DISCOVERING ITALY : CINQUE TERRE

Per la famosa serie “a volte ritornano” eccomi di nuovo qui.
Lo so, sono molto assente e non posto più in maniera assidua come una volta, ma il problema di base è che non riesco a trovare un attimo per piazzarmi davanti al computer e dedicare un pò di tempo a me stessa nè tantomeno ho voglia di accenderlo quando rientro a casa dopo averci passato ben 8 ore incollata tra mail e quant’altro.
Figuriamoci poi il weekend, che ne approfitto per fare di tutto tranne che per starmene a casa! E a tal proposito, guess what?

Dopo aver trascorso lo scorso fine settimana tra negozi e piscine, questo appena passato mi ha regalato emozioni giganti –oltre a tantissima afa- e sapete perchè?
Perchè finalmente dopo tanto, tantissimo tempo, che le immaginavo o addirittura sognavo, guardavo su internet, cercavo su instagram, ho fatto il desiderato giro delle Cinque terre. Non potevo crederci, pensavo che quelle foto incantevoli fossero frutto di grandangoli e filtri di VSCO e invece no! Tutto quello che avevo googlato mi si è palesato davanti agli occhi e verosimilmente in una visione ancora più bella di quanto avevo immaginato!
Partenza presto, imbarco da Lerici con solita corsa annessa per non perderlo -perchè si sa, a me e te non ne va mai una giusta- e via in pieno mare. Ustione alle spalle e caldo colossale, prima tappa Riomaggiore. Salite, discese, scale, odore di fritto dappertutto e focaccia al limone. Persone affacciate alle finestre e persone in ogni vicolo, mare incantevole a un passo dall’ingresso del paese, una distesa blu davanti ai miei occhi da una parte e dall’altra mille palazzi colorati.
Seconda tappa: Manarola. No amore, non scendiamo o al mare non ci arriviamo più.
Terza tappa: Vernazza. Si questa mi ispira e per di più è piana, senza salite e discese che mi rassodano le chiappe ma mi fanno sudare ancora di più, scendiamo!
Le viette, i locali, i ristoranti, e un’insenatura tra le rocce che fa sfociare in una baia dal mare incantevole, il tempo di due foto ma è già troppo tardi e bisogna prendere l’altro battello che indovinate un pò? 20 minuti di ritardo. Cosa che un tuffo non me lo toglieva nessuno e nel frattempo mi sarei anche asciugata viste le temperature.
Quarta e ultima tappa: Monterosso. Fortuna che l’avevo già vista passeggiando sotto la pioggia due settimane fa perchè il mio unico desiderio era quello di tuffarmi e sdraiarmi al sole visti i 50 minuti di sosta prima di riprendere l’ultimo battello.
Un bagno e una doccia veloce, il tempo di asciugarsi e via di nuovo direzione Lerici con tappa a Portovenere.

Una giornata devastante che ha portato tanta stanchezza, tanto colore alle gambe e le spalle bruciate. Sudore e sole le parole del giorno ma dopo aver visto le foto condividerete con me l’idea che ne è assolutamente valsa la pena.

VALENTINE’S DAY

Ebbene si, sembrava impossibile eppure è di nuovo quel giorno dell’anno.
Il mondo è spaccato a metà: gli innamorati non si tollerano e i single sono più acidi degli yogurt scaduti, il web è intasato da frasi d’amore e le vetrine delle panetterie sono piene di biscotti a forma di cuore.
No, non è la fine del mondo. E’ semplicemente San Valentino.
Un martedi come tanti altri in cui stranamente il cielo di Milano ci regala qualche spiraglio di sole dopo settimane di grigiume con l’unica differenza che siamo circondati da rosari spuntano come funghi con rose avvolte in cellofan pieni di cuoricini e che cercano di rifilarti anche mentre tu, donna, cammini per strada da sola.

Ma partiamo dalle origini. Chi cacchio è San Valentino, questo maledetto, che da anni ci perseguita il 14 Febbraio costringendo poveri uomini a regalare necessariamente qualcosa alle proprie donzelle e le zitelle più incallite a incarognirsi verso il mondo intero?
Facendo una rapida ricerca sul web, sembrerebbe che questa tradizione risale a una sbrega d’anni fa.
“(..) nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.
In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo.
Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.”

Quindi in realtà sto poveraccio non ha mai fatto niente di male!
Gli è stato affibbiato sto ruolo infame di proteggere gli innamorati quando anche a lui in realtà gliene fregava ben poco e ogni anno gli tocca sorbirsi milioni di maledizioni e insulti.

I più romantici approfitteranno di questa giornata per regalare spropositati mazzi di fiori, cioccolatini, cene fuori e quant’altro alla propria Valentina, i single passeranno la giornata a lamentarsi e guardare le coppiette in giro incarogniti come non mai, e poi ci sono tutti gli altri, che l’amore se lo dimostrano ogni giorno con uno sguardo, una parola, un messaggio, una carezza.
Diffondete sempre l’amore, qualsiasi esso sia, e cerchiamo di addolcire questo mondo da tutte le cattiverie e atrocità di cui è pieno!

Io comunque nel dubbio, che siamo in montagna o al mare, ti amo ogni giorno ❤
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Something about love

v e n t o t t o g i o r n i a l l e f e r i e.

E’ tornato l’ennesimo lunedi dell’anno -ma solo il secondo di luglio-, fuori ci sono mille gradi, sudo stando ferma, ma sono reduce da una settimana meravigliosa e un weekend davvero speciale e vi dirò che sicuramente preferirei essere da un’altra parte, ma ho l’umore talmente alto che nemmeno questo lunedi mi sconfiggerà.
Premetto che avrei voluto mostrarvi qualcuno dei miei acquisti indossati già venerdi in qualche post, peccato che l’emicrania fulminante mi abbia costretto a letto e giuro che non vedo l’ora di annientare questi maledetti denti del jujitsu che mi stanno facendo vedere quotidianamente le stelle entrandomi con dolori atomici nel cervello.
Ma dato che ora sono qui vi faccio vedere quant’è bello il vestito che ho acquistato sul sito sheabbigliamento di cui vi ho parlato nei post precedenti, l’ho abbinato a una cintura vintage di mamma stile Versace e ai miei favourite sandali flat h&m e senza accorgermene mi sono trasformata in una dea greca dei giorni nostri riscuotendo un successo pazzesco in ufficio tra colleghe che continuavano a farmi i complimenti per il mio abito e onestamente..come dar loro torto?

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Sarà che è metà luglio e che tra un pò me ne posso andare finalmente in Sicilia, sarà che sono stata al mare questo sabato e ci torno fra 6 giorni, sarà che guardo in avanti e mi sembra andare tutto per il verso giusto, sarà che ho provato posti nuovi e belli dove mangiare, sarà che nonostante afa e stanchezza sto bene, sarà che Roma mette sempre di buon’umore, sarà che ho te vicino o forse sarà perchè, e finalmente posso dirlo, sono diventata per la quarta volta zia di una bambina meravigliosa che il mondo sembra sorridermi ininterrottamente?
E’ la notizia che tanto avrei voluto dirvi a dicembre ma che ho sempre dovuto tenere per me per volontà di mio fratello ma ora posso davvero urlare al mondo intero che ho aspettato questo momento da una vita, che vedervi guardare con gli occhi pieni d’amore quel fagottino mi ha creato più nodi in gola di quando sei ubriaco e devi vomitare.

Benvenuta Ludovica, sei bellissima.La zia ti vuole un bene infinito da quando singhiozzavi nella pancia della mamma e ora che ti ho visto te ne voglio ancora di più.
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