ABBONDIO: BIBITE E DESIGN

Mentre negli anni 50 al Sud nascevano le bibite Polara e la sua gazzosa dava sollievo a milioni di Siciliani durante le giornate più calde, esattamente dall’altra parte dell’Italia qualcuno li aveva già preceduti. Si tratta di lui, Angelo Abbondio, che nel 1889 a Tortona fondò la società che fu una delle prime in Italia a produrre bibite energetiche.
Sembra che la gazzosa in quegli anni andasse di moda un po’ come il nostro spritz dato che fu anche per quest’azienda la prima bibita prodotta e ancora oggi il prodotto di punta.

Di sicuro negli anni l’aperitivo per noi si è tramutato in qualcosa di un po’ più strong (chi può darci torto?) ma c’è chi è tuttora ancorato a vecchie tradizioni e il bitter per i nostri genitori è ancora un must da tenere in casa. E cosa c’è di più bello del tenere in frigo qualcosa che ci porti con la mente agli anni di Marlon Brando e di James Dean, di Marilyn e la sua gonna svolazzante, della nascita del rock’n’roll e alle acconciature con la bandana? Qualcosa che ce li faccia rivivere in toto e ci faccia tuffare a pieno nella golden age. Ed ecco che Abbondio rilancia le sue bevande con un nuovo design che fa concorrenza alle case americane più in voga introducendo la linea “VINTAGE”. Bottigliette colorate che raffigurano sulle etichette ragazze in stile pin-up americane con una sfumatura di tipo burlesque, stile prepotentemente alla ribalta nei primi anni del 2000 e che diciamocelo, mette d’accordo un po’tutti.
I disegni sono ripresi dalle pubblicità dei calendari di Gil Ever Green, con un tocco di rivisitazione italiana e come affermano dalla ditta, «La nostra idea vincente è stata far uscire il chinotto e le gazzose dalla polvere dei consumi da dopolavoro puntando sulla tipicità e giocando con ironia sulla memoria».

Figuratevi se questa non è stata una svolta per una collezionista di bottiglie come me tanto che non appena le ho viste nei negozi le ho prese sotto braccio per arricchire la mia mensola con questi pezzi unici e ricordo che uno dei miei pensieri è stato “chissà quando rivedrò tra gli scaffali di un supermercato qualcosa di così figo?”.

E proprio mentre incrementavo il mio assortimento con bottiglie di birra, Abbondio mi lascia di nuovo a bocca aperta e mi obbliga a trovare uno spazio per la sua nuova linea tornando alla riscossa con altre 6 bottiglie che non possono assolutamente mancare sulla mia mensola.
Se con il vintage aveva accontentato i gusti di tutti, la nuova collezione targata “TATTOOS” non solo piace, STRApiace! Ispirata ai tatuaggi old school, sulle bottigliette sono riportati tutti i soggetti più iconici degli scarabocchi “vecchia scuola” che siamo comunemente abituati a vedere impressi sulla pelle o stampati su t-shirt ma mai etichettati su vetro.

Per chi non sapesse quali sono, una breve spiegazione:
La popolarità di questi tatuaggi fu massima intorno agli anni Venti, quando i tatuatori (a stelle e strisce soprattutto) cominciarono a creare disegni aspirati ai vecchi tatuaggi di pirati, marinai e uomini di mare. I temi sono appunto attinti dalla tradizione marinaresca ma non si fermano lì, e nella tradizione old school ormai sono famosissimi anche rose dei venti, rondini,pugnali,dadi,ciliegie,pin up, fiori, velieri e sirene. Si contraddistinguono per i loro colori accesi e le loro linee spesse e nonostante possano sembrare “senza significato”, negli anni 70 svolsero la funzione di riconoscimento di un gruppo ben preciso e furono infatti i più realizzati sulle pelli di motociclisti, punk e skinhead.

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Insomma, in attesa della prossima genialata targata Abbondio che fate, non correte a comprarle?

DISCOVERING THE WORLD : PALMA DE MALLORCA (welcome october)

Una felpa non può esser paragonata alle maniche corte, una tuta lunga è lontana anni luce dagli shorts e i calzini dovrebbero rimanere nel cassetto per dare spazio alle infradito. Ebbene si, endless summer nella mia testa e never surrender al fatto che ormai siamo a ottobre e l’estate me la devo dimenticare..ma come si fa se fino a pochi giorni fa ero a bordo piscina, vista mare, con il bikini addosso pronta a tuffarmi nell’acqua blu dipinta di blu? Benvenuto Ottobre, perchè così mi piaci molto.
Sembrano già lontanissimi quei giorni meravigliosi, ad arrancare spagnolo e bere cervezas come se non ci fosse un domani, a guardarci e ridere per un nonnulla, a tentare di dormire senza troppi risultati, a incontrarci a colazione e mangiare come se fosse l’ultimo giorno della nostra vita. Palma de Mallorca è stata un’altra esperienza da segnare nel mio planisfero, una di quelle che mi ha lasciato un segno dentro perchè nonostante ci siano tante cose che non vanno a lavoro, il mio team è il più bello dell’universo e non li cambierei con niente al mondo.
Siamo disagiati, siamo casinisti, rompiamo bicchieri, cantiamo e urliamo nei pullman mentre mettiamo canzoni totalmente a caso. Siamo quelli che fanno foto in cui è impossibile venire bene tutti quanti e io sono la prima che non ce la fa. Siamo quelli dello studio oltre il parco, siamo quelli che si contano mentre ballano perchè siamo una famiglia. Siamo quelli che ballano ininterrottamente per 4 ore accusando acciacchi il giorno dopo. Siamo quelli che non si svegliano al mattino per prendere i pullman, siamo quelli che se l’appuntamento è alle 5 e mezza arrivano alle 7, siamo quelli che si isolano si, ma perchè ci bastiamo l’un l’altro.
Non è stato solo un weekend fuori, giorni di ferie che sei costretto a prenderti. Sono state ore che rivivrei già domani. Palma è un’isola che non ho avuto il piacere di visitare molto ma un posto in cui sicuramente vorrò ritornare e scattare un’altra Polaroid, perchè quella fatta ora segna delle emozioni diverse e indelebili da quelle che potrò mai riprovare.