzati sulle pelli di motociclisti, punk e skinhead.

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Insomma, in attesa della prossima genialata targata Abbondio che fate, non correte a comprarle?

DISCOVERING ITALY : CINQUE TERRE

Per la famosa serie “a volte ritornano” eccomi di nuovo qui.
Lo so, sono molto assente e non posto più in maniera assidua come una volta, ma il problema di base è che non riesco a trovare un attimo per piazzarmi davanti al computer e dedicare un pò di tempo a me stessa nè tantomeno ho voglia di accenderlo quando rientro a casa dopo averci passato ben 8 ore incollata tra mail e quant’altro.
Figuriamoci poi il weekend, che ne approfitto per fare di tutto tranne che per starmene a casa! E a tal proposito, guess what?

Dopo aver trascorso lo scorso fine settimana tra negozi e piscine, questo appena passato mi ha regalato emozioni giganti –oltre a tantissima afa- e sapete perchè?
Perchè finalmente dopo tanto, tantissimo tempo, che le immaginavo o addirittura sognavo, guardavo su internet, cercavo su instagram, ho fatto il desiderato giro delle Cinque terre. Non potevo crederci, pensavo che quelle foto incantevoli fossero frutto di grandangoli e filtri di VSCO e invece no! Tutto quello che avevo googlato mi si è palesato davanti agli occhi e verosimilmente in una visione ancora più bella di quanto avevo immaginato!
Partenza presto, imbarco da Lerici con solita corsa annessa per non perderlo -perchè si sa, a me e te non ne va mai una giusta- e via in pieno mare. Ustione alle spalle e caldo colossale, prima tappa Riomaggiore. Salite, discese, scale, odore di fritto dappertutto e focaccia al limone. Persone affacciate alle finestre e persone in ogni vicolo, mare incantevole a un passo dall’ingresso del paese, una distesa blu davanti ai miei occhi da una parte e dall’altra mille palazzi colorati.
Seconda tappa: Manarola. No amore, non scendiamo o al mare non ci arriviamo più.
Terza tappa: Vernazza. Si questa mi ispira e per di più è piana, senza salite e discese che mi rassodano le chiappe ma mi fanno sudare ancora di più, scendiamo!
Le viette, i locali, i ristoranti, e un’insenatura tra le rocce che fa sfociare in una baia dal mare incantevole, il tempo di due foto ma è già troppo tardi e bisogna prendere l’altro battello che indovinate un pò? 20 minuti di ritardo. Cosa che un tuffo non me lo toglieva nessuno e nel frattempo mi sarei anche asciugata viste le temperature.
Quarta e ultima tappa: Monterosso. Fortuna che l’avevo già vista passeggiando sotto la pioggia due settimane fa perchè il mio unico desiderio era quello di tuffarmi e sdraiarmi al sole visti i 50 minuti di sosta prima di riprendere l’ultimo battello.
Un bagno e una doccia veloce, il tempo di asciugarsi e via di nuovo direzione Lerici con tappa a Portovenere.

Una giornata devastante che ha portato tanta stanchezza, tanto colore alle gambe e le spalle bruciate. Sudore e sole le parole del giorno ma dopo aver visto le foto condividerete con me l’idea che ne è assolutamente valsa la pena.

Elliphant Bag

-2 giorni alla Vigilia, cazzo si!

Sembrava non arrivare mai e invece eccolo qui, il giorno della partenza per le vacanze di Natale! Anche se stamattina a stento trovavo la strada per raggiungere gli studi -dato che “No ma a Milano la nebbia non c’è da un sacco” e poi ti trovi li a camminare per inerzia perchè ormai conosci la strada a memoria ma non vedi aldilà del tuo naso- e fa molto freddo la gioia mi attraversa le vene perchè finalmente, si, finalmente, è quel momento dell’anno! Io sono più felice, tutti sono più felici -grinch a parte, ma come fate?- e il mondo dovrebbe riempirsi di bontà anche se non sempre è così perchè di persone cattive, ma cattive davvero, al mondo ce n’è eccome.
Arriva il momento in cui inizi a mangiare a mezzogiorno e finisci due giorni dopo e le ore passano tra mandarini pandori e panettoni come se piovessero e amore è la parola d’ordine.
Un anno fa ero qui a vantarmi di aver fatto la foto con GioSada e anche se è passato già un anno rivedere quella foto fa sempre un certo effetto e purtroppo mi spiace di non essere entusiasta in egual modo per i vincitori di questo XF16 (io sono team Rochelle, voi?). E rivedendo i miei post di un anno fa noto che alla fine sono sempre la stessa lunatica, scema, incazzosa, golosa, affettuosa, malata di shopping di sempre.
Proprio a proposito di affetto ieri ho rivisto il mio amore di cugino che non vedevo da agosto e spero di non dover attendere così tanto tempo ancora per poterlo rivedere ma già lo sa che quando meno se lo aspetta imbocco a Lisbona da lui, stay ready honey.

Vi lascio con delle foto scattate domenica, prima di passeggiare per la città e ibernarmi (o probabilmente già ero surgelata ma non me n’ero accorta) in cui vi mostro uno dei regali più amorevoli che mi è stato fatto ever. E’ pur vero che non è stato del tutto spontaneo bensì sotto continue richieste ma ciò non toglie che è bellissimo e io lo adoro ❤
Grazie amore, come farei senza di te?

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Mantella: Frav
Shoes: Zara (riesumate dopo anni!)
Bag: Zara

Lace and sun

– 5 giorni alla Vigilia.

Il tempo passa, freddo e sonno sono una costante, il Natale si avvicina e giovedi si parte!
Lo so che manco da quasi una settimana, ma come ogni anno più andiamo incontro alle feste natalizie più ho 1000 cose da fare e mi dimentico persino di come mi chiamo.
E’ stata una settimana segnata da:
– cene aziendali da cui mi sono ripresa probabilmente solo ieri dato che mi è venuta in mente la brillante idea di bere dopo anni di sobrietà, immaginate voi le mie condizioni venerdì mattina.
– conseguenti scommesse
– consapevolezza che “sabato dobbiamo sbrigarci tutti i regali o non ne usciremo mai più”
– ho sonno
– ho freddo
– scrivere articoli su come vestirsi al meglio per il giorno di Natale
– innamoramenti lampo per tutto il reparto neonato di Primark
– finale di Xfactor con vincitori a sorpresa
– cene di natale
– ho freddo
– ho sonno

E dato che è la settimana di lavoro pre feste dovrei anche darmi una mossa a sbrigare un pò di cose quindi -silososonostataparecchiosbrigativa- vi saluto mostrandovi un look di cui vado parecchio fiera sfoggiato la scorsa settimana a Roma, quando il sole splendeva e le temperature si aggiravano attorno ai 15 gradi.

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T-shirt: Zara
Jeans: Bershka
Pullover: Forever21

ONE YEAR LATER

Tra una sofferenza, un gelo polare, giornate di sole e diluvi che si alternano, mal di pancia, Fedez e la Ferragni che si fidanzano e diventano insostenibili sui social, ottobre che è già arrivato a metà e il weekend che si avvicina, tra un cambio di stagione improvvisato e il desiderio di avvolgersi in un pleid pesantissimo, uno shopping online e un altro…ragazzi miei, è passato un anno dal mio primo articolo sul blog!

Sembra ieri che ho deciso di aprire Theftaste, che non sapevo come comportarmi, cosa scrivere, che dire, se avrei continuato o meno e invece contro ogni previsione dopo trecentosessantasei giorni sono ancora qui (:
Inziare a scrivere e a raccontarmi sembrava un’impresa difficilissima e invece col passare del tempo è venuto sempre più naturale e le dita sulla tastiera si muovono da sole senza troppi pensieri ed esitazioni. Mi è servito per capire molto di più di questo mondo ma soprattutto di me stessa, è stato molte volte una valvola di sfogo ma tante altre una  bacheca in cui scrivere di tutto. Mi ha aiutato a credere di più in quella che sono, a farmi conoscere alle persone che di me non sapevano poi così tanto e ho ricevuto tanti complimenti e il tutto ha portato mille soddisfazioni quindi un enorme, gigante GRAZIE a tutti quelli che mi aiutano a portare avanti questo progetto, a tutti quelli a cui rompo le palle per fotografarmi, a te ❤ che continui a credere in me, ai magazine che mi hanno intervistata e a chiunque dedichi un attimo del suo tempo per leggere le cagate che scrivo!

Ma dopo questo flashback se così lo possiamo chiamare, torniamo al presente!
Chiedo perdono se mi degno di tornare solo oggi che è mercoledi ma sono stati giorni intensi pieni di trasferte, cibo a volontà e novità -dovrete aspettare per sapere di cosa si tratta però!-.
Venerdì sera, dopo essermi fatta compagnia con questa balenottera durante il corso della giornatabalenaho finalmente provato Pescaria, un risto/fastfood che ha aperto da un mesetto all’incirca a Milano in zona Corso Como ma che è famoso da una vita a Polignano a Mare, uno degli angoli più incantevoli della Puglia che non ho ancora avuto il piacere di visitare ma che è quasi in top sulla mia lista di viaggi da fare il prossimo anno. Effettivamente le recensioni, per una volta erano più che giuste e non sono rimasta assolutamente delusa dalla qualità del pesce che offrono. I prezzi sono nella norma dato che si tratta di tutte cose fresche e l’unica pecca è che bisogna fare un pò di fila e avere abbastanza culo per conquistare un posto a sedere ma sapete che c’è? Se pò fa, soprattutto perchè finisci di mangiare e ti senti sazio ma non pieno, gusti degli abbinamenti nuovi e un morso ti fa rivivere un pò d’estate quindi fidatevi, ne vale la pena!

Qui sotto invece vi farò vedere degli scatti fatti sabato mentre ero a Tirano, un paese in piena valtellina in cui siamo andati chiaramente a prenderci di freddo e abbuffarci di pizzoccheri e altre prelibatezze ciccionissime.
Ovviamente queste foto risalgono a prima di morire male tra carboidrati e grassi saturi e non potevo fare a meno di indossare e immortalare le meraviglie che vi avevo mostrato venerdi acquistate su Zalando che oltre ad essere stupende sono caldissime -praticamente i piedi erano l’unica cosa calda a fine giornata- e sembra di indossare delle pantofole per la loro comodità!
L’ho abbinate a un look total Zara per cui aspetto che il signor Inditex mi stenda un tappeto rosso la prossima volta che varcherò un loro negozio..

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