Holidays

Green Day e canzoni da teenager nelle orecchie, un biglietto tanto agonizzato finalmente nelle nostre mani e i biscotti della fortuna che mi dicono di aver preso la giusta direzione, il secondo giorno d’estate e una voglia irrefrenabile di continuare ad abbronzarmi.
Eccolo il mio mood attuale. Torno da un weekend nella MIA città, un weekend di mare, amiche, insulti per il mio colore di pelle, nipoti, supplì e porchetta.
Torno da un weekend di sole, melanina a pallettoni e arrabbiature infinite.
Torno da un weekend di ricordi e malinconia.

Oggi, 22 Giugno, molti maturandi sono in crisi con loro stessi e probabilmente staranno piangendo disperati in previsione della seconda prova e chissà se è uscito latino o greco, chissà che strano quesito di matematica dovranno affrontare e io sono qui che non vorrei davvero trovarmi nei loro panni ma tornerei indietro volentieri pur di non dovermi rapportare con persone che fanno finta di lavorare ma in realtà non ne capiscono proprio niente. E non vedi l’ora che sia venerdì, che quando arriva d’estate è ancora più bello perchè significa solo una cosa : MARE.

Ogni weekend è buono per andarsene, per non pensare allo stress quotidiano, per respirare aria diversa, per rilassarsi da soli o con gli amici, per girovagare, per fare tutto ciò che in settimana non puoi perchè sei rintanato in una città che ti costringe e in un ufficio che ti sta più che stretto.

E poi tra 10 giorni ci sono i saldi e io sto gia adocchiando un sacco di cosine belle che non vedo l’ora di comprare anche se ad ora il mio conto piange.
Intanto però, vi lascio con delle fotine in cui sfoggio contentissima la mia nuova maglia Levi’s e una gonna comprata, per l’appunto, coi saldi invernali e a cui ho tolto il cartellino solo pochi giorni fa.

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T-shirt: Levi’s
Skirt: Stradivarius
Bag: Adidas

DISCOVERING THE WORLD : LISBOA

Mi sono presa del tempo prima di fare questo post perchè dovevo passare del tempo con me stessa e decidere se quest’ultima gita fuori porta mi aveva soddisfatto come le precedenti o meno. Le emozioni sono ancora contrastanti e non ho ancora in mente un’idea ben chiara di quanto e se effettivamente mi sia piaciuta Lisbona, ma sicuramente a freddo avrei detto tutt’altro senza spendere nemmeno una buona parola per la capitale portoghese.
Non è un caso che decido di parlarne solo adesso perchè oltre a questo reale motivo di fondo che mi spingeva a non dare commenti troppo irrazionali, c’è anche una connessione niente male tra il mio post e la persona a cui lo dedico.

Lisbona ci ha visto arrivare (per un pelo dato che rischiavamo quasi di perdere l’aereo) in un torrido giovedì, alle 10 del mattino, dopo aver rischiato la disidratazione mattutina e dopo un viaggio durato tanto quanto il mio sonno fatto nelle 3 ore di volo.
Ci ha accolto con una temperatura media di 29 gradi e delle fermate di metro meravigliose, maiolicate, colorate, pulite. Ci ha spinti al nostro massimo, a camminare per tutte le sue salite e discese mettendo a dura prova la mia resistenza fisica, a sudare l’impossibile, a fare attenzione a tutti quei dettagli che di solito in una città grande non guardi anche se poi ti fermi a pensare e realizzi che Lisbona non è propriamente una metropoli comune. Non stiamo parlando di Londra e delle mille attrazioni che ti offre e tantomeno di Parigi e le sue maestosità ma di una città che da poco ha scoperto di rifarsi in Europa. In continuo cambiamento, piena di cose caratteristiche ma a tratti insignificanti, Lisbona non ti offre tutto quello che ti aspetti dalle altre capitali anzi, direi poco e niente.
Si fa forte delle sue piccole cose puntando tutto sulle maioliche di cui è tappezzata, sulle piccole strade in salita attraversate dai tram tipici di colore giallo, sul lungofiume (o mare?), sui miradouri e la visuale che offrono, sulla birra a un euro, sulle polpette di baccalà ripiene di formaggio e i pasteis di Belem, sulla sua rinascita che gradualmente sta arrivando, sulla simpatia e convivialità dei suoi abitanti e sulla tranquillità che regna in città.

Lisbona mi lascia ancora un pò così, dubbiosa e evidentemente non ancora convinta al 100% sulla sua bellezza, ma mi ha dato quella sensazione di serenità e tranquillità che poche città sono riuscite a lasciarmi addosso ed è proprio come la persona che mi ci ha ospitato e che ieri ha compiuto 24 anni. Mio cugino è come Lisbona, in continua evoluzione, rinascita e riscoperta delle sue qualità, riesce a farti sentire a casa ovunque si trovi ed è bello per pochi ma complesso per tutti gli altri..e forse è proprio per questo che una parte di me è rimasta attaccata a quella città del Portogallo che ti ospita da un sacco di mesi e ti tiene lontano da me ❤

WELCOME (BACK) JUNE!!

Nemmeno il tempo di assaporare un attimo la spiaggia, il mare, l’abbronzatura e le prime ustioni, che già Milano ci riporta alla realtà con i classici temporali estivi.
Bentornato Giugno. Non è cambiato molto rispetto a quando ci siamo salutati l’anno scorso, tanto meno rispetto a quando ci hai fatto visita bussando alla nostra porta, che a saperlo che aprendola ci portavi lampi e tuoni quasi quasi mi tenevo stretto tra le braccia Maggio.

E’ vero che siamo al tanto atteso e desiderato Giugno, è vero che il countdown alle mie spalle è passato da – 6 a “welcome back” -e disegnini di ombrelloni e barchette affini-che nemmeno me ne sono accorta ed è vero pure che ho fatto un weekend lungo di mare per cui non posso proprio lamentarmi, ma diciamocela tutta, la vera domanda da porsi ora è una e solo una :  “ancora due mesi prima delle ferie??” Ebbene si.
Il bello è che quando andavi a scuola Giugno non arrivava mai, e quando era il suo momento avevamo anche da lamentarci perchè c’erano SOLO tre mesi di vacanza. SOLO. Adesso pagherei oro per potermi fare 3 mesi di mare e invece sono rinchiusa in queste quattro mura ad attendere altri sessantacinque giorni per potermene gustare solo 20 di libertà. Non so voi, ma a parer mio la vita da adulti fa schifo.

Ho passato un fine settimana lungo stupendo -traffico dell’andata a parte-, in compagnia di amici, chiacchiere, parole crociate, vescica incontenibile, focaccine e ghiaccioli e ora sono qui a raccontarvelo con un emicrania pazzesca, raffreddatissima e smocciolante e le nubi, la pioggia e perchè no anche la grandine che dominano il cielo di Milano.
Ho persino approfittato del rientro per passare in uno degli outlet che ancora mi mancava da vedere e devo dire una piacevole scoperta al Fidenza Village.
Ok, mi ero fermata principalmente per tentare la sorte e cercare/comprare la love bag di Pinko che bramo da mesi, ma la stessa sorte non me l’ha fatta trovare per cui mi sono rifatta alla Levi’s acquistando un classicone, la t-shirt grigia brandizzata che vedrete presto in qualche mia foto.
Ma la vera protagonista del weekend passato, e soprattutto di  tutto giugno, è una delle spille più belle che il mondo abbia mai concepito e che è stato possibile avere tra le mani grazie al mio caro amico Matti e cioè…la spilla di Karl Lagerfield, mon amour!
Ne approfitto per condividere con voi degli scatti fatti nel weekend, tra gli ulivi, abbronzatissima, in cui mostro orgogliosa non solo l’acquisto del secolo ma anche una delle mie maglie preferite, le mi scarpe preferite e un tocco di rosa che non guasta mai!

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Shoes: MiuMiu
Trousers: Zara
Pin: By SeulBrescia