A Saturday with Barbie

Tra una settimana è primavera, facendo un conteggio rapido da qui al 3 giugno ho si e no due weekend senza impegni, sabato si va a Bologna e tutto sembra andare per il verso giusto. Si, ditelo al mio colon che stamattina era gonfio come na zampogna e aveva delle fitte talmente forti che sembrava mi stessero accoltellando..e io che pensavo che sarebbe stato l’allenamento di venerdì a uccidermi!

Siamo a metà Marzo e non posso smettere di pensare all’estate, soprattutto quando ci sono giornate come quelle di sabato scorso che sembrava pieno Maggio, un sole devastante sopra le nostre teste e come potevo non pranzare con un gelatone? Non solo grazie a questo ma specialmente per la mostra di cui vi avevo parlato, sabato è stata veramente una giornata stupenda!
Il Mudec era affollatissimo, pieno di mocciose e mamme accompagnatrici entusiaste di entrare e padri devastati dalla vita che aspettavano agli angoli delle stanze.
Non potevano chiamare una mostra in modo migliore, Barbie The Icon. E’ proprio vero che nonostante siano passati anni dalla creazione della prima biondona internazionale, questa bambolina riesce ancora a far sognare generazioni intere di femmine, dalle più nostalgiche alle bambine dei giorni d’oggi. Nel corso degli anni sono stati realizzati sempre più personaggi e gadget e indovinate un pò? Li ho sempre chiesti tutti a Babbo Natale ma poche volte sono stata accontentata 😦  Conoscevo qualcosina riguardo la sua nascita e le sue origini ma non l’intera storia, che ho invece avuto l’opportunità di leggere tra le pareti del museo. Ve la riporto qui di seguito trovata su Wikipedia, che vi piaccia o no leggetevela perchè è davvero pazzesca!

Mentre Ruth Handler guardava sua figlia giocare con bambole di carta, si rese conto che spesso le piaceva dare alle bambole ruoli da adulti. All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Realizzando che poteva trattarsi di una ottima scelta di mercato, Ruth suggerì l’idea di una linea di bambole dall’aspetto adulto a suo marito Elliot, il cofondatore della casa di giocattoli Mattel. Inizialmente l’idea non sembrò entusiasmarlo molto. Rielaborando l’idea di una bambola simile all’idea che aveva in mente, commercializzata inGermania, (la Bild Lilli[1]), Ruth, aiutata dall’ingegnere Jack Ryan, creò la prima Barbie, a cui fu dato il nome della figlia degli Handler, Barbara appunto. Barbie fece la sua apparizione nei negozi il 9 marzo 1959, vestita con un costume zebrato, la pelle chiara e i capelli neri legati con una lunga coda: successivamente però sarebbe apparsa quasi sempre bionda. Costruita in Giappone, nel primo anno di “vita” furono venduti 350.000 suoi esemplari. Mentre Barbie si rivelava uno dei giocattoli più venduti al mondo, Mattel ne accresceva il mito, inventando una vera e propria biografia. Alla bambola venne assegnato un nome completo, Barbara Millicent Roberts, oltre ad una famiglia e ad amici, che costituivano un nuovo sistema di personaggi e accessori da vendere a ragazzine e collezionisti. Per molti anni il fidanzato di Barbie è stato Ken (nome ottenuto dall’elisione del nome Kenneth, altro figlio degli Handler), col quale non si è mai sposata. Il loro amore sarebbe nato nel 1961 su un set televisivo. Il 13 febbraio 2004, dopo 43 anni di fidanzamento, Barbie e Ken hanno deciso di separarsi. Secondo la biografia scritta in questi lunghi anni da Mattel, Barbie è stata poi single per un periodo, nonostante un breve flirt con il surfista australiano Blaine, biondo come Ken (il fidanzato storico è però apparso anche coi capelli castani o neri). Nel febbraio 2006, la coppia è tornata insieme.”

Queste solo alcune delle notizie riportate, quindi direi che è il momento di far parlare le immagini e vedrete quante foto ho fatto durante il mio tour all’interno del Mudec! Sembravo un’invasata folle, ma era impossibile non immortalare tutto. Dalle prime creazioni alle ultime, dagli anni 60 ai giorni d’oggi e la sua evoluzione non solo fisica ma anche concettuale, quelle da collezione e quelle realizzate appositamente per cantanti e/o film e addirittura gli abiti fatti appositamente dai maggiori designer! C’era perfino una stanza realizzata come l’interno di una delle sue case che ho sempre desiderato e mai avuto, ma come si faceva a non impazzire?

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