END OF JULY

Presente quando ti svegli col piede sbagliato?
Presente quando arrivi al limite e sei stufa di ogni cosa?
Presente quando conti i giorni che mancano alle ferie e realizzi che sono ancora troppi?
Presente quando anche il tuo stomaco ti manda dei chiari segnali dovuti allo stress?
Ecco, questo è quello che succede quando arrivi quasi alla fine di Luglio e le tue chiappe non sono al sole ma sulla stessa sedia su cui poggiano tutto l’anno, sempre dentro le stesse mura dello stesso edificio della stessa città.
Ancora 16 giorni mi separano dalla partenza verso la mia amata Sicilia e io divento sempre più insofferente ogni momento che passa e cerco di distrarmi con qualsiasi cosa anche se è molto difficile non essere invidiosi scrollando ogni social vedendo foto di tutti al mare -ma tipo, lavorare?-.

Per rimediare a così tanta insofferenza mi sono importa di pensare a tutt’altro e quale miglior ancora di salvezza di Netflix? Dopo vari feedback positivi e dopo 7 stagioni di Pretty Little Liars, all’alba dei 28 anni mi sono concessa un altro telefilm da teenager e così la scorsa settimana ho iniziato a vedere 13 Reasons Why,  che probabilmente finirò tra un paio d’ore. Mentre tutti sono malati di Game Of Thrones io scelgo la storia di Hanna Baker, adolescente spinta al suicidio da 13 eventi che registra in altrettante cassette e che fa recapitare dopo la sua morte alle persone ritenute colpevoli del suo gesto. E nemmeno a farlo apposta mentre inizio a vedere un telefilm che parla di suicidio leggo ovunque la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Chester Bennington.
Ora, so che stanno accadendo cose ben peggiori nel mondo e che in effetti il suicidio di un cantante a soli 40 anni potrebbe essere irrilevante rispetto alle stragi ingiustificate in ogni lato dell’emisfero, ma prima di giudicare tale un evento del genere soffermiamoci a pensare a quanti ragazzi cresciuti con le sue canzoni ascoltati in ogni ripetitore musicale, dai lettori cd agli Ipod al più comune Spotify, sono rimasti impietriti da questa notizia. La musica ti accompagna e segna un qualsiasi momento della tua vita, per cui alle volte i cantanti non sono solo quelli che si sgolano e sudano sul palco, ma li vedi un pò come persone su cui contare, li senti talmente vicini che ti sembra di essere tra le loro braccia mentre ti consolano o regalano un abbraccio. E io, che non sono cresciuta con i Linkin Park ma li ho sempre ascoltati volentieri, sono rimasta senza parole, per cui non posso nemmeno immaginare quello che stiano provando i suoi fan.

E no, non era un discorso campato in aria per fare un pò di moralismo bensì un momento di riflessione e sfogo che oggi, 25 Luglio, mi sentivo di fare alla faccia di tutti i melodrammi che ricevi per mail nelle 8 ore lavorative e che, indovinate un pò?
IL MONDO VA AVANTI COMUNQUE. NON SIAMO DOTTORI E NON SALVIAMO VITE UMANE.

D’altronde ve l’ho detto subito che oggi sono stufa e insofferente, per cui per alleggerire un pò questo post di lamentele e riflessioni mi concedo questa foto per ricordarmi che tra 16 giorni potrò essere anche io l’invidia di qualcun altro.

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COLORFUL JULY

Giornate che passano tra una playlist da spiaggia, una rottura di palle dietro l’altra, un pò d’aria di casa, un aperitivo tra colleghi, un rientro a Milano traumatico, un ordine su internet, nuove serie tv e cibo. Tanto/troppo cibo ingiustificato a solo un mese dal mare everyday, e proprio ora che mi trovo a fare due conti mi accorgo che ci vogliono ancora ventiquattro fucking giorni prima di poter salire su un aereo destinazione Sicilia e quel momento sembra non arrivare mai.
Presente quando da bambino desideri l’arrivo del Natale così fortemente per scartare i regali che non stai più nella pelle e ti svegli ogni notte con gli occhi sbarrati pensando sia quella la sera e invece no? Ecco, questa è più o meno lo specchietto della mia vita a luglio mentre aspetto le ferie. Ogni giorno mi sveglio dandomi al massimo ancora un paio di settimane di sbattimenti-lavoro-città e poi prendo il telefono e realizzo che no, manca ancora una cifra di tempo.

Come fare quindi a sopravvivere a questa catastrofe? Le opzioni sono tre, o tanto shopping o tanta pazienza -chenonho-, o tanti weekend fuori.
La prima cerchiamo di soddisfarla finchè si può, la seconda la bypassiamo e sulla terza possiamo discuterne. Sono tornata domenica da Roma dopo aver passato un fine settimana a festeggiare il primo compleanno di Ludo e non riesco ancora a capacitarmi di come si faccia a essere così belle, ingenue, cazzute e permalose a solo 24 mesi di vita.
Quando guardo crescere i miei nipoti ho uno strano senso d gioia e invidia che mi esplode nel cuore, da una parte perchè sono bellissimi e cambiano giorno dopo giorno -mentre io invecchio come se non ci fosse un domani-, dall’altra invidio così tanto la loro ingenuità e la loro innocenza che vorrei anche per un solo secondo essere nei loro panni e sentirmi libera da tutto.
Sta di fatto che lei è la pagnotta più bella del mondo e non posso ancora credere che sia già passato un anno da quando abbiamo ricevuto quel messaggio alle otto del mattino facendoci fare le peggiori corse pur di poterla guardare un attimo e ammirare la sua purezza.

Tornando ad oggi, invece, come promesso post dopo post vi mostro gli acquisti fatti con i saldi e oggi è il turno di questa carinissima maglietta di Bershka, portata a casa alla modica cifra di 7 euro, il che la rende ancora più bella nonostante mi ci possa apparecchiare sopra un pic nic, mentre pantaloncini sono un acquisto datato ma pur sempre vincente targato Zara.IMG_2142IMG_2141

“Sorriso da babba di minchia” olio su tela 2017.

DISCOVERING ITALY : CINQUE TERRE

Per la famosa serie “a volte ritornano” eccomi di nuovo qui.
Lo so, sono molto assente e non posto più in maniera assidua come una volta, ma il problema di base è che non riesco a trovare un attimo per piazzarmi davanti al computer e dedicare un pò di tempo a me stessa nè tantomeno ho voglia di accenderlo quando rientro a casa dopo averci passato ben 8 ore incollata tra mail e quant’altro.
Figuriamoci poi il weekend, che ne approfitto per fare di tutto tranne che per starmene a casa! E a tal proposito, guess what?

Dopo aver trascorso lo scorso fine settimana tra negozi e piscine, questo appena passato mi ha regalato emozioni giganti –oltre a tantissima afa- e sapete perchè?
Perchè finalmente dopo tanto, tantissimo tempo, che le immaginavo o addirittura sognavo, guardavo su internet, cercavo su instagram, ho fatto il desiderato giro delle Cinque terre. Non potevo crederci, pensavo che quelle foto incantevoli fossero frutto di grandangoli e filtri di VSCO e invece no! Tutto quello che avevo googlato mi si è palesato davanti agli occhi e verosimilmente in una visione ancora più bella di quanto avevo immaginato!
Partenza presto, imbarco da Lerici con solita corsa annessa per non perderlo -perchè si sa, a me e te non ne va mai una giusta- e via in pieno mare. Ustione alle spalle e caldo colossale, prima tappa Riomaggiore. Salite, discese, scale, odore di fritto dappertutto e focaccia al limone. Persone affacciate alle finestre e persone in ogni vicolo, mare incantevole a un passo dall’ingresso del paese, una distesa blu davanti ai miei occhi da una parte e dall’altra mille palazzi colorati.
Seconda tappa: Manarola. No amore, non scendiamo o al mare non ci arriviamo più.
Terza tappa: Vernazza. Si questa mi ispira e per di più è piana, senza salite e discese che mi rassodano le chiappe ma mi fanno sudare ancora di più, scendiamo!
Le viette, i locali, i ristoranti, e un’insenatura tra le rocce che fa sfociare in una baia dal mare incantevole, il tempo di due foto ma è già troppo tardi e bisogna prendere l’altro battello che indovinate un pò? 20 minuti di ritardo. Cosa che un tuffo non me lo toglieva nessuno e nel frattempo mi sarei anche asciugata viste le temperature.
Quarta e ultima tappa: Monterosso. Fortuna che l’avevo già vista passeggiando sotto la pioggia due settimane fa perchè il mio unico desiderio era quello di tuffarmi e sdraiarmi al sole visti i 50 minuti di sosta prima di riprendere l’ultimo battello.
Un bagno e una doccia veloce, il tempo di asciugarsi e via di nuovo direzione Lerici con tappa a Portovenere.

Una giornata devastante che ha portato tanta stanchezza, tanto colore alle gambe e le spalle bruciate. Sudore e sole le parole del giorno ma dopo aver visto le foto condividerete con me l’idea che ne è assolutamente valsa la pena.

WELCOME JULY!

Svegliarsi la mattina con uno strano sentore di vacanze post liceo tipo un throwback di 10 anni ma non del tutto sbagliato dato che FI-NAL-MEN-TE siamo arrivati a Luglio.
Ebbene si, dopo una settimana di tempo incerto, diluvi universali e paradossalmente anche freddo, è finalmente giunto il mese che porta sempre buone nuove.
L’arrivo dei saldi, solo 26 giorni ad Agosto, le tanto desiderate ferie, il primo compleanno della mia nipotina e il probabile arrivo di un’altra a breve, il colon irritabile.
In sostanza si, aspettando l’ispirazione per scrivere il nuovo post il mio colon ha deciso di implodere e di tirarmi fitte lancinanti e gonfiare la mia pancia a mo di palla medica, ragion per cui sabato non riuscivo a vedermi con niente addosso e per fortuna non ho provato nulla durante i miei acquisti dei saldi o non avrei comprato niente.

E a proposito di saldi! Per essere quelli estivi che di solito non mi danno mai troppe soddisfazioni, rispetto all’anno scorso ho avuto davvero piacevoli sorprese e sconti piuttosto sostanziosi. Tutto sommato il clima ha aiutato nel poter girare liberamente in centro senza sudare l’impossibile e non c’era nemmeno il mondo dentro i negozi anche se, come al solito, le persone sono indisciplinate come non mai e buttano tutto alla rinfusa ricreando in un millesimo di secondo il mercato del pesce di piazza Vittorio.
In sostanza loro fanno così, prendono e lanciano, accumulando pile di vestiti sotto occhi sgomenti e infuocati delle commesse che hanno a che fare con queste specie di persone se così si possono chiamare.

Comunque non mi sono data per vinta e visto il budget un pò limitato -prima o poi vi dirò cos’ho combinato e perchè sono super tirata- ho affrontato i miei punti fermi consapevole del fatto che avrei continuato lo shopping online sul mio fidato Asos (per la cronaca non ho ancora ordinato nulla) e con calma sono riuscita a trovare sia qualcosa che avevo già adocchiato prima dei saldi sia altre cose inaspettate che mi hanno comunque dato molte soddisfazioni. Pian piano vi mostrerò tutti i miei acquisti, per ora limitatevi a vedere il mio look di sabato, appunto, pronta a sfidare le mie concorrenti agguerrite in Vittorio Emanuele!Processed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with hb2 preset

T-shirt and pants: Zara
Shoes: Pull&Bear
Bag: Asos
Necklace: Bershka

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“Selfone delle 5 del pomeriggio, olio su tela”