Fashion Week Besties pt2

Come promesso sono tornata solo per condividere con voi i miei preferiti di questa fashion week che finalmente oggi ha termine a Milano. E vi dico finalmente non solo per i motivi espressi nel post precedente ma anche perchè durante queste giornate di frenesia della moda alcune zone della città sono completamente impallate e non vi dico quanti santi volano se ci si vuole muovere in giro, che sia in tram, in macchina o a piedi. Sommando questo al fatto che ho ancora il collare e che volevo passare questo weekend a passeggiare tra le vie del centro e approfittare degli ultimi sconti ma ha ben deciso di piovere, piovere e ancora piovere vi lascio immaginare che bel fine settimana che ho passato..MA questo non toglie che nell’oretta trascorsa fuori nel pomeriggio di sabato (si, dovevo prendere aria non ce la facevo più a stare in casa) sono riuscita ad accaparrarmi due offertone da Pull&Bear -che solitamente non frequento ma mi ha regalato grandi emozioni- ovvero due bei pantaloni a zampa alla modica cifra di 6 euro l’uno (sisi avete letto benissimo, S E I!) e uno degli ultimi arrivi di H&M che ho intravisto passando davanti al negozio col tram e vabbè sono corsa indietro per prenderlo. Per di più ultima taglia, cosa potevo volere di più? hmprod

Non vi dico nemmeno quant’è bello addosso, non c’è nulla di quest’abito che non mi piaccia!
Ma tornando al tema principale del post, vi mostro in ordine sparso altri dei miei preferiti di queste ultime passerelle.
Tra le certezze, non potevano assolutamente mancare Jil Sander, Giamba e Fausto Puglisi..tre brand che adoro, che non mi deludono quasi mai e che sono per me di grande ispirazione, anche in questa FW16.
Uno l’opposto dell’altro, questi marchi sono caratterizzati da elementi completamente diversi ma che li rendono unici ai nostri occhi. Si passa dalle linee minimaliste di Jil Sander agli abiti con un gusto rock-chic di Giamba che si distaccano del tutto dal romanticismo che contraddistingue la main line di Valli, agli abbinamenti e le stampe più controverse proposte da Puglisi.In ogni caso, il risultato di tutte e tre è davvero bellissimo.
Jil:

Giamba:

Puglisi:

Seguono poi, sempre in ordine casuale, marchi da cui non ho mai avuto grandi pretese, conferme e/o certezze ma fanno parte di quella categoria di brand per cui non impazzisco ma che mi piacciono abbastanza da spingermi a vedere sempre le loro sfilate.
Nell’ordine:
Max Mara:

Moschino:

MSGM:

Ports:

Siamo giunti alla fine e devo dire la verità che provo nuovamente dei sentimenti molto contrastanti a riguardo. Perchè vi chiederete? Bè, perchè si tratta di altri due marchi storici, che il mondo ci invidia e che rappresentano la qualità italiana tanto che è pieno di star internazionali che fanno di tutto per indossare le loro creazioni sui red carpet e non solo. Non ho mai avuto grande amore per entrambi anche se uno dei due ultimamente mi sta stupendo collezione dopo collezione e secondo me si contende con pochi altri il premio di “best vetrina di montenapoleone” (contest che ho appena inventato ovviamente :D)..se ancora non fosse palese di chi sto parlando, mi riferisco a Dolce e Gabbana mentre l’altro è Versace. Non sono mai stata una fan delle creazioni di Donatellona -se non degli abiti che aveva fatto appositamente per il concerto di Lady Gaga e che ho potuto vedere con i miei occhi 4 anni fa- e strano ma vero qualcosa di questa collezione mi ha convinto quindi ve lo riporto qui 🙂
Dolce&Gabbana:

Versace:

Ora non devo fare altro che rimanere in attesa della regina delle FW ovvero Parigi per condividere con voi i miei designer preferiti!

Sugli oscar invece cosa mi dite? Avete seguito la nottata su SKYCINEMAOSCAR oppure avete fatto come me che vi siete andati a vedere i vincitori stamattina?
Finalmente è stato il turno del buon Leo che ha portato a casa la statuetta tanto ambita e tanto desiderata da tutto il mondo per lui, ma ammetto che stavolta non lo tifavo nemmeno un pò soprattutto dopo aver visto “The Danish Girl” che non solo ho trovato un film meraviglioso, ma è stato interpretato nel migliore dei modi da Eddie Redmayne per cui avrei davvero voluto che l’oscar fosse andato a lui. Tutto sommato mi unisco al popolo e all’idea comune di vedere finalmente Leonardo dopo 17 anni e passa di agonia vincitore di qualcosa quindi…bravo Leo!!

Fashion Week Besties pt1

Se dovessi fare un rapido resoconto della settimana, potrei racchiudere il tutto dicendo che Milano è intasata dalle blogger e io ieri ho ben deciso di farmi cadere addosso una parete in cartongesso e ora sono in giro col collare, mi drogo di arnica e passerò le mie giornate a cucinare dato che sono obbligata a rimanere in casa.
Note positive: niente lavoro, sveglia tardi, relax assicurato, film come se piovesse.
Note negative: dolore infernale al braccio, giornate più lunghe che mai, sembianze di una mummia.
(Che belli non sono i miei occhiali presi all’eastmarket settimana scorsa?)

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Siamo invasi dalle sfilate da una decina di giorni, prima New York poi Londra e ora è il turno della città in cui risiedo e ho avuto tante certezze dagli stilisti che amo ma anche tante sorprese da grandi marchi da cui non mi aspettavo nulla. Purtroppo però è il periodo che odio di più durante l’anno dato che Milano si riempie di persone invasate che pur di farsi fotografare si mettono in mezzo alla strada con look improbabili e outfit mezzi estivi nonostante fuori facciano 3 gradi e giuro che vorrei tanto essere nella testa di questi rincoglioniti per capire che je dice il cervello. Ma soprattutto vorrei davvero mettermi lì a tavolino con tutti questi geniacci del male e spiegar loro che partecipare a una sfilata o farsi immortalare tra una via e l’altra non significa far parte del fashion system e vorrei con tutto il cuore che li sbattessero dentro un ufficio per fargli capire quello che c’è dietro, a quanto ci si faccia il culo e a quanto impegno c’è per tirar fuori una collezione e che loro, lì dentro, non durerebbero nemmeno 30 secondi.
Ma tralasciamo le polemiche di una povera fashion designer malcagata e incattivita col mondo e veniamo ai miei look preferiti di questa fall 2016.
Ovviamente in prima posizione c’è l’unico e solo Alexander McQueen.

Avrei messo tutta la collezione perchè non c’è stato un solo look che mi abbia fatto anche solo pensare “no” ma ho selezionato i miei preferiti in assoluto.
Segue con mia grande sorpresa Rodarte, un brand per cui provo spesso sentimenti contrastanti dato che o è amore profondo oppure il nulla assoluto. E per questa stagione, senza ombra di dubbio, amore più che profondo.

Tre dei miei preferiti, Prada, Costume National di cui ho avuto anche la fortuna di vedere qualcuno di questi pezzi scattati in studio settimana scorsa e vi assicuro che sono veramente WOW ❤ e Fendi.

Nonostante io non sia mai stata un’amante di questo super brand internazionale che molti ci invidiano ma di cui ho visto anche il museo inaugurato non da molto a Firenze, viene Gucci. Ammetto che da quando Alessandro Michele ha preso in mano la direzione artistica, ogni sfilata è una vera e propria novità, ricca di capi fantastici e con uno styling impeccabile. Anche qui ho dovuto fare una selezione veramente ridotta rispetto a tutti quelli che mi sono piaciuti e su 71 uscite, giuro che ce n’erano parecchi.

Lascio per ultimo, in attesa delle prossime sfilate ma sopratutto di Parigi, il mio grande amore insieme a McQueen e Owens -ti aspetto con ansia Rick!- Gareth Pugh che anche se inizialmente ho stentato a riconoscere, è sempre e comunque un piacere per i miei occhi ❤

Sto già raccogliendo altre immagini dei miei preferiti quindi rimanete sintonizzati per vedere cosa promuovo a pieni voti e buon weekend a tutti!

Food clothes and sun

E per l’ennesimo lunedì di fila non sono riuscita ad alzarmi dal letto in orario e sono arrivata in ritardo in ufficio, quindi rassicuratemi col dirmi che non sono l’unica ad avere questo genere di problemi con la sveglia ma che è un problema che accomuna tutti specialmente nel giorno che segue il weekend (peccato che a me capita ogni giorno però).

E a proposito di weekend, come è andato il vostro?
Devo dire che il mio è stato uno dei migliori delle ultime settimane e soprattutto il tempo ha contribuito dando il meglio di sè con un sole e un caldo fuori da ogni temperatura a cui siamo abituati a Milano soprattutto a Febbraio. Ieri ad esempio sembrava di aver fatto un salto temporale in avanti di almeno un mese e di vivere la primavera inoltrata, non vi dico con che umore a mille e voglia d’estate mi sono svegliata ❤
So di avervi accennato che avrei provato un ristorante danese sabato sera, ma dopo aver chiesto consiglio ed essere stata insultata per il posto che avevo scelto ho cambiato totalmente genere scegliendo uno degli ultimi locali adocchiati in una puntata di “Quattro Ristoranti“, il programma condotto da Alessandro Borghese che trasmettono su Sky in cui si sceglie un tema della serata e per l’appunto 4 ristoranti si sfidano per contendersi il premio di vincitore. Nonostante non fosse stata sua la nomina, ho deciso comunque di provarlo dato che mi aveva colpito per vari aspetti e quindi questo sabato è stato il turno di “Capra e Cavoli”. Per chi si trova a Milano, è situato in zona Isola ma un pò nascosto rispetto agli altri locali che stanno spuntando come funghi nel nuovo quartiere di Garibaldi. Devo dire la verità, oltre a conoscere già parzialmente il menù avendolo visto in tv, l’ho sfogliato per bene venerdì per arrivare preparata sulle portate che avrei ordinato (si lo so lo faccio spesso ma almeno so già quanto spazio devo tenermi nel pancino durante il giorno :D) ed ero rimasta estasiata nel vedere quanta cura dedicano nella ricerca degli ingredienti ma soprattutto nell’impiattamento di questi stessi. Una delle cose che colpisce di più del ristorante è, innanzitutto, il locale stesso. (La foto è presa dal sito) Senza titolo-1Pieno di verde e arredato come una veranda di una qualsiasi località marittima, non offre molti coperti e ha quel giusto equilibrio tra silenzio e rumore che permette di parlarsi a toni medi senza il bisogno nè di urlare nè di bisbigliare (cosa che non posso sopportare).
Purtroppo ho fatto le foto solo ai primi piatti, non sono andata avanti un pò perchè scoraggiata dalla pessima luce che c’era all’interno del locale che non faceva risaltare al meglio le portate, un pò perchè era tutto troppo invitante e buono che non potevo perdere tempo a fotografare :D! I piatti comunque sono tornati in cucina praticamente puliti, dai primi ai dolci.

So che non sono il massimo, ma se questi scatti non riescono a convincervi a provarlo oppure al contrario vi incuriosiscono a tal punto da chiedervi cosa sono, vi invito ad andare sul sito www.capraecavolimilano.it e sfogliare il menù per vedere cosa offre e soprattutto per farvi venire l’acquolina in bocca.

Ma sorvoliamo per un attimo il discorso cibo (anche se con me è altamente impossibile) e passiamo alla fantastica sorpresa che ho avuto nell’andare ieri all’East Market, un mercatino che fanno una volta al mese in zona Lambrate dentro un enorme capannone che mischia vintage e contemporaneo il tutto contornato da mille banchetti di street food posizionati all’esterno. Non ero mai riuscita a organizzarmi per andare ma ieri me l’ero imposta a tutti i costi e quindi alla fine ce l’abbiamo fatta.
Sono un’amante di bancarelle di ogni tipo ormai dovreste averlo capito, ma senza ombra di dubbio questo è stato uno dei migliori in cui sono andata ultimamente. Affollato al punto giusto, una giusta organizzazione e soprattutto un’ottima varietà di prodotti al suo interno. Inutile dirvi che ho comprato qualcosa, ma come potevo lasciargli lì due paia di pantaloncini vintage a soli 10 euro l’uno, una stampa di vogue a soli 3 e un paio di occhiali da sole spaziali a 20 euro?
Una giornata bellissima, un sole pazzesco e delle occasioni irripetibili il tutto guarnito da un cono di olive ascolane e arrosticini da sgranocchiare camminando.

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Per la giornata ho scelto un look soprattutto comodo qualora avessi dovuto provare qualcosa (e meno male!) in cui ho abbinato perfettamente una t-shirt che è stato uno dei miei acquisti con i saldi da Zara (che amo da moriiiire).
C’è sia la versione con che senza pellicciotto che è uno dei regali ricevuti nel lontano Natale 2014 dal mio boy e che ogni volta non vedo l’ora di mettere ma faccio una fatica mondiale in questa città dal clima ballerino.

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Direi che mi sono dilungata abbastanza per oggi quindi vi saluto e torno a lavoro ma rimanete sintonizzati perchè grandi cose arriveranno nei prossimi giorni 🙂
E dato che siamo a lunedi ed è molto difficile per tutti…buon inizio di settimana!!

Gold is the new black

Finalmente è tornato a splendere il sole alto in cielo e fortunatamente anche dentro di me.
Sono finalmente riuscita a lasciarmi alle spalle le spiacevolezze che mi stavo portando avanti da un pò e con mia grande sorpresa mi sono accorta che negli ultimi anni ho avuto una crescita degna di nota e mi sono trasformata in una donna con la D maiuscola accantonando il mio fare da pischella orgogliosa e cagacazzi che mi ha sempre reso odiosa sia ai miei occhi sia a quelli delle persone che si devono rapportare con me. E’ pur vero che sono in quella fase del mese e quindi ho dei momenti di sclero totale ma il succo della questione è che sono davvero contenta di quello che sono ora, e un grazie speciale va a tutti quelli che hanno contribuito a questo cambiamento ma detto questo, non vi svelerò di più.

Parliamo invece del fatto che oggi sia giovedì, la settimana lavorativa è agli sgoccioli e così anche Febbraio, che si avvicina il mio compleanno (quest’anno sono 27 ci rendiamo conto? manca più di un mese e sono già sciagurata), Pasqua e altre mille cose di cui esser contenti. E’ proprio vero che se affronti le cose in maniera positiva poi tutto sembra più bello, persino affacciarsi alla realtà dei fatti e realizzare che non ho un giorno di ferie manco a pagarlo, che anche se ieri mi hanno annunciato la notizia di un aumento in realtà i soldi in più non sono poi così tanti e che il Fittea non sta facendo l’effetto desiderato e sono gonfia come una mongolfiera (e continuo a dare la colpa a quella fase del mese quando forse in fondo il problema di base e vero è la quantità di carboidrati e patatine ingeriti).
Non vedo l’ora di andare al mare e respirare la salsedine, ma prima di arrivare al fatidico giugno (4 mesi, solo 4) c’è il fantastico ponte del 25 aprile in cui alla fine è stata presa la decisione seguita da prenotazione per un fantastico weekend alla scoperta di Siena (: Ebbene si, tra un’indecisione e un’altra alla fine ha vinto lei. L’ultima volta che sono andata avrò avuto 12 anni quindi mi ricordo bene poco e sono sincera, non vedo l’ora di tornarci!

Maa…veniamo ad oggi! Con queste belle temperature fuori mi è venuta voglia di sfoggiare alcuni dei miei nuovi acquisti e altri che erano stati abbandonati nel dimenticatoio -mannaggiammè e a quante scarpe ho-.
Ecco quindi di seguito alcuni scatti fatti prima, sempre vicino al mio ufficio (che abbiamo notato essere circondato da grandi location per shooting streetstyle) in cui potrete ammirare :
Lo zainetto di LoveMoschino , regalo di Natale dei miei che già vi avevo mostrato un mesetto fa
– Il mio nuovo e stupendo acquisto fatto a Londra (che avrete notato se avete sfogliato la gallery di foto che avevo postato) che desideravo da secoli e super di tendenza..il maxi-coat beige! Inutile dirvi quanto l’ho cercato e quanto mi stavo arrendendo al fatto di non trovarlo e posticipare questa ricerca infinita all’inverno prossimo ma il tutto senza prendere in considerazione il soggiorno britannico che ovviamente ha portato i suoi ottimi risultati e il tutto alla modica cifra di sole 30£.
– Uno dei vecchi regali di natale del mio boy, tanto volute (stranamente) e poco indossate (ancora più strano!). Posso giustificarmi solo dicendo che creano delle vesciche che non avete idea, ed è questo che mi frena dall’indossarle più frequentemente..ma ammiratele in tutto il suo splendore, le mie doc Martens Gold (che si intonano perfettamente agli accessori indossati oggi e soprattutto alla banda oro dello zaino)
– Infine, ma solo in ordine di arrivo nel mio armadio, la Cross T-shirt brandizzata Pikettindie. Uno dei miei ultimi ordini effettuati online (onestamente ho aspettato che gli sconti arrivassero più alti che mai e direi che non potevo aspirare a nulla di più del 60%) e arrivato in casa martedi. Chiaramente non ho preso solo lei, quindi con calma vi mostrerò anche la sorella che ho acquistato insieme 🙂
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Io sono moooolto soddisfatta del mio look di oggi e soprattutto di queste fantastiche foto (grande Diana!) ma la vera domanda è, perchè guardo sempre per terra? Sarò mica convinta di trovare soldi?

Raw Kitchen: Thumbs up or down?

Non starò qui a dilungarmi con grandi discorsi su San valentino e che bel weekend d’amore ho passato perchè non è assolutamente il mio caso dato che quando si sommano gli addendi pioggia più rancori accumulati durante la settimana il risultato non può che essere una vera esplosione di merda la domenica.

Ma comunque, tralasciamo gli stati d’animo non proprio rosa e fiori e parliamo del vero amore, quello che non finirà mai, quello per il cibo.
Come vi ho già detto più e più volte (e come si è capito da quello che scrivo) anche se il mio stomaco non mi permette di sbilanciarmi più di tanto a livello gastronomico, rimango comunque molto curiosa di provare cucine di ogni tipo e per fortuna in questi anni l’evoluzione è notevole e le novità non mancano assolutamente.
Motivo per il quale sabato, dopo aver passato mesi e mesi a ripetere a me stessa “lo devo provare” ho prenotato da Mantra, ristorante crudista che si trova -per chi è a Milano- in via Panfilo Castaldi (zona Porta Venezia) .
Dopo essermi concessa una giornata totalmente dedicata a me stessa con manicure, shopping e pranzi light a base di yogurtone con frutti di bosco ed esser tornata a casa a montare il nuovo mobile con i bancali finalmente pronto (troppo topico, vi mostrerò la foto), ci siamo preparati e siamo andati ad affrontare la cucina Raw.
Entriamo in questo locale super accogliente dall’aspetto minimal con notevoli impronte 60s. (Presente le sedie di plastica colorate che trovate nelle case delle nonne? Loro!)
Un grande spazio con bancone, cucina semi a vista, cassa e grandi recipienti contenenti spezie ed erbe di ogni tipo -che volendo si possono anche acquistare- fanno da ingresso e separano la sala dove far accomodare i commensali da un mini corridoio. Pochi coperti, pochi tavoli da due e molte coppie erano costrette a condividere un 4 posti ma non è stato il nostro caso dato che la parte destra del nostro tavolo era libera. Il servizio (nonostante fossimo appunto in pochissimi) ha lasciato un pò a desiderare per la lentezza e lo sbatti multiplo del cameriere che ci ha portato le liste dopo un quarto d’ora dall’averci fatto accomodare.
Avevo già consultato il menù online quindi sono partita abbastanza decisa con il mio ordine ma la vera sorpresa c’è stata dopo aver scelto il cocktail. Non sono solita accompagnare un pasto con un drink ma dopo aver letto lui non potevo assolutamente non provarlo!
Di seguito le nostre scelte :

ME : Spaghetti di alghe kelp cacio e pepe, olio alle erbe feat. MELOGRAWNO
(Sake, melograno, mandarino, succo d’agave)IMG_6299Giuro che non era solo bello, ma anche molto buono e stranamente abbondante (so che visto così sembrano due forchettate ma giuro che c’era molto di più). Chiaramente niente di paragonabile alla vera cacio e pepe –figuratevi una romana doc cosa può dire a riguardo– ma davvero molto gustosa e soprattutto leggera. (E poi era la prima volta che mangiavo i fiori eduli!)
La decisione del dolce invece è stata un pò costretta dal momento in cui ne erano rimasti pochi..ovviamente avevo anticipato il tutto e già scelto anche questo dal menù, e cosa se non Cheesecake lampone, base all’essenza di rosa e sale dell’Himalaya ? Peccato che, per l’appunto, fosse terminata insieme a molti altri dessert ed ecco che la scelta finale è stata quindi :
Cheesecake al lime, crumble di zenzero, gel al lime, spuma speziata
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Si, lo ammetto, mi ero dimenticata di far la foto e ho addentato la terza fetta mancante ma ho rimediato non appena me ne sono accorta.

HIM: Spaghetti di alghe kelp al curry verde con julienne di verdure, croccante di anacardi, olio al peperoncino feat. BLUEBERRY MOJITO
(Sake, mirtilli, menta fresca, succo d’agave)IMG_6297Ora, so già cosa state pensando. Si vabbè, belli i piatti ma sarà tutto insapore e farà cagare..e invece no!  L’avevo già detto nel post sul flower burger e lo ribadisco qui : ognuno è libero di fare ciò che vuole, avere il suo pensiero e non condividere quello degli altri MA una cosa è certa, bisogna SEMPRE provare prima di dire “si, no, mi piace, non mi piace”.
Una nota sicuramente negativa? Il caffè. Una vera e propria agonia berlo.

Spero di avervi fatto venire un pò di curiosità e languore, ditemi cosa ne pensate e se siete di Milano fatecelo un saltino va! (Valutate anche l’alternativa pranzo dato che presenta un menù differente!) 
Di seguito per chi fosse interessato, il link: http://www.mantrarawvegan.com/

And, next step : Ristorante Danese!
Stay tuned!

Have a break, have a tea

Aspetti per mesi con impazienza che arrivi il fatidico momento di partire per tornare finalmente nella città dei tuoi sogni, 2 giorni ti volano like no tomorrow e in quattro e quattrotto ti ritrovi che di giorni ne sono già passati 6 e ti porti dietro ancora i postumi del freddo preso durante il soggiorno inglese finendo pacchetti di fazzoletti senza pietà.
So di non avervi raccontato molto, ma in questo caso le immagini parlano veramente da sole. Tutti conosciamo Londra e sappiamo quant’è grande la sua bellezza, quanto il suo forte non sia il clima e a quante cose belle da comprare ci sono in giro quindi non starò qui a raccontarvi come ho trascorso le giornate impazzendo contro le bufere di vento che n’altro pò me se portavano via, a quante foto fantastiche avrei fatto se solo avessi avuto una macchina professionale e non un iphone e soprattutto a quante cose avrei comprato se solo avessi avuto abbastanza fondi. Tutto sommato però ho fatto lo shopping necessario di cose che non avrei mai trovato in Italia e mangiato la giusta quantità di schifezze tipiche delle maggiori catene europee di cui purtroppo non possiamo usufruire a Milano per cui grandi colazioni/merende da Starbucks e grandi paste da Wok to Walk, senza tralasciare ovviamente un delicatissimo piatto di fish & chips.

Non vi dico quindi come, in soli due giorni, ho potuto sputtanare i miei buoni propositi stilati a inizio anno sull’alimentazione salutare, la perdita di peso, la forma fisica e quant’altro ma quando ti trovi fuori casa nel bene o nel male rischi sempre di incombere in questo pericolo quindi..amen. Poi con tutto quello che ho camminato direi di non stare nemmeno qui a pentirmente più di tanto ma da oggi si ricomincia con tutti i miei corsi quindi non solo stasera rinnoverò il mio trimestre di yoga, ma domani mi impegnerò al massimo per smaltire almeno una caloria dei muffin ingurgitati senza ritegno tra sabato e domenica. Nel frattempo però, per ricominciare con un minimo di leggerezza questa settimana, ho iniziato il programma Detox di Fitttea.IMG_8378_1Ho effettuato l’ordine su internet a inizio mese incoraggiata dai vari feedback positivi visti online e mi sono detta..tanto cos’ho da perdere? Al massimo se non funziona ho bevuto un thè al giorno per 28 gg e la cosa peggiore che può farmi è fare più pipì del dovuto!
E così, nonostante io non sia per nulla un’amante di infusi etc se non quando mi servono da scaldotto o quando il mio stomaco non consente di ingerire altro, da martedi mi concedo come merenda di metà mattinata in ufficio una buona tazza di thè accompagnata da un cracker, un biscotto, della frutta secca o quello che trovo..e per di più il sapore è ottimo e lo bevo davvero volentieri.
Come dicevo appunto, il tutto dura 28 giorni quindi vi farò sapere se funzionerà o meno!

Prometto che nei prossimi post vi mostrerò qualcuno dei miei acquisti britannici e soprattutto dei miei ordini online, sia quelli arrivati sia quelli che sto aspettando so..stay tuned 😉

Windy/freezy/grey but always amazing

MAINAGIOIA.
Un’emicrania paurosa che stava per compromettere la partenza, un arrivo nella capitale inglese dettato da un vento che stava per portare via me, mamma e i bagagli, un albergo a dir poco terrificante da cui siamo dovute scappare la mattina dopo, la pioggerellina tipica che non ti abbandona mai, incidenti veri in oxford circus, il cambio della guardia nel bel mezzo della passeggiata verso buckingham palace, le vesciche ai piedi dopo nemmeno due ore di camminata tra piccadilly e trafalgar, i crampi ai polpacci e un freddo patito poche volte nella vita, le spalle distrutte dalle borse e la oyster card che improvvisamente ti abbandona, Londra cantiere aperto che nemmeno Milano sotto Expo.

Due giorni lunghi, difficili, gelati e intensi ma Londra, ti amo esattamente come il primo giorno in cui ti ho vista.

Last call for London

Il mio countdown sta man mano andando a scemare e manca sempre di meno al mio weekend britannico, tant’è che sono stata perfino accusata di essere molto distratta e poco sul pezzo (vero Raffa?).
Bè, comunque! Finalmente ci siamo lasciati alle spalle il mese più temuto insieme a Settembre, e cioè quello in cui devi ricominciare la vera routine dopo giorni di inattività, riposo e cibo. January, you are OVER!
Il tempo continua a rimanere instabile e altalenante e si alternano giorni infuocati dal sole e altri pieni di nebbia umidità e pioggerellina che, se usi l’ombrello ne esce asciutto ma se fai la donnavventura senza, ti ritrovi con in testa un insieme di capelli che si sfanculano l’un l’altro…come ovviamente la sottoscritta.
Fortuna però che dopo una giornata veramente merdosa come quella di sabato, domenica ci ha offerto un cielo limpido e un sole pazzesco. Infatti dopo un lauto pranzo un pò per digerire, un pò perchè erano due mesi che non andavo, abbiamo fatto una passeggiata tra le bancarelle del mercato vintage di cui vi avevo già parlato sui navigli e strano ma vero sono riuscita a trovare un’occasione top su una collana pagata la modica cifra di 8 euro..e non oso immaginare quanto altro troverò sabato e domenica girando tra portobello e candemn..Ho già avvertito mamma di partire con una valigia semivuota così che possa riempirla io con tutte le cose che comprerò 😀
Per l’appunto sono già indecisa su come riempire la mia, di valigia. Non so se sono solo io ma per me è molto più facile preparare la valigia per un periodo lungo piuttosto che per soli due giorni..mi capita sempre che finisco per mettere dentro di tutto senza fare un’accurata selezione delle cose indispensabili. Scelgo l’outfit del giorno, quello della sera, gli accessori e le scarpe da abbinare tant’è che alle volte corro perfino il  rischio di star via due giorni ma porto con me 3 scarpe..insomma un vero delirio! Non parliamo poi di quando si parte d’inverno! I dubbi si insinuano ancora di più nella testa con quesiti del tipo “con quale cappotto parto?”, “avrò freddo?”, “ma se metto questo non posso portare i maglioni lunghi perchè escono dalla giacca” “no questo non sta bene con i cappelli che voglio portare” “ma il maglione 100% lana basterà?” C’è da dire però che essendo ormai abituata a viaggiare spesso da 7 anni a questa parte e a fare e disfare continuamente i bagagli, superata l’angoscia iniziale dell’ “Ok, cazzo mi porto?” la mia valigia presenta un ordine invidiabile ai più e soprattutto riesco perfino a ricevere i complimenti da mia mamma (la persona più ordinata dell’universo intero) ma le maledizioni dal mio ragazzo che non si lascia mai sfuggire un “guarda che dobbiamo star via due giorni, quanta roba ti stai portando?” Ditemi che non sono l’unica a vivere attimi di panico quando si arriva a questo fatidico momento o inizio a preoccuparmi sul serio. Già nell’ultimo periodo la mia mente fa dei viaggi parecchio contorti, in special modo la notte, e continuo a fare sogni assurdi se non veri e propri incubi come quello di stanotte. Pensavo di aver raggiunto il culmine con il sogno di sabato notte in cui avevo appena scoperto di essere incinta(ma poi perchè lo sogno costantemente?)e facevo un bel tonfo in macchina prendendo dentro uno in motorino e ferendolo gravemente MA stanotte mi sono senza ombra di dubbio superata facendo il più brutto degli incubi a cui io avrei mai potuto aspirare : entrano i ladri in casa mia e mi svuotano completamente l’armadio. Giuro, era talmente reale che credo di essermi messa a piangere nel sonno. Perfino peggio di quella volta che ho sognato di avere i capelli corti o di quella volta in cui mi facevo un tatuaggio enorme di cui mi pentivo 0 secondi dopo. Oddio, ora che li scrivo suonano ancora più strani..non è che devo fare una qualche cura a base di valeriana e xanax?

Ma poi la vera domanda è..come faccio a stare due giorni interi senza di voi??

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