DISCOVERING THE WORLD : LISBOA

Mi sono presa del tempo prima di fare questo post perchè dovevo passare del tempo con me stessa e decidere se quest’ultima gita fuori porta mi aveva soddisfatto come le precedenti o meno. Le emozioni sono ancora contrastanti e non ho ancora in mente un’idea ben chiara di quanto e se effettivamente mi sia piaciuta Lisbona, ma sicuramente a freddo avrei detto tutt’altro senza spendere nemmeno una buona parola per la capitale portoghese.
Non è un caso che decido di parlarne solo adesso perchè oltre a questo reale motivo di fondo che mi spingeva a non dare commenti troppo irrazionali, c’è anche una connessione niente male tra il mio post e la persona a cui lo dedico.

Lisbona ci ha visto arrivare (per un pelo dato che rischiavamo quasi di perdere l’aereo) in un torrido giovedì, alle 10 del mattino, dopo aver rischiato la disidratazione mattutina e dopo un viaggio durato tanto quanto il mio sonno fatto nelle 3 ore di volo.
Ci ha accolto con una temperatura media di 29 gradi e delle fermate di metro meravigliose, maiolicate, colorate, pulite. Ci ha spinti al nostro massimo, a camminare per tutte le sue salite e discese mettendo a dura prova la mia resistenza fisica, a sudare l’impossibile, a fare attenzione a tutti quei dettagli che di solito in una città grande non guardi anche se poi ti fermi a pensare e realizzi che Lisbona non è propriamente una metropoli comune. Non stiamo parlando di Londra e delle mille attrazioni che ti offre e tantomeno di Parigi e le sue maestosità ma di una città che da poco ha scoperto di rifarsi in Europa. In continuo cambiamento, piena di cose caratteristiche ma a tratti insignificanti, Lisbona non ti offre tutto quello che ti aspetti dalle altre capitali anzi, direi poco e niente.
Si fa forte delle sue piccole cose puntando tutto sulle maioliche di cui è tappezzata, sulle piccole strade in salita attraversate dai tram tipici di colore giallo, sul lungofiume (o mare?), sui miradouri e la visuale che offrono, sulla birra a un euro, sulle polpette di baccalà ripiene di formaggio e i pasteis di Belem, sulla sua rinascita che gradualmente sta arrivando, sulla simpatia e convivialità dei suoi abitanti e sulla tranquillità che regna in città.

Lisbona mi lascia ancora un pò così, dubbiosa e evidentemente non ancora convinta al 100% sulla sua bellezza, ma mi ha dato quella sensazione di serenità e tranquillità che poche città sono riuscite a lasciarmi addosso ed è proprio come la persona che mi ci ha ospitato e che ieri ha compiuto 24 anni. Mio cugino è come Lisbona, in continua evoluzione, rinascita e riscoperta delle sue qualità, riesce a farti sentire a casa ovunque si trovi ed è bello per pochi ma complesso per tutti gli altri..e forse è proprio per questo che una parte di me è rimasta attaccata a quella città del Portogallo che ti ospita da un sacco di mesi e ti tiene lontano da me ❤

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