COMFY SUNDAY

Non so come ma siamo arrivati all’ultima settimana di Marzo.
Il mio compleanno si avvicina incutendomi una cifra di angoscia e facendomi gia percepire le prime rughe di decadenza verso i 30 ma al tempo stesso si avvicina anche Pasqua e io non vedo l’ora di poter finalmente partire e mettere piede a casa, nell’unica e sola.

So che sono stata un pò latitante ultimamente ma ogni volta che mi riprometto di scrivere un post, subentrano centomila complicazioni, urgenze o come piace tanto chiamarle PRIORITA’ e io non ho nemmeno il tempo di respirare, figuriamoci di sedermi davanti a un computer. Per di più aggiungiamoci che l’arrivo della primavera invece che scatenarmi gli ormoni mi ha solo provocato un grande disagio, un enorme sonno e una stanchezza a cui non posso porre rimedio e diventa tutto molto facile da capire: mi passa la fantasia.

Oggi però, a ridosso della fine del mio mese preferito, mi sento in dovere di spendere un paio di parole su quello che è successo nelle ultime settimane.
Scazzi e imprecazioni varie le mie giornate sono andate avanti nella solita routine, con l’aggiunta che il mio stomaco è tornato a farsi vivo causa nervoso/stress, che ho comprato un sacco di cose dal mio amato Zara, che stiamo organizzando un viaggione per Dicembre, che non vedo l’ora di andare dal parrucchiere per dare una sistemata ai miei capelli di ormai cinque colori differenti, che la scorsa settimana ho visto lo spettacolo di Conti, Pieraccioni e Panariello e ho rischiato una paresi facciale causa troppe risate, che sto improvvisando countdown con termini sempre più lunghi, che vorrei acquistare centomila cose e invece devo solo che tenermi i soldi in tasca. E poi è successo che sabato, dovendo usufruire di un buono regalo del mio compleanno dell’anno scorso, per la prima volta nella mia vita ho fatto un massaggio da QC terme. Inutile dire che mentre cercavo di non pensare a nulla e rilassarmi contemporaneamente stavo perdendo le staffe perchè venivo cosparsa di olio che nemmeno un arrosto, ma salamoia a parte è stata un’esperienza divina e mi sono ripromessa che dovrò usufruire più spesso delle terme per evadere allo stress cittadino.
E come ultima news posso dirvi che ieri, dopo due anni, ho finalmente ottenuto il mio balcone. E’ arrivata così quando meno me l’aspettavo, la decisione da parte sua di dirmi “Andiamo a comprare le piante che sistemo i vasi in balcone” e io non ho potuto far altro che acconsentire e correre con lui dal vivaio, dando il mio contributo scegliendo le piante dai fiori che mi ispiravano di più. Presente però quando la domenica ti alzi tardi, vorresti fare tutto tranne che uscire e anzi, passare la giornata a poltrire sul divano in pigiama spaccandoti di tv? Ecco, ieri era una di quelle domeniche. Fatto sta però che uscire in pigiama non è etico ed ecco perchè sono felice di dirvi che ho potuto sfruttare il migliore acquisto degli ultimi mesi, LA TUTA. Già lo so che chi mi conosce starà sbarrando gli occhi davanti allo schermo nel leggere che io sia uscita in tuta o soprattutto che io ne abbia comprata una ma qui lo dico e qui lo nego, la stavo cercando da tantissimo tempo fin quando, un mesetto fa all’incirca, Mr. Zara ha decido di esporre proprio il modello che avrei voluto nel mio armadio e così è stata acquistata all’istante, senza ripensamenti, senza se e senza ma.

Devo dire che ieri non è stata la prima volta che l’ho indossata ma rispetto alle altre occasioni, sono stata davvero contenta dell’abbinamento comfortable ma allo stesso tempo cool che sono riuscita a creare e così mi sono fatta immortalare tutta fiera del mio outfit e dei miei codini palline alla topolino mentre stavo gelando tra le folate di vento in porta genova.

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Bomber: Pimkie
T-shirt and Trousers: Zara

S.PATRICK DAY – JAMESON VILLAGE

Per la famosa serie “Tradizioni mondiali a cui noi italiani non possiamo proprio rinunciare” c’è anche il S. Patrick Day. Per noi abitanti del Bel Paese non è altro che l’ennesima scusa per bere birra a fiumi, fare casino, indossare ridicoli copricapo verde folletto e avere una giustificazione per il post-sbronza del giorno successivo.
Ricordo i bei tempi in cui io e il mio stomaco eravamo complici e con enorme nonchalance assorbiva tutto l’alcool che ingurgitavo e in occasione di San Patrizio di un po’ di anni fa diedi il meglio di se scolandomi un paio di litri di una favolosa birra trappista che mi ha rintronato talmente tanto che avevo quasi pensato al rehab come unica soluzione.
Poi sono diventata una pecetta che dopo una media ha già la gastrite ma questo non mi impedisce comunque di far parte di quell’alta percentuale di italian medi che godono delle tradizioni altrui e ogni anno mi diletto a festeggiare sentendomi un pò irlandese anche io.

Quest’anno però a differenza di quelli passati, invece di buttarmi in un qualsiasi pub sul naviglio nella speranza di non dover fare troppa fila per scolarmi la mia pinta, ho partecipato a un evento a cui sono stata gentilmente invitata, e cioè il Jameson Village.
So già che i miei lettori si stanno dividendo in due grandi categorie.
I categoria : “Il che?”
II categoria: “Che c’entra il Whisky?”
Dato che io ora faccio tanto la gagliarda ma in realtà appartengo senza ombra di dubbio a quelli che cosa-che-cosa? farò la parte della saputella e vi illustrerò tutto quello che volete sapere e anche di più. Il Jameson è un irish whiskey (e quindi ha tutto il diritto di esser festeggiato il giorno di San Patrizio) che ho avuto il piacere di assaggiare per la prima volta l’anno scorso in occasione di un evento a cui sono stata invitata in un cocktail buonissimo a base di questo whiskey magico e ginger. Devo dirlo, inizialmente ero super restia a provarlo non essendo una grande fan dei liquori ma mi ci è voluto un millesimo di secondo per farmi ricredere! Dopo aver partecipato più volte ad aperitivi a base di Jameson, non potevo sicuramente rinunciare all’ennesimo assaggio e così, venerdì 17 ore 20.30 mi presento di fronte all’ex spazio Farini aspettandomi di tutto tranne che un vero e proprio villaggio irlandese pronto ad ospitare fiumi di persone che facevano la coda anche in mezzo alla strada.
Le sensazioni che questo evento è riuscito a lasciarti sulla pelle, dopo lo stupore iniziale, sono state in assoluto super positive. Praticamente in un attimo sei a Milano e quello dopo in una vecchia cittadina irlandese con tanto di municipio, chiesa, farmacia, scuola, cimitero e chi più ne ha più ne metta. Ci si poteva sposare, si poteva sostare sdraiandosi ai piedi di una lapide del cimitero a guardare un film muto, si poteva assistere alle lezioni della scuola, si poteva ballare sulle note dei musicisti che si esibivano al teatro, e per tornare alla realtà bastava spostarsi verso la parte esterna del capannone e fare acquisti alle bancarelle vintage dell’east market oppure mangiare ai banchetti dello street food. Il tutto sotto gli occhi di una gigantesca mongolfiera che dominava sul villaggio.
Un’esperienza totalmente diversa che non vedo l’ora di rivivere.

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FRIDAY 17th

La chiamano Eptacaidecafobia , ed è la paura del numero 17, specialmente abbinato al venerdì. Inutile negarlo, il mondo è pieno di persone superstiziose ma l’ Italia è uno dei paesi più sul pezzo a riguardo quindi lancio una sfida a tutti: quante volte avete detto o vi siete sentiti dire una di queste frasi?
“Oddio mi ha appena attraversato la strada un gatto nero, passa tu prima di me”
“Non poggiare il cappello sul letto!”
“Sei pazza a camminare sotto le scale? Vuoi morire adesso?”
“E’ caduto il sale sul tavolo, lancialo subito alle tue spalle!”
“Attenzione allo specchio che se si rompe sono 7 anni di iella eh”

E la cosa bella è che potrei andare avanti per ore, giorni, mesi, a elencare tutte le credenze che contraddistinguono il Bel Paese ma quella della sciagura cosmica associata al 17 è davvero universale..facile da capire poi se pensiamo a tutti i film horror che l’America ha deciso di ambientare proprio in questo giorno.
Ma perchè ce l’hanno tutti con sto 17, poraccio? Sembra che sia capitato nella stessa barca sfortunata del povero San Valentino (non so se vi ricordate il mio post a riguardo) quindi, dato che siamo riusciti a salvarne uno non vedo perchè non provarci anche con lui!

Sembra che già nella Grecia antica alcuni psicopatici seguaci di Pitagora abbiano iniziato a disprezzarlo dal momento in cui s’era beccato sta sciagura di essere tra il 16 e il 18, considerati perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. (Valli a capire i matematici..)
Per non parlare poi del fatto che la Bibbia abbia creato un connubio perfetto di iella dato che nell’Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese e che di venerdì sarebbe morto Gesù.
Non andando invece troppo lontano, nella smorfia napoletana il 17 è sinonimo di “disgrazia” e tra i proverbi che le nonne recitavano a mò di rosario c’era il famigerato”nè di Venere nè di Marte, non si sposa nè si parte”?

È così giunta fino ai nostri giorni la credenza superstiziosa per cui il numero 17 sia un simbolo di sventura soprattutto per coloro che ci credono davvero..ed è pur vero poi che ogni tanto anche il 13 si becca un pò di maledizioni essendo lui stesso un altro povero condannato. (Non avete mai fatto caso che in molti alberghi, aerei, ristoranti, non appaiono mai tali numeri tra i posti a sedere, le camere o i segnatavoli?)

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Ma vogliamo davvero farci influenzare dalle superstizioni, andare in giro con il cornetto scacciaguai e non approfittare della magnifica giornata di sole di questo venerdi 17 marzo per mangiare una brioche con gelato in una delle gelaterie siciliane più buone a Milano che ti fanno rivivere in un attimo un pò di estate e pensando gia al weekend temendo che qualche malaugurio si abbatta su di noi mentre sei li a ingurgitare calorie e grassi saturi like no tomorrow?

DISCOVERING THE WORLD: AMSTERDAM

Capita sempre così: organizzi con mesi e mesi di anticipo googlando come una forsennata tutte le compagnie aeree, booking, air b&b, trivago e chi più ne ha più ne metta, prenoti finalmente il weekend che vuoi da un sacco di tempo e poi in due giorni finisce il sogno.
Ed ecco qui che è successo per l’ennesima volta, nella destinazione che bramavo da un sacco di tempo e che mi ha ospitato in questo fine settimana e a cui ho dovuto già dire un immenso “ci vedremo di nuovo e spero presto, Amsterdam“.

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Diversamente da come mi aspettavo sarebbe andata -vedi Giucas Casella e il suo bong- ho passato due giorni meravigliosi in una città estrema ma bellissima.

Sembra di essere ancora lì. Tra i canali, le case storte, l’odore di Maria che ricopre tutti gli altri tranne quello degli ormoni maschili nel quartiere a luci rosse, le bici che non smettevano di suonare il loro fucking campanello trecento volte al secondo perchè la città è solo loro, i parcheggi delle macchine a un pelo dal margine del fiume, abitazioni che non solo sembravano caderti addosso ma ti rendono anche più fatto di quelli appena usciti dai coffee shop perchè -sono storte loro o sono storto io?-, le mille scale, i tram che corrono come Ferrari e sticavoliseseiinmezzoallastradaperchèiotiseccosevoglio, Van Gogh e il suo museo, i tulipani e chi più ne ha più ne metta.

Una città simbolo di follia e trasgressione, ma anche eleganza e magia.
Una città forte ma al momento stesso romantica.
Una città bella, di quelle che devi necessariamente vedere almeno una volta nella vita, e in cui devi tornare perchè la prima volta la giri, la guardi e ti ingozzi di patatine, la seconda ti fai come le mine e non ti ricordi nemmeno di esser partito.

 

FW IS OVER AND I LOVED IT

Martedi 7 Marzo, reduce da uno shooting mattutino totalmente in esterna con una giornata meravigliosa se non fosse per il vento che spara a duemila ma rende il cielo più limpido che mai. Ho scoperto angoli di Milano incantevoli che nemmeno sapevo esistessero e tornare in studio è deleterio per lo spirito.
Domani è la festa della donna e non vedo l’ora di ricevere le mie mimose anche se dovrò allo stesso tempo iniziare a pensare cosa mettere in valigia per il weekend. Ebbene si, è finalmente arrivato IL fatidico weekend e Amsterdam ci aspetta!
Peccato che le temperature siano notevolmente più basse e sia prevista pioggia per sabato e domenica, ma non vedo l’ora di metter piede in una nuova città e fare l’ennesima nuova esperienza!

Comunque, oggi finalmente si è conclusa la Fashion week e udite udite? sono riuscita nonostante le mille cose da fare a vedere tutte le sfilate!
Quindi, dato che non ho invece avuto assolutamente modo di farmi fare delle foto, posto qui un riassunto dei look di questa FW che mi hanno smosso qualcosa e devo dire che sono stati davvero tantissimi, alcuni certi mentre altri delle vere novità- e ne approfitto per condividerli con voi!

 

 

HELLO MARCH!

Si si si si ce l’abbiamo fatta!
Ciao Febbraio ciao, portati dietro i miei malumori, i miei stati d’animo bipolari, il freddo, il pieno dell’inverno, le giornate di merda e boh, per ora non mi viene in mente nient’altro e ci vediamo tra 12 fucking mesi, lascia lo spazio a chi si merita di stare qui più di te e diamo tutti un caloroso benvenuto al migliore dei mesi.
Bentornato Marzo, i missed you so much!

Sembrerebbe che il cielo si sia svegliato e abbia deciso di farci un regalo non solo presentandoci un nuovo mese che porta con se la primavera, ma anche anticipandola con una meravigliosa, incantevole, speranzosa, profumata, spensierata giornata di sole.
Presente quando ti svegli al mattino e nel pieno del sonno, ancora incosciente, un po di pensieri si accavallano e non sai se stai davvero pensando, sognando, avendo visioni o quant’altro ma inizi piano piano a idealizzare la realtà che ti circonda e capire?
Capire che non è immaginazione e che la luce filtra filtra davvero tra i buchi delle tapparelle, che vorresti non doverti alzare presto per andare a lavoro bensì vorresti goderti quelle coccole mattutine che la giornata ti offre magari con un buon caffè a letto.
Poi però capisci che è ancora mercoledi ma con questo sole non puoi affrontare la giornata con un bad mood e allora ti alzi, inali quell’ottimo profumo di caffeina e sfoggi il tuo outfit migliore, il sorriso, e una giacca di pelle gialla perchè quando fuori sembra primavera non puoi far altro che gioirne e dimostrarlo al mondo intero.

Bentornato Marzo, mi hai reso persino romantica e profonda.
E auguri papà, siamo lontani ma ti penso tutto il giorno ❤

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