WELCOME 30!

Niente più capelli colorati, un mese di fatica con la schiena a pezzi e una lenta ripresa, non avere tempo di fare niente e mille giri tra negozi per trovare cosa mettermi che alla fine non ho nemmeno comprato niente. Non mi sarei mai aspettata di dirlo, ma eccoci qua, è Aprile e questo vuol dire una cosa sola. #WELCOME30.

E’ stato meno peggio di quanto pensassi, è stato improbabile, è stato strano ed è volato tutto stravelocemente. Ho spento quelle fatidiche candeline che tanto temevo e in un batter d’occhio mi sono risvegliata trentenne. Ma cosa vuol dire esattamente avere 30 anni? L’ho scoperto solo pochi giorni fa dopo averlo vissuto. Tremate tremate…non vuol dire niente di diverso! Ho gli stessi vestiti, la stessa faccia, gli stessi tatuaggi.
Ho lo stesso carattere, la stessa voglia di fare e soprattutto la stessa ansia addosso.
Non ho le rughe ma probabilmente la pancia più piena di prima -non vi dico che ho mangiato in 3 giorni- e riesco ancora ad arrampicarmi sul palo e fare cose a testa in giù. Ho ancora una voglia incredibile di viaggiare e il cuore che mi batte per le stesse cose, tipo un pranzo in riva al mare a fine Marzo.

Probabilmente ho molte meno cose di molte altre mie coetanee ma allo stesso tempo sono convinta di averne molte altre in più. Ho una testa sulle spalle, ho delle aspirazioni, ho mille interessi, ho un fidanzato che amo e un gatto che mi fa le fusa senza nemmeno toccarlo e un sacco di persone che mi vogliono bene.

30 anni, what else?

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WELCOME MARCH!

Proprio quando stavano iniziando a vedersi i primi risultati a pole, quando avevo intenzione di reiscrivermi a yoga e altre mille cose, arriva uno stiramento muscolare che mi ferma affaticandomi la qualunque.
Finalmente è iniziato Marzo e io non vedo l’ora dei miei weekend via che questa città mi ha già rotto l’anima. Si inizia dal prossimo e poi Aprile sarà un mese intenso, fin troppo, e finalmente il mio primo tanto atteso viaggio del 2019, can’t wait!
Trascorrere questi giorni sarà faticoso ma ce la posso fare, i 30 si avvicinano e io non posso digerirlo oltre a dover pensare a come festeggiarli anche se forse ho il desiderio intrinseco di lasciar scorrere come se non fosse mai accaduto.

Vi lascio con una foto di una qualche domenica fa, mentre giravo allegramente per Milano in un clima quasi primaverile, ben lontano dal freddo degli ultimi giorni.

Processed with VSCO with a4 presetJacket: Vintage by London Corner
Trousers: Pull&Bear
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Che belli siamo super matchy match leopardati?

 

RAINY DAYS ARE GONE

Un Febbraio che sembra Marzo, un mese passato così, tra un lookbook, un evento e vari weekend di dormite.
Questo sentore di primavera con temperature estremamente estive mi sta proiettando in universi paralleli che non voglio lasciare mai nella mia vita. La metereopatia che mi appartiene mi sta facendo vivere tutto senza preoccupazioni, ansie, negatività.
Oddio in effetti un’ansia c’è..i 30 anni tra un mese sono una di quelle cose di cui non vorrei parlare e a cui vorrei pensare, ma preferisco per ora rimanere salda sui miei 29 e vivermeli al meglio per questi ultimi giorni.

Febbraio mi ha regalato finalmente, dopo anni di attesa, la seconda serie di Suburra -che inutile dire che ho terminato in due giorni-, dei progressi inaspettati che comportano dei lividi in più, un matrimonio di una persona speciale, una stanchezza notevole, un risotto da Cracco, una nuova vita.

Non so se devo aggiungere altro, quando si sta bene le parole non servono no?

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Jacket: LaDoubleJ
Shirt: Zara
Skirt: Untitled
Boots: Stradivarius

WELCOME FEBRUARY

Dopo un interminabile mese che chiaramente è durato molto di più di 31 giorni chiamato INCUBOGENNAIO siamo allo step 2 di 12 di quest’anno.
Non che io ami Febbraio ma devo dire che davvero non vedevo l’ora di finire quel mese infernale che odio con tutta me stessa, e soprattutto per la prima volta dopo tanto tempo finalmente Febbraio ha portato con se delle novità meravigliose di cui però non voglio parlare troppo.
Basti sapere che sono felice, contenta ma soprattutto molto stanca..ma questo era ovvio!

Ho finalmente trovato il cappotto nero che tanto cercavo da una vita e mezzo, ho fatto degli acquisti a dir poco top e pian piano sono sempre più soddisfatta dei miei progressi a pole.

Questo è solo l’inizio, what else?

“Muratore 2.0” – olio su tela

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Salopette: Bershka
T-shirt: Bershka

#10YEARSCHALLENGE

Sarà poco più di una settimana che sta spopolando sul Web e sui social la #10yearschallenge per farci rivivere dei momenti ormai lontani e soprattutto per sputtanarci ancora meglio di fronte a tutto l’internet -sfido chiunque a non aver reagito così a tutte le foto postate su IG-.

Io personalmente ho fatto una story a riguardo ed è stata una delle più commentate da quando esistono le stories con risposte del tipo “WTF?” “Non ci credo” “ommioddio”.
Cose che tra l’altro ho pensato anche io rivedendomi in cotanta gioventù andata.
Superata la vergogna momentanea ci ho ripensato su ed effettivamente c’è da dire che non solo eravamo completamente diversi bensì il mondo era completamente diverso e questo mi ha dato lo spunto per fare un post per tutti i nostalgici.
L’idea mi è venuta stamattina mentre affrontavo la mia colazione a base di caffè, biscotti e instagram seguendo la mia routine.
Ma dieci anni fa, c’era la connessione internet?
Boh, io di sicuro so questo:

– Era appena stato creato WHATSAPP, questo implica che fino ad allora si usavano gli sms. Che vintage!
Lady Gaga pubblicò Paparazzi e io ero impazzita per quegli occhiali a topolino.
FacebookFotolog erano i social per eccellenza, probabilmente usavo ancora Myspace.
Gareth Pugh ha sfilato con una delle collezioni che amo di più al mondo.
– Si andava ancora in giro con gli ipod e la apple ha lanciato l’iphone 3GS che era visto come una delle novità più innovative degli ultimi tempi (io avevo un super Nokia, andateglielo a dì mo)
Gossip Girl e Skins erano i miei telefilm, sempre e solo loro.
– Avevo un meraviglioso ciuffone nero davanti agli occhi da brava ex-emo convinta.
– Impazzivo dietro la Marangoni senza un attimo di respiro
– Ora che mi rivedo noto con grande disappunto che mi vestito particolarmente male
– Ero al mio terzo tatuaggio
– Ero ancora molto riccia e anche molto grassa
– Non esistevano Instagram, Netflix e Spotify, ma che vita era?
– Avevo 20 anni. VENTI. Ridatemi indietro la mia gioventù cazzo.
– Zara non era il mio punto di riferimento per lo shopping, ci rendiamo conto?

Questo dovrebbe farci riflettere su un sacco di cose, tipo che alla fine Black Mirror non racconta realtà così lontane da noi, tipo che ci lamentiamo di non avere nulla quando in fondo il mondo attorno a noi sta evolvendo così velocemente che in realtà dovremmo solo aver paura.

Per ora però, vi faccio ridere così:

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DISCOVERING ITALY : TRENTO

Praticamente è metà gennaio e non sono ben sicura di quello che stia succedendo intorno a me, ma il 2019 è iniziato da quattordici giorni e sono già successe parecchie cose. La prima, fondamentale, quella che aspetto tutto l’anno. I saldi. 
Ebbene, il primo giorno mi sono avventurata ad Arese come una vera pazzerella per lo shopping e inutile dire che cercavo tre cose, ne ho trovata una ma ne ho comprate altre cento. Non è colpa mia se c’erano degli sconti degni di esser chiamati tali!

Quindi tra pantaloni, salopette, stivali, t-shirt di ogni colore e stampa, mutande e tanto altro ancora sono sopravvissuta a questo primo giorno di saldi (che comunque fa rima con soldi eh) uscendone con sacchetti, sacchettini e sacchettoni e vi mostrerò tutto nei post a venire.

Il weekend scorso invece i miei dindi sono stati spesi per un weekend fuori porta, quelli che piacciono tanto a me, nel ridente Trentino.
Ora, diciamo che sarebbe dovuto andare diversamente e che la meta del nostro viaggio era ben definita nella nostra testa ma un pò meno nella realtà dato che la strada che porta al lago di Tovel è chiusa da ottobre ad aprile e noi siamo rimasti come i babbi.
Vabbè, non lo potevate sapere, non era scritto da nessuna parte.” E invece no! Era scritto dappertutto e io ho prenotato ad Ottobre, devo dire che il tempo di informarsi c’era eccome ma si sa, a noi ce piace fa le cose a caso.

Detto questo quindi, abbiamo ripiegato la giornata di sabato su Trento, e tutto sommato non è stato un dispiacere. Avevo già avuto modo di vedere Bolzano, Bressanone e paesini vari del Trentino senza mai però esser riuscita a passare da Trento e così abbiamo cercato di mettere una pezza alla nostra incompetenza visitando una città che ci mancava. E’ più piccola di Bolzano -si visita in un’ora stando larghi- ma ha quell’aria tutta speciale da paese di montagna che comunque ti lascia un qualcosa dentro che non sai esprimere.
E se ci abbiamo messo un’ora a girarla, cos’avremo fatto nelle restanti della giornata?
Ebbene si, siamo andati a fare shopping di cibo e ovviamente se semo sfonnati.

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HAPPY NEW YEAR!

Un cielo limpido, il freddo nelle ossa, l’abbronzatura che se ne va e un sonno devastante è quello che ho portato con me nel nuovo anno. E’ iniziato il 2019, l’anno che tanto temevo e che a prescindere dai miei futuri trenta non mi piace già come suona.

Non ho stilato dei buoni propositi e non ho espresso nessun desiderio perchè ogni volta che l’ho fatto sono rimasta con un pugno di mosche, per cui ho deciso di aspettarmi tutto quello che viene senza star li a dannarmi per volere terribilmente qualcosa che poi non accadrà mai e forse forse, questa volta, qualcosa di buono nell’aria c’è.

Dicembre è passato così velocemente tra un viaggio e l’altro che non ho avuto nemmeno il tempo di realizzare che eravamo agli sgoccioli del 2018 e non mi sono fermata un secondo per pensare a quello che di buono mi aveva portato e a quello che era successo nel corso dei suoi mesi ma alla fine, mentre ero sul divano a creare il mio collage delle mie best 9 per instagram, ho avuto un attimo di lucidità e il pensiero è venuto fuori da solo.

Le foto si sono quasi scelte da sole, mixandosi tra di loro e rievocando solo bei ricordi.
Il mare, tu, i nostri viaggi, stitch, le mie amiche, l’estate.
Alle volte basta poco per essere felici, no?

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(NO)VEMBER.

E così uno dei miei incubi più grandi è tornato. Novembre, ci risiamo.
Giorni passati tra un weekend lungo a casa, amiche e famiglia,cibo a profusione, influenze a caso, capsule Moschino x H&M e pioggia, immancabile per definire l’ansia che l’autunno mi mette addosso.
In sostanza non mi sono accorta che l’anno è quasi finito, che tra 19 giorni parto (sorry whaaat?) e che Natale sta arrivando e lo si percepisce ovunque. La città che prende vita con le decorazioni per le strade, i negozi che si riempiono di decorazioni, lucine e il rosso sta diventando il colore dominante. E’ successo un pò tutto troppo in fretta ma per me non ci sono problemi, sono sempre pronta ad accogliere il Natale a braccia aperte, un pò meno quando devo pensare ai regali da fare e che dovrò spicciarmi in 10 giorni.

Tornando alla situazione attuale, ditemi che non sono l’unica a essere costantemente indecisa su cosa indossare dato il clima instabile più del mio umore durante quel periodo del mese. Ho fatto il cambio di stagione e ho scoperto di avere tante cose che il mio cervello aveva rimosso ma questo non mi ha comunque impedito di acquistarne delle altre (ma va?), solo che non so quando metterle dato che penso di gelare e invece poi faccio due passi e mi viene una caldazza infinita.
Ed è stato esattamente quello che è successo -anche- ieri, quando tutta fiera ho sfoggiato un outfit per andare a far merenda da Macha (FINALMENTE OSEREI DIRE!) che è andato bene per la prima mezz’ora e poi sono tornata a casa pezzata.

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Devo dire che in ogni caso, rivedendomi, ne sono ancora molto orgogliosa.
Pezzata ma orgogliosa, con una faccia da minchiona.

Coat: Asos
Shirt: Bershka
Jeans: AAA
Bag: Gucci
Shoes: Fila (maddai?)

DISCOVERING ITALY: TOSCANA pt2

Si sa ormai che io sono una travel victim, e si sa anche che pecunia permettendo prenoto treni, voli e alberghi con la stessa rapidità con cui mangio patatine dal sacchetto -e fidatevi, per me è meglio non aprirle-.
Non ci sono mete che preferisco rispetto ad altre, l’importante per me è andar via da Milano, passare un weekend diverso, scoprire, fotografare, vedere e mangiare cose nuove. E quando si tratta di mangiar bene, mi spiace ma io sono molto-fin-troppo patriottica. Esiste qualche paese migliore dell’ Italia per riempire la panza? (Ni dai)

Esiste poi paese migliore dell’Italia per affrontare delle gite fuori porta in un autunno che promette ancora climi semi estivi e ti permette di girare senza collant, senza maglioni che impacciano i movimenti, bensì con giacca di jeans, occhiali da sole e macchina fotografica al collo? Si, ovvio che si, ma devo spezzare una lancia a favore della nostra penisola. C’è da dire che tra le mille cose che non funzionano almeno di una dobbiamo vantarci, vantiamo milioni di posti incantevoli da visitare e ogni volta è sempre una sorpresa.
E’ pur vero che mi mancano ancora tantissimi posti da vedere ma ho sempre una certezza e si chiama Toscana.
Ammetto di aver visto gran parte di questa magnifica regione ma non mi stufo mai di tornarci per scoprire posti nuovi e così, dopo la zona della Lunigiana, Versilia, Firenze, Siena e dintorni, questo weekend è stata la volta di Lucca, Pisa, Barga e Colonnata.

Lo ammetto, prima mi sono fatta portare al mare. Raga non è colpa mia non lo vedevo da fine agosto, averlo a due minuti e non poterci andare mi stava facendo andare fuori di testa allora il mio amore mi ha gentilmente concesso questa mezz’ora in spiaggia, all’ora del tramonto per di più! -La mia felicità è ben visibile/Nell’ultima foto lui stava rischiando l’osso sacro-

Sognavo di andare a Pisa per vedere Piazza dei Miracoli più o meno dal secondo liceo quando l’ho studiata e all’alba dei 30 anni ce l’ho fatta, ovviamente non ricordando più nemmeno mezza nozione appresa ma ciò non toglie che mi ha lasciata comunque a bocca aperta. Non mi è ancora chiara una cosa però, se la torre pende, perchè in foto sembra sempre dritta?

Lucca è una città molto piccola ma piena di scorci interessanti, a primo impatti mi ha dato l’impressione di essere una Firenze in miniatura con una magia tutta sua ma se possibile è ancora meglio. Si visita tutta tranquillamente a piedi e consiglio la passeggiata sulle mura per ammirarla dall’alto; inutile dire che il duomo di San Michele e la Piazza dell’Anfiteatro sono una cosa che #ciaone e non da meno la cordialità degli abitanti.
La chiamano la città dalle 100 chiese ma io la rinominerei la città dalle 100 gelaterie.

Barga è un borgo (che gioco di parole da 100 punti ho fatto?) piccolissimo in provincia di Lucca che presenta come peculiarità la parte vecchia, arroccata sul cucuzzolo “facilmente” raggiungibile tramite delle salite a ciottoli tipiche medioevali in cui svetta il duomo di San Cristoforo che affaccia nientepopodimeno che sulle colline toscane. Dopo essermi fatta venire le chiappe di marmo, posso dire di aver gioito della pace e della vista offerte. Vi consiglio di andarci se passate di là perchè ne vale davvero la pena, ma al tempo stesso dovete essere allenati di gambe e fiato e soprattutto non dovete aver fatto palestra il giorno prima o l’acido lattico ve lo ricorderete per tutta la vita.

Colonnata è stata la nostra ultima tappa, quella di passaggio per  tornare a Milano.
Se ve lo state chiedendo si, Colonnata è quella del lardo. Anch’essa arroccata su non so quale altezza, è raggiungibile tramite una strada un pò tortuosa in mezzo a cave e cave di marmo infinite che sembrano chiuderti e risucchiarti. Tips: evitate di mangiare prima di andarci o di abbuffarvi lì stesso perchè potreste rimettere anche il pranzo di Capodanno. Siete fortunati se riuscite a trovar posto in macchina perchè è davvero minuscola, ma per fortuna si può parcheggiare anche sulla strada -come abbiamo fatto noi-. Più che visitare la piazzetta col monumento al cavatore e perderci tra le viette di alimentari non abbiamo fatto, ma anche qui la vista è fatale e il lardo..vabbè che ve lo devo dì a fa?

Vi state chiedendo se ho solo mangiato? Si, probabilmente si.

Vi chiedo di dedicare un attimo di tempo alla mia panoramica di piazza dei Miracoli notando la quantità di gente con le mani a caso per sorreggere la torre.
P.s. ovviamente l’ho fatto anche io.

OCTOBER

Ottobre, il mese in cui tutti i buoni propositi del mese prima se ne vanno a quel paese.
Ottobre, il mese in cui non capisci ancora che tempo fa e se è davvero arrivato l’autunno, se è ancora estate o se senza accorgerti devi tirar fuori i piumoni.
Ottobre, il mese in cui la voglia di fare scompare per dar spazio alla noia, al sonno perpetuo, alla voglia di Netflix e plaid.
Ottobre, il mese in cui tre anni fa ho deciso di aprire Theftaste.
Ottobre, il mese in cui le vetrine espongono milioni di cose che vuoi comprare ma di cui chiaramente non hai bisogno.
Ottobre, il mese in cui vuoi o no, devi fare il cambio di stagione.
Ottobre, il mese che ha assunto un risvolto positivo da quando è il mese di Stranger Things e di altre serie con le contropalle.
Ottobre, il mese in cui la città si riempie di foglie con gradazioni di marroni fuori dal comune.
Ottobre, il mese del mio nuovo articolo per Pepite.

Un attimo. Ottobre? Tra meno di due mesi sono in Thailandia e devo ancora finire di organizzare il mio viaggio?

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Dress/shoes/jacket : Zara

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