WONDERWOMAN JACKET

Storie di lunedì -stranamente- migliori di un venerdì.
E’ iniziata una nuova settimana, fortunatamente l’ultima di febbraio che coincide con la prima di Marzo, il mio mese.
L’arrivo della primavera, del mio compleanno, del countdown verso l’estate che si accorcia clamorosamente, dell’avvicinarsi dei weekend fuori, dei primi caldi, delle giacche di pelle che poi diventano di jeans, del rosa degli alberi in fiori, dei gelati e degli ormoni in subbuglio. Cos’altro devo aggiungere per descrivere Marzo dato che mi si illuminano gli occhi solo a pronunciarlo?

Fortuna vuole però che ogni tanto la gioia è dalla nostra parte e quindi sporadicamente le belle giornate appaiono, il sole è dei nostri e il cielo azzurro anche e io mi sveglio col sorriso a 32 denti e una voglia irrefrenabile di passare le mie giornate fuori, finchè non fa buio, a camminare vedere e fare cose. La realtà dei fatti è che questo è possibile solo in concomitanza del weekend sennò le mie uniche ore di luce le vedo al mattino, nelle pause sigaretta e a pranzo e questo è davvero uno spreco per tutti quelli che soffrono di meteorologia come me per cui faccio un appello : capi di tutte le aziende, concedeteci delle ore di libertà per assaporare quello che accade attorno a noi invece di rinchiuderci fra le mura di un ufficio!

Detto ciò, ho dovuto necessariamente approfittare della giornata di sabato e, dopo un primo episodio che mi ha fatto davvero sclerare l’impossibile, mi sono armata di pazienza e ho girato per Milano facendomi baciare dal sole e mostrando al mondo le mie nuove scarpe (che mi hanno sfasciato i mignoli, ma sono dettagli), ho camminato per le vie del centro, anche le piu nascoste, sono tornata al castello dopo secoli, ho mangiato un panzerotto buonissimo e tra tutto questo sono anche riuscita a fare un pò di foto e un pò di shopping 😀 Avevo adocchiato troppi pezzi che mi piacevano e ovviamente non ho potuto resistere alla tentazione dopo averli provati, di portarli a casa con me.
Ah, Gruppo Inditex, se non ci fossi tu!

E mentre sono qui a fantasticare su tutti i pezzi che hanno sfilato durante la settimana e a ricevere enormi complimenti sul dolce che ho fatto ieri, vi mostro gli scatti fatti sabato!
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Leather Jacket: Zara
Belt: Asos
Shoes: Asos

EAST MARKET – one year later

Manco fosse una regola, primo giorno di fashion week qui a Milano e il tempo fa cagare.
Sempre così, la città si ribella alla confusione che vede a capo designer, fotografi, blogger, modelle e quant’altro.
Io mi sono svegliata con un nervoso addosso che nessuno sa, ma soprattutto diciamo che ci ho messo anni ad aprire gli occhi  come praticamente ogni mattina -oltre ad avere lo stomaco in subbuglio-.

Vengo da un weekend passato quasi interamente con mio cugino che è venuto da Lisbona e non potevo non approfittare di questi giorni per trascorrere tantissimo tempo con lui e da una domenica all’East Market.
Vi avevo gia parlato all’incirca un anno fa di questo mercato fighissimo che fanno una volta al mese in zona Lambrate in un grande capannone in cui si mixano bancarelle di ogni tipo: vintage, moderne, oggettistica, abbigliamento e tanti banchetti di streetfood all’esterno. Mi ero ripromessa di tornarci ma per un motivo o per un altro non ero mai più riuscita se non fino a questa domenica, in cui ho approfittato della giornata semi-soleggiata per fare un giro. Ne sono uscita a mani vuote (ogni prezzo che chiedevo non andava sotto i 90 euro, non era propriamente la mia giornata) ma comunque contenta di esserci andata, almeno per passare una giornata diversa!

Vado un pò di fretta quindi lascerò parlare le mille foto che ho fatto e ne approfitto per mostrarvi uno dei miei ultimi acquisti, un felpone giga di Overview Studio, di un arancio particolarmente fluo, ma che amo soprattutto perchè infili lui e via, sei pronta!§
P.s. davanti a questi murales non ho saputo resistere!

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JAPAN INVASION

Presente qui giorni in cui hai voglia di mangiare qualcosa di diverso e programmi pranzi o cene ad hoc?
Presente quando non vai pazzo per quella cucina particolare ma poi tutto sommato una volta tanto ti piace mangiare questi sapori diversi dai nostri e li apprezzi comunque?
Presente quando hai un rapporto contrastante con qualcosa?
Ecco, tutto questo è la sintesi del connubio Francesca – Giapponese.
La premessa che mi sento di fare è che non mangio pesce crudo e questo è uno dei veri grandi motivi per cui sono sempre stata parecchio restia nei confronti della cucina giappica, aggiungendo poi il fatto che tre-quarti delle volte che la mangio mi sento male et voilà, finisco per avere questo rapporto di odio/amore nei suoi riguardi.
Ci sono dei giorni che la rinnego a prescindere e tanti altri che invece mi sveglio con la voglia di roll e bacchette. Mercoledì, ad esempio, è successa una cosa paradossale :ho mangiato giapponese sia a pranzo sia a cena (direi che ora siamo apposto per un pò).

Uno dei posti preferiti dove mangiare roll e temaki di un certo tipo nei dintorni del mio ufficio (e un pò dappertutto a Milano in realtà dato che fioccano aperture come rosari con ombrelli quando piove inaspettatamente) e’ Temakinho. Un ristorante giappo/brasiliano che ha la peculiarità di mixare le ricette dei due continenti creando un connubio perfetto tra sapori esotici e retrogusti orientali, con delle presentazioni meravigliose e delle novità sempre presenti in menù. Si può partire dall’antipasto, passando per i piatti principali senza dimenticare tartare e cheviche e poi concludere con dolci meravigliosi che hanno tutto tranne che un sapore asiatico.

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Pro : puoi accompagnare la tua portata con delle Capirinhe al mango pazzesche.
Contro : bisogna (quasi) sempre prenotare e solo tramite sito.
Dove : a Milano c’è stata recentemente la terza apertura, e come dicevo prima stanno spuntando nuove location dappertutto non solo in Italia ma anche in Europa.
Se comunque siete di Milano, lo trovate in :

  • Corso Garibaldi, 59 (Brera)
  • Via Boccaccio, 4 (Cadorna-Magenta)
  • Ripa di Porta Ticinese, 37 (Navigli)

Stessa sera, dopo aver finalmente convinto il mio ragazzo, abbiamo provato Ryukishin Ramen , una nuova apertura proprio sotto casa nostra, in cui non sto nemmno a elencare le specialità del posto. Per chi non lo sapesse, il ramen sostanzialmente è un piatto tipico della cucina giapponese a base di spaghetti o tagliatelle all’uovo serviti con brodo di carne o di pesce.15a82cce-273e-4516-87c7-712c7979e713-1 Ma la cosa bella di questo posto è non solo l’atmosfera tipicamente zen e orientale che si percepisce già dall’entrata grazie all’arredo e alla mise en place. Oltre ad essere molto accogliente, è senza dubbio un riuscitissimo incontro tra il moderno gusto occidentale e le calde atmosfere del Giappone, e un nuovo punto di riferimento in città per gli appassionati di ramen e dei piatti della tradizione giapponese.

Non allarmatevi se non andate matti per gli spaghetti in brodo, il menù riesce a offrire anche altre sfiziosità orientali senza dimenticare i classiconi con riso.
Prezzi assolutamente nella norma e tiramisù al tè verde squisito.

E visto che si avvicina il weekend e oggi è venerdi 17, tiratevi su di morale con un po di cibo e provate queste due bontà asiatiche!

VALENTINE’S DAY

Ebbene si, sembrava impossibile eppure è di nuovo quel giorno dell’anno.
Il mondo è spaccato a metà: gli innamorati non si tollerano e i single sono più acidi degli yogurt scaduti, il web è intasato da frasi d’amore e le vetrine delle panetterie sono piene di biscotti a forma di cuore.
No, non è la fine del mondo. E’ semplicemente San Valentino.
Un martedi come tanti altri in cui stranamente il cielo di Milano ci regala qualche spiraglio di sole dopo settimane di grigiume con l’unica differenza che siamo circondati da rosari spuntano come funghi con rose avvolte in cellofan pieni di cuoricini e che cercano di rifilarti anche mentre tu, donna, cammini per strada da sola.

Ma partiamo dalle origini. Chi cacchio è San Valentino, questo maledetto, che da anni ci perseguita il 14 Febbraio costringendo poveri uomini a regalare necessariamente qualcosa alle proprie donzelle e le zitelle più incallite a incarognirsi verso il mondo intero?
Facendo una rapida ricerca sul web, sembrerebbe che questa tradizione risale a una sbrega d’anni fa.
“(..) nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.
In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo.
Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.”

Quindi in realtà sto poveraccio non ha mai fatto niente di male!
Gli è stato affibbiato sto ruolo infame di proteggere gli innamorati quando anche a lui in realtà gliene fregava ben poco e ogni anno gli tocca sorbirsi milioni di maledizioni e insulti.

I più romantici approfitteranno di questa giornata per regalare spropositati mazzi di fiori, cioccolatini, cene fuori e quant’altro alla propria Valentina, i single passeranno la giornata a lamentarsi e guardare le coppiette in giro incarogniti come non mai, e poi ci sono tutti gli altri, che l’amore se lo dimostrano ogni giorno con uno sguardo, una parola, un messaggio, una carezza.
Diffondete sempre l’amore, qualsiasi esso sia, e cerchiamo di addolcire questo mondo da tutte le cattiverie e atrocità di cui è pieno!

Io comunque nel dubbio, che siamo in montagna o al mare, ti amo ogni giorno ❤
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WALKING AROUND MILAN

E’ un  giovedì strano, in uno studio desolato, in una Milano coperta e grigia.
E’ passata una settimana dal mio ultimo post lo so, ma quando sei sopraffatta dagli impegni, dai weekend fuori porta, dal sonno e dalle emozioni diventa complicatissimo buttare due parole su un foglio bianco.
Sono ancora sconvolta dal finale di Split, su cui avevo davvero grandissime aspettative e che come ogni volta che entro al cinema carica a pallettoni per un film finisco per uscirne stradelusa, ma almeno gli ho lasciato solo due euro –grazie mercoledi– e ne ho approfittato per mangiare un kg di pop corn.
Sono ancora più sconvolta dalla notizia ricevuta ieri nel tardo pomeriggio e mi sto scervellando per capire che fine ha fatto uno dei miei bracciali preferiti che tengo sempre al polso e che mi sono accorta solo ieri sera di non aver più. -questo lascia intendere quanto io sia sul pezzo ultimamente-
Sono reduce da un weekend intensissimo, di sorprese -che mo però basta davero- di compleanni e di cibo. Finalmente sono tornata a casa, a farmi avvolgere dal calore della mia città e da quello degli abbracci di tutti coloro che mi circondavano.
Ho passato due giorni interi a spupazzare quell’amore di nipotina che mi ritrovo e a riempire il cuore d’amore cercando di non pensare a tutto il resto che mi circonda.

Ora sono qui a contare i giorni che mi separano dal prossimo viaggio, a monitorare il mio pacco di Asos che è su qualche camion rosso BRT verso casa mia, a mangiare fragole fuori stagione, a vedere l’esibizione della Gaga al Super Bowl, a fremere per la seconda stagione di Stranger Things e desiderare che arrivi velocemente sabato per rivedere amici che non vedo da tanto, mangiare una pizza come si comanda e fare un bel giro in centro per provare finalmente Frankly: Un Bubble tea and coffee che dopo anni di sogni per Starbucks & friends riesce ad arrivare in Italia facendoci sentire tutti un po piu whatsamericanguys.

Ma dato che manca ancora un giorno e mezzo a tutto questo, mi rifaccio gli occhi guardando le novità di Zara e vi lascio con degli scatti fatti una decina di giorni fa, in pieno mercatino del vintage dei navigli in una domenica di sole.

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WELCOME FEBRUARY!

Ebbene si, Gennaio è finito e si è portato con se le belle giornate.
Febbraio è iniziato da tre giorni e :
– stamattina apro gli occhi e intravedo la notizia che Riccardo Tisci lascia Givenchy.
SORRY WHAT?
– l’allenamento di ieri mi ha ucciso la schiena e sono mezza sbilenca.
-non smette piu di fare un tempo indecente a base di pioggerellina fastidiossima, ondate di vento e veri e propri diluvi come quello di stamattina.
Inutile dire che queste condizioni climatiche non aiutano la mia sveglia mattutina e anzi, facilitano il mio sonno profondo sotto il piumone all day long soprattutto quando apri gli occhi, ti giri, e il tuo ragazzo è vicino a te che se la ronfa.
Ben mi sta per tutte le mattine che capita il contrario.

Oltre all’immensa voglia di dormire, mi trascino dietro -in maniera più che costante- quella di viaggiare. Sono abbastanza sicura che dipenda anche dal fatto che 364 giorni fa avevo i bagagli pronti per un’altra avventura a Londra e non ci posso credere che sia passato già un anno da quando ho messo piede di nuovo nella città dei miei sogni.
Una volta tanto però la fortuna è dalla mia parte e devo aspettare solo un altro mesetto all’incirca per poter finalmente cancellare dalla lista un’altra delle città che ho sempre voluto visitare, e cioè Amsterdam.
Vietato pensare che è una meta che bramo da tanto solo per i coffee shop!
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Anzi, più consigli avete su posti da visitare, ristoranti, bar, negozi e quant’altro più li accolgo a braccia aperte!

Ma mentre mi preparo ad affrontare questo venerdi che abbraccia un weekend pieno di ricordi e qualche spiraglio di luce che entra dalle finestre del mio ufficio, vi lascio con degli scatti di una giornata particolarmente soleggiata, un paio di weekend fa, in cui mi stavo cagando sotto dal freddo ma sfoggiavo alcuni acquisti nuovi, qualche furto e un look che è indubbiamente mio al 100%.

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Total look Zara tranne la t-shirt rubata al mio amorevole boyfriend, quando aveva l’indole metallara da Gods Of Metal 😀